Piero della Francesca, straordinaria mostra all’Ermitage

Fino al 10 marzo 2019, nella prestigiosa Sala del Picchetto del Palazzo d’Inverno, saranno esposti i dipinti e i manoscritti dell’artista italiano simbolo del Rinascimento. Una raccolta unica, riunita per la prima volta in una sola esposizione. Il direttore del museo, Mikhail Piotrovsky: “I suoi quadri, gioielli rari. Evento eccezionale per la nostra conoscenza dell'Italia”

È considerato l’artista simbolo del Rinascimento, in grado di rivoluzionare la pittura dell’epoca. E oggi il museo Ermitage di San Pietroburgo gli dedica un’intera mostra: “Piero della Francesca. Monarca della pittura”, aperta fino al 10 marzo 2019. Curata da Tatiana Kustodieva, capo ricercatore del Dipartimento dell'Arte europea occidentale all'Ermitage, l’esposizione raccoglie undici dipinti e quattro manoscritti autografi di questo straordinario pittore e matematico, considerato una delle personalità più emblematiche del Rinascimento italiano. Pezzi unici, riuniti per la prima volta sotto il tetto di un unico museo (fino ad ora nessuna mostra era riuscita a mettere insieme un numero così alto di capolavori; solamente l’Inghilterra, anni fa, era riuscita a collezionarne sei). Un traguardo che ben vale quindi la definizione data dal direttore dell'Ermitage, Mikhail Piotrovsky, che ha definito la rassegna "la mostra del secolo".

Le opere, provenienti da collezioni italiane ed europee, sono esposte nella prestigiosa Sala del Picchetto del Palazzo d’Inverno. I visitatori russi potranno quindi ammirare capolavori come la “Madonna di Senigallia” dalla Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, “l’Annunciazione” (mai prestata prima d’ora) dalla Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia e il “San Girolamo e un devoto” dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, ai quali si aggiungono il “San Nicola da Tolentino” del Museo Poldi Pezzoli di Milano e due affreschi con “San Giuliano” e “San Ludovico”. A ciò si aggiungono il “San Michele”, prestato dalla National Gallery di Londra, il “Ritratto di Sigismondo Malatesta”, dal Museo del Louvre di Parigi, il “Ritratto di giovane” - presumibilmente Guidobaldo da Montefeltro - dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il “Sant'Agostino” dal Museo Nazionale d’Arte Antica di Lisbona e la “Madonna col Bambino”, in collezione Contini Bonacossi.

Si passa poi al Piero matematico, che seppe unire la geometria all'arte con un rigore straordinario della ricerca prospettica e della plastica monumentalità delle figure, accompagnate dalla costruzione interna dei dipinti e dallo studio delle proporzioni, che rappresentarono una costante nella sua ricerca artistica. Sulle orme di questo filone, l’Ermitage espone al pubblico il manuale di calcolo intitolato “Trattato d'abaco”, proposto nella versione autografa della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, “l’Archimede di spiralibus”, raccolta di trattati del matematico greco in cui è stata riconosciuta nel 2004 la mano dell’artista toscano, e infine il trattato “De prospectiva pingendi”, nel quale sono state codificate le regole della moderna scienza prospettica. "I quadri di Piero sono gioielli rari - ha dichiarato il diretto dell’Ermitage Mikhail Piotrovsky -. Si tratta di un evento eccezionale per il nostro Museo e per la nostra conoscenza dell'Italia. Ogni opera di Piero è un trionfo dello spirito ma è anche figlia della scienza, come dimostrano i trattati presenti in mostra".

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