Un’artista russa ha fatto entrare Pepe the Frog, la rana più famosa del web, nella storia dell’arte

Pepelangelo
Olga Vishnevsky, di San Pietroburgo, ha iniziato per gioco e ha ormai un fiorente mercato di quadri a olio: riproduzioni di opere celebri in cui sostituisce alle facce umane il popolare meme

Nel 2016, Olga Vishnevsky, una ragazza di San Pietroburgo, era sull’orlo della bancarotta. Lavorava in un’enoteca, ma dopo che il valore del rublo era caduto drasticamente, gli incassi erano risicatissimi e dovette smettere. “All’improvviso, non avevo più nessun motivo di uscire dal mio appartamento. Ero così depressa… per questo ho deciso di iniziare a dipingere, solo per distrarmi”, ricorda Olga.

Alla fine è stata una buona decisione che l’ha aiutata molto, anche se tutto è successo per caso. “Per imparare a dipingere a olio, bisogna copiare molto”, spiega. Ma essendo una pittrice dilettante, odiava starsene lì a fare riproduzioni, e quindi decise di “ravvivare” un po’ le sue opere sostituendo i volti degli umani con quello noto a tutti di Pepe the Frog, il celeberrimo meme di Internet che ha avuto origine dal fumetto di Matt Furie “Boy’s Club” del 2005.

“I volti umani sono piuttosto difficili da dipingere, quindi una persona con una minima esperienza come la mia non può farli correttamente… ma la faccia della rana è più facile”, commenta Olga. “Inoltre, Pepe the Frog è originariamente in 2D, quindi dipingerlo tridimensionale era un buon esercizio!”

All’inizio, Olga non aveva intenzione di guadagnare soldi con Pepe: “Era solo una cosa mia che facevo per tirarmi un po’ su… pensavo magari di regalare i quadri per Capodanno ai miei parenti o al massimo di venderli agli amici degli amici per un prezzo simbolico. “Poi, all’improvviso, il suo piccolo Pepe shop su Etsy, il sito web per l’e-commerce di prodotti artigianali e oggetti vintage, è diventato popolare.

Il meme Pepe the Frog ha attirato molta attenzione pubblica nel 2016, e non sempre in senso positivo. Durante la campagna elettorale presidenziale degli Stati Uniti, l’allora candidato Donald Trump pubblicò una foto di se stesso stilizzato come Pepe, dopo la quale alcuni membri dei movimenti di destra Alt-right iniziarono a pubblicare Pepe insieme alle svastiche… La cosa arrivò fino all’American Anti-Defamation League, che denunciò alcune “incarnazioni” di Pepe the Frog come simbolo di odio (non il meme in generale, però).

Olga non vede Pepe come un simbolo di odio, come decine di migliaia di altre persone in tutto il mondo che adorano la rana e fanno collezione di Pepe rari. “Non avevo idea di Matt Furie, Donald Trump, l’Alt-righ e così via… Adoravo collezionare immagini con il triste Pepe the Frog in diverse situazioni”, ha detto a Bored Panda.

Tuttavia, fu proprio dopo l’elezione di Donald Trump che i dipinti di Olga divennero estremamente popolari. “A quel tempo, avevo cinque lavori finiti. Qualcuno li trovò su Etsy, li postò su Reddit, dopo di che circa 3000 persone visitarono la mia pagina e comprarono tutto! All’inizio pensavo fosse una specie di errore, quindi ho ricontrollato. È così che ho ottenuto i miei primi ordini e ho conosciti ‘collezionisti’ con cui lavoro ancora”, commenta.

Si può effettivamente ripassare la storia dell’arte con i suoi dipinti. Ci sono Vincent Van Gogh e Francisco Goya, Kuzma Petrov-Vodkin e Jackson Pollock, tutti Pepe-izzati! Pepe the Frog è ormai apparso nei panni dell’imperatore di Bisanzio e di Vlad l’Impalatore. Ma anche come Neo di Matrix!

Anche se la collezione di “Pepelangelo” (così Olga ha intitolato la sua pagina dedicata all’arte rivisitata in chiave Pepe the Frog) è esilarante, realizzare questi dipinti è in realtà un duro lavoro; specialmente i pezzi più grandi. “Per me, il più difficile da realizzare è stato ‘Pepe attraversa il fiume Delaware’ (originariamente ‘Washington attraversa il fiume Delaware’ di Emanuel Leutze). È stato il mio primo grande lavoro ed era davvero complicato con tutti quei personaggi…”, ricorda Olga. “Dopo questa prova non mi ha spaventato più niente, nemmeno ‘L’Ultima Cena’ di Leonardo, che è il mio quadro più grande: 110 per 220 centimetri!”

I prezzi per le opere di Olga vanno da 18 $ (per una stampa digitale da appendere alla parete) a 2500-3500 $ (2.235-3.130 euro) per i dipinti a olio di grandi dimensioni che impiega circa un mese a realizzare, con opere più piccole che vanno da 100 a 350 $ (89-313 euro).

“Questo è quello che faccio adesso per vivere”, dice Olga. “Ma ciò non significa che io abbia una bella vita: dipingere è qualcosa che crea disordine, e ora tutta la mia esistenza ruota attorno a questo. Devo sempre indossare abiti sporchi, le mie mani sono sempre impiastricciate di colore, devo affittare un appartamento che posso macchiare di vernice, e così via!”.

In ogni caso, Pepelangelo sembra prosperare. Olga ha persino assunto alcuni assistenti per aiutarla a gestire la logistica (comprare le tele, i colori a olio e altri materiali, spedire i lavori ordinati e così via).

Pepalangelo ha quasi ottomila follower adesso; e molti di loro sono bambini in età scolare. “Di tanto in tanto mi scrivono: ‘Ciao, voglio usare la foto del tuo dipinto in una presentazione per la mia scuola’, e dico sempre ‘sì, fai pure’”, dice Olga. Una volta la madre di un bambino ha persino ordinato un dipinto di Pepe come regalo di compleanno per suo figlio.

“La maggior parte di questi bambini sono americani, ovviamente. A volte li ‘seguo’ (su Instagram), visto che hanno molti post interessanti, battute divertenti e così via!”. Finora hanno ordinato suoi quadri persone da Stati Uniti, Canada, Australia, Germania, vari Paesi dell’Europa dell’Est e da molti altri luoghi in tutto il mondo (anche se Olga ammette di non aver ancora ricevuto ordini dall’Asia). Alcune persone addirittura le mandano i loro “Pepe the Frog rari”: disegni, sculture in legno e così via.

Olga prevede persino di realizzare una grande mostra su Pepelangelo, che comprenderà non solo dipinti ma anche sculture. “Come se esistesse davvero il moderno culto di Kek (un’umoristica leggenda metropolitana sostiene che Pepe sia un avatar moderno dell’antica divinità egizia dalla testa di rana Kek) e si si stesse visitando una mostra museale che ci ha racconta tutto di quel culto”, spiega.

A volte, per distrarsi da Pepe, Olga dipinge cani e altre cose. “Certo, voglio svilupparmi ulteriormente: dipingere le rane non è abbastanza per diventare un’artista rispettata, lo so. Ma queste cose richiedono tempo. È necessario iscriversi all’accademia, probabilmente. Ci sto pensando, ma per ora sto dipingendo Pepe the Frog e adoro farlo!”

Almeno una volta al mese qualcuno lascia commenti al vetriolo sul suo account Instagram, con frasi tipo “È solo la moda di un attimo! Tra un anno e mezzo non avrai più ordini, Pepe non sarà più popolare! “

“Beh, io non la penso così”, dice Olga. “Tutti adorano Pepe e nessuno sa veramente quale sia il suo segreto… tutti quelli che lo desiderano possono essere associati a lui e tutti possono ridisegnarlo nel proprio stile. Penso sia grandioso.”

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