Sette marchi di moda dal carattere russo per rinnovare il vostro guardaroba (FOTO)

Волчок, Outlaw Moscow
Si va da caldi maglioni a felpe gothic, fino ad abiti solo digitali da sfoggiare su Instagram ma non nella vita reale. Ecco le novità più interessanti degli stilisti russi

Mir Stores

Nel 2015, mentre passeggiavano per Roma, i moscoviti Ekaterina e Aleksej (il cognome preferiscono non dirlo), senza alcuna formazione precedente nel campo della moda, decisero di lanciare una collezione di abiti eleganti e semplici, adatti per una giornata di lavoro in ufficio come e per un’uscita serale.

“A metà del secolo scorso, Francis Scott Fitzgerald ed Evelyn Waugh hanno scritto romanzi sulla giovinezza dorata; studenti delle migliori università dell’Inghilterra degli Stati Uniti, istruiti, ben educati, dall’ottimo eloquio e la più ampia erudizione. E, naturalmente, vestiti di tutto punto. Abbiamo deciso di ripensare quelle idee di stile e di portarle in Russia”, hanno dichiarato i fondatori del marchio in un’intervista a “Buro”.

Ecco così i MIR Stores (MIR, che in russo vuol dire anche “mondo” e “pace”, qui è da intendersi come acronimo di “Made in Russia”), negozi di maglioni voluminosi e pieni di sentimento, con le trecce, come se fossero appena stati lavorati a maglia dalla nonna amata. Le celebrity russe sono pronte a pagare da 10.900 rubli in su (125 euro) per averne uno, anche perché sono incredibilmente comodi e tengono caldissimi.

Tutte le principali collezioni sono realizzate in lana, cotone e lino.

Inoltre, durante il periodo di auto-isolamento per la pandemia di Covid-19, il marchio ha lanciato una collezione di gioielli con perline.

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Outlaw Moscow

La storia del marchio di abiti futuristici con caratteri cirillici (АУТЛО) è iniziata da un incontro casuale tra due compagni di corso della Rudn, l’Università russa dell’amicizia tra i popoli, Maksim Bashkaev e Diljara Minrakhmanova.

“Diljara indossava un cappotto rosa, che si era fatta da sola. Mi sono reso conto che era una bomba, inoltre abbiamo discusso a lungo con lei del fatto che volevamo un nostro business, e quindi ho detto: ‘Facciamolo!’”, ricorda Maksim.

La loro prima collezione consisteva in cinque cappotti, che costavano al massimo 100 mila rubli (1.160 euro). I fondatori hanno deciso di regalarne uno alla direttrice di “Harper’s Bazaar”: lei lo ha indossato per la settimana della moda di Milano, ed è stato allora che tutti hanno iniziato a parlare seriamente del marchio.

Da allora, la collezione è stata arricchita con abbigliamento da donna e da uomo che sembra uscito dal backstage di “Blade Runner”: lunghi trench con ornamenti di coccodrillo, giubbotti tattici con il logo di Mosca, pantaloni in stile militare e top in velluto dai colori luminosi. Il marchio stesso è anche riuscito a lanciare una propria agenzia creativa, a girare diversi fashion film e a realizzare una collezione congiunta con Puma.

Hanno poi lanciato anche una linea di abbigliamento in collaborazione con la società internet russa Mail.ru, con un chip NFC incorporato in ciascuno dei capi. Se si esegue la scansione di un capo utilizzando una apposita app, lo smartphone visualizzerà le informazioni sul prodotto e su come prendersene cura.

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Krakatau

L’idea di creare un marchio di abbigliamento outdoor high-tech che potesse proteggere dalle intemperie è venuta al suo fondatore (nasconde il suo nome e preferisce farsi chiamare LX Krakatau) alla fine degli anni Novanta, quando si trasferì per studiare da una città del Sud della Russia (che non nomina) a San Pietroburgo, ed era scioccato dalle piogge costanti.

“Il clima trasforma la vita nella capitale del Nord in sopravvivenza: devi proteggerti dal freddo, dal vento, dalla pioggia e dalla neve, a volte anche contemporaneamente”, ha affermato il fondatore del marchio in un’intervista a RBC. Poi venne il piano per creare giacche da uomo calde, antivento e impermeabili e allo stesso tempo nacque lo slogan dell’azienda: “Antagonist survival kit”.

L’azienda vende abiti per uomo e donna in Russia, negli Stati Uniti e in Europa. Il costo delle giacche parte da 3.200 rubli (37 euro).

Sito web

Запорожец Heritage (Zaporozhets Heritage)

Calzini con personaggi dei cartoni animati sovietici, comode giacche trapuntate (la mitica “telogrejka”) e felpe che ricordano l’uniforme dei giocatori di hockey sovietici: alla base del marchio Zaporozhets Heritage c’è un’infinita nostalgia per la moda sovietica, dai primi anni Cinquanta fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso.

“Volevamo assomigliare ai ragazzi nei video occidentali e non c’era molto da comprare. A un certo punto, è emersa l’idea che fosse necessario provare a combinare il buon patrimonio del design del passato con abiti attuali”, afferma Mikhail Labakhua, fondatore del marchio.

Nella produzione non utilizza materiali animali come pelle, pelliccia, piumino e piume. I prezzi sono popolari: per esempio da 1.890 rubli (22 euro) per una T-shirt o 1.290 (15 euro) per il tipico cappello da forestale sovietico.

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Волчок (Volchok)

Vasilij Volchok (sì, questo è il suo vero cognome, che significa sia “lupetto” che “trottola”) ha fondato il marchio nel 2014. A guidarlo c’era il desiderio “di dare il suo contributo e la sua visione al segmento, per creare contenuti di alta qualità e interessanti, e raccontare la storia del gothic russo”.

I primi successi del marchio furono le magliette con le parole “Вера” (“Vera”; “fede”), “Юность” (“Junost”; “Giovinezza”) e “Моя оборона” (Mojà oborona”; “Mia difesa”).

Da allora, il marchio ha aperto oltre 50 negozi in Russia e nei paesi della Comunità degli Stati indipendenti e il sito veb del marchio sfoggia lo slogan: “Волчок - ответ на ставший риторическим в России вопрос “Как здесь можно жить?” (“Volchok – La risposta alla domanda diventata retorica in Russia: ‘Come si può vivere qui?’”). La risposta è ovvia: indossando felpe con cappuccio e magliette con simboli apocalittici e scritte come “Пустота” (“Pustotà”; “Vuoto”) o “Эвтаназия”(“Evtanazija”; “Eutanasia”).

I prezzi dell’abbigliamento gothic russo sono convenienti: da 400 rubli (4,60 euro) per un paio di calzini o una canottiera a 5.000 rubli (58 euro) per una felpa firmata.

Sul web

Соня в Царстве Дива (Sonja v Tsarstve Diva)

Il progetto della regista russa Sofja Gorlenko si ispira ai suoi documentari sul Nord russo. È questo spirito che la ragazza trasmette attraverso abiti da donna, kimono e camicie da uomo.

La regista prende antiche stampe russe, miniature e ornamenti come base per le fantasie dei suoi capi. La ragazza si ispira anche all’architettura e alle fiabe russe: questo è ben evidente nel cappotto con il sole rosso e nell’abito che ricorda lo stile de “Il Trono di Spade”. Sui capi si possono vedere creature assolutamente incredibili, la cui natura è improbabile che possa essere indovinata.

I prezzi partono da 3.500 rubli (40 euro).

Sul web

Replicant Fashion

Nel maggio 2020, la designer Regina Turbina ha aperto il primo negozio di abbigliamento digitale in Russia.

Consiste in look digitali già pronti che non esistono nella vita reale. Per provare questo o quell’abito, devi caricare la tua foto di buona qualità in abiti attillati sul web: il sito visualizzerà immediatamente la foto con l’immagine scelta. Dopo aver provato i vestiti, puoi pagare online e in due giorni riceverai la tua foto con il nuovo vestito digitale (ma solo la foto, non il vestito!).

“Se vuoi una nuova fantastica foto di Instagram, non hai più bisogno di acquistare cose fisiche. Per questo ci sono i look digitali, che possono essere più luminosi, più espressivi e più fantastici di qualsiasi cosa fisica”, afferma il sito web del negozio.

Guardate per esempio il profilo Instagram della stessa Regina Turbina con indosso look digitali.

Il marchio è nuovo, e quindi i prezzi sono più bassi che in molti shop di digital fashion più grandi: da 500 a 2.000 rubli (da 5,70 a 22,80 euro).

Sul web


Dalla Russia la rivoluzione degli abiti digitali: sarà questo il futuro della moda? 

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