A Firenze l’arte sfumata di Yurij Kuper

Erba, 2016, tela, tecnica mista

Erba, 2016, tela, tecnica mista

Ufficio stampa
Oltre 50 opere, provenienti da collezioni private e dalla Galleria Patrick Cramer di Ginevra, racconteranno il linguaggio metamorfico di questo artista russo, riconosciuto a livello internazionale. Inaugurazione il 6 marzo

Si intitola “Sfumato” la mostra dell’artista russo Yurij Kuper (Mosca, 1940) che verrà inaugurata il 6 marzo presso la Sala delle Esposizioni all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Bilancia con penna. “Libro di Giobbe”, 2010, carta con stampa a mano, litografia con rifinitura a mano

Oltre cinquanta opere, provenienti da collezioni private e dalla Galleria Patrick Cramer di Ginevra, racconteranno il linguaggio metamorfico dell’arte, grazie al quale è possibile “liberare la magia di qualcosa che non ne possiede dall’origine”

Bilancia, 2019, tela, tecnica mista

Ecco allora che un pennello, un tubetto di colore, un vaso di fiori, nelle mani dell’artista assumono un significato nuovo, arrivando a fondere presente e passato, estetica e funzionalità

Carmen, 2008, tela, tecnica mista

Le opere esposte si riferiscono a periodi diversi della vita di Kuper, testimonianze della metamorfosi del linguaggio artistico di un maestro che lavora con successo con diverse tipologie di generi, dalla pittura alla grafica, dal teatro alla forgiatura del metallo

Pennello in una scatola, 2019, legno, acrilico, collage

Tra gli oggetti più significativi in mostra c’è il Libro di Giobbe, pubblicato nel 2010 con una tiratura di 30 copie legate al tema dell'Antico Testamento 

Copertina del “Libro di Giobbe”, 2010, rilegatura in pelle, bronzo, argento, patinatura. Edizione “Raro libro di San Pietroburgo”

“La personalità artistica di Yurij Kuper si conferma tra le più interessanti dello scenario internazionale”, dice Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze

Donne, dal racconto di Anton Chekhov. Bozza per la scenografia dello spettacolo “Metamorfosi” di Nikita Mikhalkov

“La grandezza di questo artista deriva proprio da quel suo continuo lavoro di mediazione fra i movimenti creativi della sua formazione e della sua maturità, da un lato, e dalla sua originalità filosofica prima ancora che tecnica, dall’altro”, aggiunge Acidini.

Opera. Progetto d’interno per il Teatro dell’Opera di Voronezh, 2017, carta, stampa serigrafica

Attraverso le sue opere, infatti, Kuper rivela l’essenza interiore delle cose semplici e dei fenomeni abituali, rivelando le leggi filosofiche - fino a prima rimaste nell’ombra - che regolano l’universo 

Tubetto vuoto di vernice, 2005, tela, acrilico, collage

“Da artista che ha visto il mondo, Kuper ha forgiato un linguaggio universale che parla a tutti, con potenza arcaica e insieme fascino contemporaneo”.

Tulipano, 2019, tela, tecnica mista

Tra il 2016 e il 2019, poi, Kuper cura le scenografie per uno spettacolo diretto dal regista russo Nikita Mijhalkov, “Metamorfosi”, ispirato ai racconti di Chekhov e Bunin: in mostra, anche alcune riproduzioni su carta.

La mostra, che prende il titolo per l’appunto dall’effetto “sfumato” che l’artista conferisce a buona parte delle sue opere, resterà aperta fino al 29 marzo 2020

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