Pirateria musicale, Vkontakte non paga

La musica gratuita è una delle caratteristiche principali del social network russo Vkontakte (Foto: Russia Oggi)

La musica gratuita è una delle caratteristiche principali del social network russo Vkontakte (Foto: Russia Oggi)

Il più importante social network dell’Europa orientale offre la possibilità di scaricare canzoni violando il diritto d'autore. Sanzionato, si rifiuta di chiudere il servizio

Il colosso dei social network dell’Europa orientale Vkontakte contesta la decisione del tribunale arbitrale e si rifiuta di rimborsare i guadagni non pervenuti dalle canzoni dell’interprete russa MakSim. È soltanto uno degli scandali che stanno toccando il celebre analogo di Facebook, considerato dalla Riaa (Recording Industry Association of America, l'Associazione americana dei produttori discografici, uno dei protagonisti della pirateria musicale

I gestori del social network russo Vkontakte contestano la decisione del tribunale che ha richiesto di rimborsare alla società di produzione musicale “Gala Records” la distribuzione nel social network di 11 brani della cantante MakSim, assegnando all’etichetta un indennizzo pari a 1.600 dollari (50.000 rubli) per ogni canzone, per un totale di 17.700 dollari (550.000 rubli).

Vkontakte si appella alla regola non scritta, ma invalsa in Russia e utilizzata da tutti i pirati: “La ricerca di opere musicali discutibili è stata bloccata dopo aver ricevuto la denuncia dell’avente diritto”.

Così ha fatto anche Rutracker, uno dei più grandi siti torrent, un vastissimo catalogo di musica, giochi, cinema, serial televisivi, libri, mappe; insomma, qualsiasi prodotto sia protetto dal copyright. Anche loro eliminano le categorie dal sito a seconda delle lamentele di chi possiede i diritti. L’azione permette di risparmiare tempo e denaro per gli avvocati, ma non è affatto garanzia di inviolabilità.

È quello che stanno cercando di dimostrare a Vkontakte l’etichetta “Gala Records” e il tribunale arbitrale: il blocco dei dati protetti “non è un motivo sufficiente per negare ogni responsabilità, in quanto prima che la parte civile si rivolgesse al tribunale il responsabile non aveva intrapreso alcuna azione autonoma per evitare la violazione”, si legge nella sentenza del tribunale.

VKontakte è un social network principalmente pensato per i russofoni (è anche vero che di recente il celebre attore americano Tom Cruise ha creato un account). I contatti giornalieri della rete hanno superato nell’autunno del 2012 i 40.000 utenti. Le persone però non ci vanno soltanto per comunicare: qui si può trovare di tutto, musica e cinema di buona qualità. Sono gli utenti peraltro a caricare il materiale sul sito, mentre l’amministrazione del network formalmente non ha alcun rapporto con i content illegali.

VKontakte ormai finisce periodicamente al centro di qualche scandalo. Alcuni sono legati ai content protetti dal diritto d’autore. L’associazione americana dei produttori discografici ha inserito VKontakte nella lista dei principali responsabili del crollo del 30 per cento nel mercato musicale russo, registrato nel 2012. Questa organizzazione lobbista ha definito l’azienda “uno dei principali pirati mondiali”, alludendo ai vantaggi competitivi poco puliti del social network: in fondo lì c’è senz’altro musica rubata e gratuita che non si trova negli altri social network.

Nel processo giudiziario sopracitato anche la “Gala Records” ha fatto riferimento allo stesso fatto, esigendo un indennizzo considerevolmente maggiore per la distribuzione della sua musica e cercando di convincere il giudice che i guadagni del social network dipendono direttamente dalla presenza di musica gratuita. Il giudice ha però respinto questa argomentazione.

Come se non bastasse VKontakte è stata coinvolta anche in scandali politici. Se le proteste dell’inverno-primavera 2011-2012 sono state organizzate principalmente attraverso Facebook, le manifestazioni al di là dei confini della capitale venivano concordate tramite VKontakte.

Novaja Gazeta ha pubblicato una lettera, a quanto pare scritta dal fondatore di VKontakte Pavel Durov e diretta a Vladislav Surkov, vice responsabile dell’Amministrazione del Presidente, una figura considerata l’eminenza grigia della politica russa. Dalla lettera, la cui autenticità è peraltro negata da Durov, si evince che l’Amministrazione aveva fatto pressioni sul social network, chiedendo di chiudere i gruppi di protesta, mentre Durov si sarebbe opposto spiegando che i manifestanti sarebbero finiti su Facebook e Twitter e la proprietà nazionale del Paese – la rete VKontakte – avrebbe perso degli utenti.

Con le pressioni sul colosso online si potrebbe provare a spiegare anche l’ultimo scandalo che ha visto coinvolto il social network, quello riguardante le community dedicate alla “moda per l’infanzia”: fotografie di bambini e bambine, a malapena vestiti, truccati e in pose provocanti. Gli scatti sono apparsi a febbraio 2013 e hanno suscitato le ire degli utenti; per di più, le rimostranze sono comparse, insieme ai primi link di questi gruppi online, nei blog di personaggi vicini alla Presidenza e al movimento giovanile pro-Cremlino dei Nashi.

A lungo la dirigenza di VKontakte non è riuscito a trovare le basi legali per chiudere queste community; formalmente non infrangevano alcuna regola e non mostravano pornografia infantile, ma alla fin fine il social network è riuscito a cancellare i gruppi più conosciuti di “moda per l’infanzia”, mettendo al loro posto un “tappabuchi” su cui c’era scritto: “Cancellato su richiesta del Roskomnadzor (l’Agenzia federale per la supervisione delle comunicazioni, dell’informazione tecnologica e dei media)”.

In ogni caso, per ora, nessuno è ancora riuscito a battere il social network che registra 200 milioni di account e 40 milioni di visitatori singoli al giorno. Anche se VKontakte dovesse perdere l’arbitrato, in Russia non esiste il la regola del precedente, pertanto la vittoria di oggi non sancirebbe automaticamente il successo di altre azioni legali dello stesso genere.

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