I dieci grandi classici del cartone animato sovietico che non potete non aver visto

Soyuzmultfilm
Nell’Urss il cinema di animazione aveva una grande tradizione. In questa lista troverete degli esempi meravigliosi: da serie per bambini a titoli più per adulti, fino a veri capolavori di stile

1 / Чебурашка – Cheburashka

“Cheburashka” è senza dubbio la perla più conosciuta dell’animazione russa. Noto in vari Paesi del mondo, il protagonista di questo cartone gode in particolare di una gran massa di fan sfegatati in Giappone. Essendo una graziosa creatura simile a un orsetto con orecchie di grandi dimensioni, è il personaggio dei cartoni animati russi più adorabile che ci sia.

La storia di Cheburashka inizia dopo che arriva a Mosca, addormentato, in una cassa di arance. Poco dopo, stringe una bella amicizia con un gentile Coccodrillo di nome Gena e insieme vivono una serie di avventure. Tra queste c’è la costruzione di una casa, l’aiuto ai Pionieri (i boyscout comunisti) nel raccogliere ferri vecchi e la pulizia dei parchi e dei corsi d’acqua di Mosca.

2 / Бременские музыканты – I musicanti di Brema

“I musicanti di Brema” (titolo originale russo: “Bremenskie muzykanty”) è un’entusiasmante cartone animato musicale basato sull’omonima fiaba dei fratelli Grimm. Il film d’animazione segue le avventure di un ensemble musicale errante nella Germania medievale. Non sono musicisti abituali, però. A parte il cantante principale, Troubadour, sono tutti animali: un gatto, un cane, un gallo e un asino. Inoltre, il loro stile accattivante è molto più rock di quanto ci si potrebbe aspettare da un gruppo medievale.

3 / Ёжик в тумане – Il riccio nella nebbia

“Il riccio nella nebbia” (titolo originale russo: “Ezhik v tumane”) del maestro dell’animazione Jurij Norshtein (1941-) è un vero trionfo nella storia del cinema mondiale. Ha ottenuto il primo posto in un sondaggio tra 140 registi di cartoni animati provenienti da tutto il mondo al “Laputa Animation Festival” del 2003 in Giappone. E ne è stata fatta anche una satira, nel 2009, nell’episodio “Spie come noi” de “I Griffin”.

Questo classico del 1975 ha affascinato milioni di spettatori ed è la fonte di molti meme sul web russo ancora oggi. Il film racconta la storia di un riccio che si perde sulla strada mentre va da un suo buon amico, un orsetto. Tra la fitta nebbia, esce di rotta e si trova faccia a faccia con molti animali misteriosi e con le sue stesse paure. Alla fine, arriva dal suo amico e insieme bevono tè con marmellata mentre guardano le stelle.

4 / Винни-Пух – Vinni Pukh (Winnie the Pooh)

Basato sulle opere dello scrittore inglese A.A. Milne, il Winnie the Pooh sovietico (“Vinni Pukh”) è qualcosa di completamente diverso dalla versione Disney che la maggior parte delle persone nel resto del mondo conosce.

Anche se entrambe le versioni, americana e sovietica presentano un orso che vive nella foresta ed è ossessionato dal miele, ci sono molte differenze sorprendenti tra loro. Mentre l’americano Winnie è un orsetto dolcissimo, il Vinni russo è un personaggio furbetto e un po’ esagitato. Nel primo dei tre episodi della serie russa, cerca di volare fino a un alveare appeso a un palloncino, fingendo di essere una nuvola per ingannare le api. Si muove poi sempre sullo schermo cantando canzoncine leggermente assurde ma che restano in testa. Insomma, il Vinni russo è un personaggio divertente che bisogna conoscere assolutamente.

5 / Малыш и Карлсон – Malýsh i Karlson

Proprio come con il Vinni Pukh russo, “Malysh i Karlson” è un ottimo esempio di come gli animatori sovietici sapessero infondere nuove entusiasmanti prospettive in personaggi stranieri. In questo caso si tratta di un adattamento russo di una storia della scrittrice svedese Astrid Lindgren (nota soprattutto per aver creato il personaggio “Pippi Calzelunghe”), “Karlsson sul tetto”. Nel cartone, Malysh (in russo: “Ragazzino”, per cui il titolo si potrebbe tradurre alla lettera come “Il Ragazzino e Karlson”) è un bimbo solitario che desidera disperatamente avere un cane. Non potendolo avere, si inventa Karlson, un amico immaginario birichino e che sa volare. Insieme, finiscono in un gran numero di guai, per i quali il bimbo deve naturalmente prendersi la colpa e le relative punizioni.

6 / Простоквашино – Prostokvashino

La serie “Prostokvashino”, “Il trio di Prostokvashino” (1978), “Vacanze a Prostokvashino” (1980) e “Inverno a Prostokvashino” (1984) parla di un ragazzo, soprannominato “Djadja Fedja”, che scappa di casa, in città, per andare a vivere nel villaggio di Prostokvashino con un gatto e un cane. Le battute di questa popolare serie di cartoni si sentono ancora nei discorsi di tutti i giorni, e Prostokvashino è anche ora il nome di uno dei marchi lattiero-caseari più famosi della Russia.

Anche in questo caso, il ragazzino vuole disperatamente un animale domestico a casa. Tuttavia, i suoi genitori non glielo permettono. Così, come il bimbo di “Malysh i Karlson” reagisce all’autorità dei suoi genitori creandosi un mondo immaginario con personaggi che lo capiscono.

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7 / Жил-был пёс – C’era una volta un cane

Dopo aver servito fedelmente la sua famiglia, un vecchio cane viene cacciato per non aver svolto bene le sue funzioni di cane da guardia. Solo e depresso nei boschi, il cane incontra un suo vecchio nemico, il lupo. Insieme, escogitano un piano per riconquistare gli ex proprietari del cane. Il lupo rapirà il loro bambino e il cane lo ritroverà. Il piano funziona e il cane viene riaccolto in famiglia come un eroe. Ma poi vuole sdebitarsi con il lupo e… beh, non vi spoileriamo.

Oltre alla storia carina, “C’era una volta un cane” (titolo originale russo: “Zhil-byl pjós”) è anche una bella rappresentazione della cultura del villaggio ucraino (si ispira a una favola tradizionale). Pieno di paesaggi meravigliosi, abiti tradizionali ben riprodotti e canzoni popolari, adorerete questa animazione.

8 / Путешествие муравья – Puteshestvje muravjà

“Il viaggi di una formica”, come potremmo tradurre il titolo in italiano, è uno splendido cortometraggio animato del 1983 di Eduard Nazarov, autore anche di “C’era una volta un cane”. Guardando questo cartone sarete trasportati nel vivace e animato mondo degli insetti.

Una giovane formica cerca di arrampicarsi su una pianta per ammirare il tramonto. All’improvviso, però, una folata di vento la porta lontano dal suo formicaio. Troppo ferita a una zampetta per tornare a casa da sola prima del buio, la sua situazione non sembra per niente buona. Tuttavia, una serie di insetti, ognuno con la propria personalità e le sue caratteristiche, la porta gentilmente a casa.

9 / Сказка сказок – Il racconto di racconti

“Il racconto dei racconti” (titolo originale russo: “Skàzka skàzok”) è un altro classico del leggendario animatore Jurij Norshtein. Proprio come “Il riccio nella nebbia”, anche quest’opera è considerata una delle più grandi animazioni di tutti i tempi.

Attraverso una serie di piccoli affreschi esistenziali, “Il racconto dei racconti” esamina la natura dei ricordi dell’infanzia e il modo in cui guardiamo al passato. Una delle scene più commoventi ruota attorno al fatto che così tanti uomini che andarono a combattere nella Seconda guerra mondiale non tornarono. Mentre risuona il famoso tango prebellico “Utomljónnoe sólntse” (“Sole stanco”), i tagli di montaggio rivelano come uno a uno gli uomini scompaiono dalla pista da ballo per non tornare mai più.

10 / Падал прошлогодний снег – Padal proshlogodnij sneg

“Cadeva la neve dello scorso anno”, come si potrebbe tradurre il titolo, è uno splendido film in stop motion che viene ancora trasmesso in Russia ogni 31 dicembre. I protagonisti sono un marito pigro e una moglie severa. La moglie incarica il marito di andare a procurarsi un albero di Capodanno (l’albero di Natale in Russia) nella foresta. Tuttavia, ogni volta lui ritorna a mani vuote. Alla fine, quando torna con un albero, è già primavera.

Sotto questa storia di un uomo maldestro e di una moglie sempre intenta a rimproverarlo c’è un messaggio di compassione e perdono. Sì, il marito è inadatto a questo compito. Tuttavia, come dimostra provando e riprovando un sacco di volte, è chiaramente innamorato di sua moglie. Quindi, tra la sua incapacità di combinare qualcosa di buono e l’incapacità di lei di perdonarlo e accettarlo per quello che è, con in più la sensazione di fondo che un albero di Natale alla fine non sarebbe nemmeno poi una cosa su cui intestardirsi tanto, si fa largo un’idea: che è possibile amarsi anche in modo molto imperfetto.


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