Anche la Russia piange la morte di Ennio Morricone: “Ha scritto la colonna sonora del XX secolo”

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Il compositore italiano Premio Oscar era amato e apprezzato anche in Russia, dove tenne moltissimi concerti. Aveva scritto la colonna sonora del film “72 meters” di Vladimir Khotinenko. Il ricordo commosso del pianista russo Denis Mantsuev e del critico cinematografico Anton Dolin

Anche la Russia piange Ennio Morricone, il compositore Premio Oscar morto nella notte a 91 anni in una clinica di Roma. Il grande musicista, autore delle più belle colonne sonore del cinema mondiale, veniva accolto con affetto e ammirazione anche nella Terra dei Cremlini, dove tenne moltissimi concerti. Tra i più suggestivi, quello organizzato nel Palazzo del Ghiaccio di San Pietroburgo il 5 novembre 2018 e nel Palazzo del Cremlino di Mosca il 7 novembre dello stesso anno. Sale affollate e volti in estasi: il copione per le sue esibizioni era sempre lo stesso; e scroscio di applausi da parte di un pubblico che ha sempre nutrito immensa stima nei confronti del maestro italiano.

Il suo legame con la Russia

Morricone scrisse la colonna sonora del film russo “72 meters” del regista Vladimir Khotinenko: una pellicola che lo commosse profondamente per la “storia di amicizia, lealtà, giuramento e dovere”. “Il film narra le vicende dell’equipaggio di un sottomarino russo che viene ceduto all’Ucraina dopo il crollo dell’URSS - spiegò Morricone in un’intervista rilasciata a un giornalista russo della Komsomolskaya Pravda -. Ma i marinai rifiutano di giurare fedeltà a un altro Stato e lo abbandonano. E così il sottomarino sarà segnato da un tragico destino: a causa della negligenza del personale tecnico, affonda. È la risposta russa al film americano ‘K-19’, ed entrambi si ispirano a storie vere”. 

E a chi gli chiedeva se la colonna sonora di “72 meters” l’avesse scritta in stile russo, Morricone rispondeva: “No, ho usato il mio stile, affidandomi però a una serie di melodie tradizionali russe. Non credo che servisse alcuna imitazione: russi e italiani hanno un carattere molto simile”.

Il maestro e gli scacchi

Grande appassionato di scacchi, Ennio Morricone spiegò così la sua passione per questo gioco di strategia molto amato anche in Russia: “Negli scacchi affronti il nemico faccia a faccia, come nella boxe, solo che non lo fai con i guantoni, ma con il potere dell’intelligenza. E la connessione tra la musica, la logica e la matematica è la più immediata: ogni pezzo sulla scacchiera ha il proprio ruolo, il proprio ‘tempo’ di uscita, esattamente come in un’orchestra (...). Io dirigo i pezzi degli scacchi come fossero i musicisti di un’orchestra. Si dice che i grandi giocatori russi di scacchi avessero un grande talento musicale, un buon orecchio musicale e che riuscissero a imparare una lingua straniera in poche settimane. È tutto collegato”. 

Il ricordo del pianista russo

“Una perdita enorme per tutto il mondo della cultura”. Con queste parole il pianista russo Denis Mantsuev piange la morte di Morricone. “Tutti sanno riconoscere le sue composizioni nei primi cinque secondi del brano grazie a una melodia e a un’intonazione unica”, ha detto Mantsuev, che attribuisce proprio a questa musica il potere di aver conferito notorietà mondiale a tanti film. “Credo che molte pellicole, da Bertolucci a Tarantino, non sarebbero state le stesse senza le composizioni di Morricone”.

E sull’artista in quanto uomo: “Era una persona straordinaria, unica, modesta. Mi ritengo molto fortunato ad averlo conosciuto. Aveva un eccezionale senso dell’umorismo ed era una persona buona”.

Il commento del critico cinematografico

Secondo il critico cinematografico russo Anton Dolin, Morricone “ha creato la colonna sonora del XX secolo”. “La sua musica è caratterizzata da un tono puramente italiano, da una melodia e chiari contrasti emotivi. È stato un compositore dell’epoca post-modernista (non per niente ha debuttato al cinema nei primi anni ‘60): nelle sue colonne sonore si percepisce infatti un ironico distacco, una certa stilizzazione, un po’ di umorismo. Non sorprende quindi che il nome di Morricone sia associato prima di tutto al gigante degli Spaghetti Western, Sergio Leone, che nel 1964 con il suo “Per un pugno di dollari” gli ha dato fama mondiale. Morricone è stato una figura davvero monumentale per la cultura moderna, un uomo per niente snob, che ha continuato a lavorare fino agli ultimi anni della sua vita, creando nuove colonne sonore e girando il mondo con i suoi concerti. Nella musica cinematografica europea di oggi non esistono più figure simili, e sembra che il cinema in quanto tale stia inevitabilmente cambiando, separandosi da personaggi di questa portata”.

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