Design e architettura: Mario Bellini porta la bellezza italiana a Mosca

Ufficio stampa
Fino al 13 aprile una mostra al Museo Schusev racconta 60 anni di carriera dell’architetto italiano “padre” del primo personal computer, che con le sue creazioni ha rivoluzionato il gusto e lo stile nel mondo

È considerato uno dei massimi maestri del design. E le sue creazioni hanno rivoluzionato il gusto e lo stile, non sono italiani. Oggi Mosca lo celebra con una mostra, allestita a un anno dall’omaggio dedicatogli alla Triennale di Milano: "Mario Bellini. Italian Beauty. Architettura, design e altro”.

L’esposizione, organizzata nei suggestivi spazi “Ruiny” del Museo di Architettura Schusev, a pochi passi dal Cremlino, è stata inaugurata il 4 marzo alla presenza del Presidente della Camera Roberto Fico, in visita ufficiale nella capitale russa.

Un viaggio attraverso 60 anni di carriera, tra design, architettura ed exhibition design, raccontati con una retrospettiva che vuole mettere l’accento “sulla necessità e sul ruolo eversivo e salvifico della bellezza”. Soprattutto quella italiana.

“È la prima volta che viene organizzata una mostra in grado di presentare in maniera così ampia l’opera di un architetto vivente - ha detto Olga Strada, direttore dell’Istituto italiano di Cultura di Mosca, che ha organizzato l’evento insieme al Ministero russo della Cultura e al Museo di Architettura Schusev, in collaborazione con la Triennale di Milano e lo Studio di architettura di Dario Curatolo, che ha firmato il progetto di allestimento, patrocinato dall'Ambasciata d'Italia -. Per noi è stato un impegno importante. Un modo per rappresentare ciò che si definisce l’eccellenza italiana”.

Mario Bellini, classe 1935, ha vinto otto Compassi d’oro (un vero record) e il MoMA di New York all’interno della propria collezione permanente ospita 25 sue creazioni. I suoi oggetti di design sono finiti negli uffici e nelle case di tutto il mondo; ha firmato il padiglione Islamico del Louvre di Parigi, ha disegnato fiere, musei e centri congressi, dal Giappone agli Stati Uniti. Assicurandosi un posto d’onore nel firmamento dei designer italiani più rivoluzionari di tutti i tempi. Ha inventato il primo personal computer al mondo, la P101, e si è preso il lusso di dire “no” a Steve Jobs, che lo è andato a cercare due volte.

La mostra si svolge nell'ambito della XIX stagione dell’Open Art Festival “Bosco dei Ciliegi” e resterà aperta fino al 13 aprile.

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