Dieci capolavori dell’arte mondiale che si possono ammirare solo in Russia

Legion Media
Dalla “Trinità” di Rublev al “Quadrato Nero” di Malevich, senza dimenticare le opere dal valore inestimabile di Leonardo da Vinci e Michelangelo, conservate nei musei di Mosca e San Pietroburgo

1 /  La grande corona imperiale, Fondo dei Diamanti del Cremlino, Mosca

Fu realizzata in soli due mesi nel 1762 dai gioiellieri di corte Jérémie Pauzié e Georg Friedrich per l’incoronazione dell’imperatrice Caterina la Grande. Pesa due chili ed è decorata con 4.936 diamanti, 75 perle e un grande spinello rosso di 398,7 carati.

2 / “Madonna Benois” di Leonardo da Vinci, Museo Ermitage, San Pietroburgo

Questo dipinto a olio su tavola trasportato su tela (48x31 cm) di Leonardo da Vinci, databile al 1478-1482, è uno dei due capolavori indiscussi di Leonardo conservati in Russia. L'opera deve il suo nome alla famiglia che ne fu a lungo proprietaria, i Benois, che a sua volta l'aveva acquistata nel 1824 ad Astrakhan da un mercante d'arte di nome Sapoznikov. Si trova nel museo russo dal 1914, dopo essere stata acquistata da Nicola II. 

La seconda opera di Leonardo conservata in Russia è la “Madonna Litta”, un dipinto a tempera su tavola (42x33 cm) esposto nel Museo Ermitage a San Pietroburgo.

3 / “Statua di Giove”, autore sconosciuto, Museo Ermitage, San Pietroburgo 

Per questa statua, alta quasi cinque metri e risalente alla fine del I secolo d.C., è stata costruita una sala a parte, poiché non poteva passare attraverso le porte del museo pietroburghese. 

La statua, realizzata con 20 tonnellate di marmo e restaurata nel XIX secolo, proviene dalla villa di Domiziano a Castel Gandolfo ed è stata acquistata per l’Ermitage nel 1862 dalla Collezione Campana (Giovanni Pietro Campana, 1808 – 1880, mise insieme una delle più grandi collezioni del XIX secolo di sculture ed antichità greche e romane). 

4 / “Ragazzo accovacciato”, Michelangelo Buonarroti, Museo Ermitage, San Pietroburgo

Appartenuta ai Medici, la scultura fu acquistata dal banchiere John Lyde Browne, un collezionista inglese incaricato dalla zarina Caterina II di procurarle in Europa delle opere da aggiungere alle sue collezioni. Pervenuta all'Accademia artistica di Pietroburgo, passò dal 1851 al museo attuale.

5 / “Danae”, Rembrandt, Museo Ermitage, San Pietroburgo

Questo dipinto a olio su tela (185x203 cm) realizzato nel 1636, è finito al centro delle cronache di tutto il mondo per un grave atto di vandalismo: nel 1985 un folle gettò dell’acido solforico sulla tela, tagliandola in più punti con un coltello. Il restauro di questo capolavoro durò 12 anni.

6 / Loggia di Raffaello (copia), Museo Ermitage, San Pietroburgo

Questo è un raro esempio di come talvolta le copie risultato belle quanto gli originali. La fedele riproduzione degli affreschi realizzati da Raffaello nel Palazzo Apostolico, nella Città del Vaticano, è stata voluta dalla zarina Caterina II di Russia per il suo Palazzo d’Inverno.

7 / “L’ultimo giorno di Pompei”, Karl Bryullov, Museo Russo, San Pietroburgo

Questo capolavoro, che ha come soggetto la tragica fine della città sotto la lava del Vesuvio, è stato realizzato in Italia dal pittore russo Karl Bryullov.

La tela fu esposta a Milano e a Parigi, prima di essere trasferita a San Pietroburgo e presentata allo zar Nicola I. Inizialmente il dipinto fu esposto all’Ermitage, ma fu poi spostato al Museo Russo dove si trova ancora oggi.

8 / “L’apparizione di Cristo al popolo”, Aleksandr Ivanov, Galleria Tretyakov, Mosca

Per realizzare questo capolavoro (anch’esso dipinto in Italia, proprio come “L’ultimo giorno di Pompei”), Ivanov tardò 20 anni. Il trasferimento dell’opera in Russia fu sovvenzionato dalla famiglia imperiale, che lo volle esposto a San Pietroburgo, dove fu messo in mostra insieme a vari schizzi. Dopo la morte dell’artista, il dipinto fu acquistato dallo zar Alessandro II e donato al primo museo pubblico di Mosca, il Rumentsevsky. 

Dopo la Rivoluzione, fu trasferito alla Galleria Tretyakov della capitale russa. 

9 / “Trinità”, Andrej Rublev, Galleria Tretyakov, Mosca

Il dipinto, realizzato intorno al 1422 con tempera su legno, raffigura la visita fatta dalla Trinità ad Abramo per promettere a lui e alla moglie Sara una discendenza. Viste le particolari tecniche pittoriche, l’opera richiede speciali condizioni di conservazione e per questo motivo non può essere trasferita fuori dal museo moscovita.

10 / “Quadrato nero”, Kazimir Malevich, Galleria Tretyakov, Mosca

Massima manifestazione del suprematismo, è stato più volte paragonato alla Gioconda di Leonardo per il peso e l'influenza che ha avtuo nel mondo dell'arte. Quest'opera proclama una totale rottura con l’oggettività nella pittura e l’immagine riassume il concetto filosofico di anti-arte.

Il dipinto si trova nella sede di Krimsky Val della Galleria Tretyakov, dove è conservata l’arte russa del XX e XXI secolo. 

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