Giochi di carta dall’Italia: sogni e pensieri di tre artiste prendono forma in una mostra a Mosca

Ufficio stampa
Un’esposizione dai tratti onirici che si rifà all’ordine della natura e alla pluralità delle culture: fino al 9 maggio 2021, la Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli ospita i lavori di tre artiste, Anna Onesti, Flaminia Mantegazza e Luciana Pretta Fiore

Tre donne, una grande passione: la carta. Per Anna Onesti, Flaminia Mantegazza e Luciana Pretta Fiore, la carta, con la sua leggerezza, diventa lo strumento per plasmare nuovi mondi e mille storie. E con la carta disegnano sogni e pensieri, ora esposti a Mosca in una mostra che trasporta il pubblico nei territori sconfinati dell’immaginazione: “Giochi di carta dall’Italia”, questo il titolo dell’esposizione, che dal 10 aprile al 9 maggio 2021 presenterà le complesse installazioni delle tre artiste alle prese con lo stesso materiale (inaugurazione il 9 aprile alle 18). 

Pur venendo da culture e storie di vita diverse (due di loro riversano nell’arte il calore e i colori del Brasile), danno vita a mondi complementari, come nel caso dei lavori di Flaminia Mantegazza e di Pretta Fiore, che inseguono lo spettacolo del transito delle nuvole in movimento, “incuranti dei confini e dei ritmi in cui siamo giornalmente prigionieri”. 

Così come si legge nella presentazione dell’evento, “con il suo corpo leggero la carta è capace di assecondare mille avventure, come avviene con le parole stampate sulla sua superficie che, una volta pronunciate, si trasformano in suono, idea, sogno e pensiero”. E sembrano fatte della stessa materia dei sogni anche le installazioni tutte al femminile presentate nella Galleria delle Arti di Zurab Tsereteli (via Prechistenka 19): installazioni in parte nate durante i giorni del lockdown, come l’opera di 18 metri di lunghezza realizzata da Flaminia Mantegazza ispirata alle nuvole: distese sulla superficie di un leggero tessuto di lino - la fibra vegetale più antica - le arricciature della carta stampata ricordano le nuvole che l'artista osservava dalla finestra nei giorni più bui della pandemia, quando, dai balconi delle case, “più volte abbiamo interrogato il cielo, come facevano gli antichi, nella speranza di interpretare il nostro destino”.

Anche Anna Onesti si rifà alla natura e si ispira a un tema che ci riporta dentro l'ordine e il ciclo naturale: quello dei semi, all'origine di qualsiasi creatura vivente. Per l’occasione, poi, l’artista ha creato un consistente gruppo di nuovi lavori che rappresenta la gamma di carte utilizzate per gli aquiloni: da quelle coreane hanji a quelle giapponesi washi o washiudagami particolarmente pregiate e resistenti, a quelle nepalesi che aggiungono alla corteccia anche foglie spezzettate.

Il percorso formativo di queste tre artiste, infatti, è stato profondamente segnato dai viaggi e dalle culture di cui si sono nutrite: da Rio de Janeiro, dove si è formata Flaminia Mantegazza, a Salvador de Bahia, dove Luciana Pretta Fiore si è laureata alla Scuola di Belle Arti, passando per gli studi di Anna Onesti compiuti in Giappone, India e Indonesia, dove ha appreso gli antichi metodi di tintura e di restauro della carta, acquisendo poi la conoscenza del significato simbolico che accompagna il volo degli aquiloni nelle culture orientali. 

L’esposizione, curata da Giovanna dalla Chiesa e promossa dall'Ambasciata d'Italia a Mosca, congiuntamente all'Istituto Italiano di Cultura, sarà a ingresso libero.



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