I quadri di questa pittrice siberiana sono un canto d’amore a Verona

L’artista Natastasia vive in Italia da cinque anni. E ha scelto come seconda casa la città di Romeo e Giulietta, dalla quale trae ispirazione per i suoi dipinti: di recente, ha dedicato un’intera mostra agli scorci e alla gente di Verona

Le luce brillante delle giornate estive. Gli incontri sotto i portici, quando ancora ci si poteva riunire con gli amici senza mascherina; o il cielo uggioso del nord, rigato dalla pioggia. È una Verona declinata in tutti i suoi giochi di forme e colori quella raccontata con i pennelli dalla pittrice russa Natastasia, che ha deciso di fare di Verona la sua seconda casa. Originaria della Buriazia, una regione centro-meridionale della Siberia, e cresciuta a San Pietroburgo, dove ha studiato all’Accademia di Belle Arti, Natastasia (Anastasia, nome di battesimo) si è trasferita nella città di Romeo e Giulietta cinque anni fa. 

La prima volta in Italia è stata su invito di una gallerista russa che gestisce una galleria d’arte nella provincia di Verona: “Mi avevano chiamato insieme ad altri pittori per una mostra”, ricorda Natastasia. E da allora è stato amore a prima vista.

Oggi, a distanza di tempo, l’artista russa partecipa attivamente alla vita culturale della comunità. Nell’ottobre scorso infatti ha allestito una mostra personale, “Verona viva”, dedicata proprio a questa terra e alla sua gente: in esposizione, circa 30 quadri-omaggio alla città dell’amore. “Di Verona adoro l’antichità delle vie, la sua architettura... - dice Natastasia -. Ho selezionato una serie di opere che rappresentano Verona e la sua quotidianità”.

La sua arte si esprime prevalentemente en plain air e con i ritratti dal vivo: “Ho la scuola russa nel sangue - dice -, e lì c’è la tradizione di dipingere dal vivo, come nell’arte classica. Anche qui in Italia realizzo i miei quadri così: è un bel modo per crescere ed esprimere i propri sentimenti”.

I soggetti dipinti da Natastasia prendono ispirazione dalle scene di vita quotidiana: una vecchia bicicletta appoggiata al muro; due chiacchiere al chiaro di luna; le stradine romantiche della città veneta. 

“Per ritrarre i miei soggetti prendo spunto non solo dalla città in cui vivo, ma anche dalle persone che mi circondano: ho molte amiche russe qui; di recente ho realizzato il ritratto di una di loro incinta”, racconta.  

E il tema della gravidanza tornerà ancora nelle opere dell’artista: “Adesso sto lavorando a una mostra dedicata al tema della maternità”, spiega. E come spesso accade per chi vive di arte e ispirazione creativa, il periodo di isolamento forzato causa pandemia si rivela sorprendentemente florido. “Durante il lockdown ho fatto tante nature morte, dipingendo in studio - prosegue -. È stato molto produttivo; adesso che ci avviamo verso nuove restrizioni sono pronta ad affrontarle con creatività”.

Nostalgia di casa? “Sì, ho molta nostalgia - confessa -. A seguito del virus è un anno che non torno. Ma da quando sono in Italia e realizzo le mie sessioni en plain air, le mie tele si sono riempite sole e luce”.



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