Cinque scrittori russi troppo sottovalutati dai lettori

Sputnik, A.Less / TASS, Georgij Trunov / Wikipedia, Pixabay
I loro nomi si stanno piano piano imponendo anche in Occidente. Ma fino ad ora erano in pochi a conoscere la loro produzione letteraria, che merita di essere conosciuta

Mikhail Lermontov

Perché è sottovalutato: Non tutti conoscono la sua produzione letteraria.

Pubblico di destinazione: Per coloro che desiderano addentrarsi nel mondo sconosciuto di un ufficiale dell’esercito russo in esilio. 

Molti di voi probabilmente conoscono il Lermontov poeta. Non tutti però sanno che a lui va il merito di aver scritto un romanzo, “Un eroe del nostro tempo”, considerato una delle pietre miliari su cui è fondata la grande costruzione del romanzo russo dell’Ottocento. Un capolavoro dalla trama  più intrigante e contorta di quella di un film di Quentin Tarantino! 

Amaro, cinico e coraggioso, Pechorin, il protagonista del libro, è uno dei primi dandy della letteratura russa. Il romanzo è composto da una serie di racconti e non segue una linea temporale, bensì un ordine quasi psicologico, dove il protagonista viene presentato sotto diversi aspetti, prima dall’esterno, con elementi biografici, e poi dall’interno, attraverso la sua stessa voce. I primi due capitoli (considerati al pari di racconti) sono narrati in prima persona da un viaggiatore, mentre gli ultimi tre riportano direttamente il diario personale di Pechorin.

Mikhail Saltykov-Shchedrin

Perché è sottovalutato: Modo di scrivere complesso e “ingombrante”.

Pubblico di destinazione: Per chi non teme il vero horror russo.

Mikhail Saltykov, noto con lo pseudonimo di Shchedrin, ha reincarnato tutte le ansie e le patologie della sua patria. Ragazzo di talento, figlio di un tipico nobile di provincia, ha lavorato come statista, scrivendo allo stesso tempo brevi racconti. A causa di alcuni suoi scritti considerati “sovversivi”, viene punito con l’obbligo di lasciare San Pietroburgo ed è costretto ad andarsene a vivere a Vyatka, un paesino sperduto, dove Shchedrin viene degradato a copista nella burocrazia statale. Lì conosce la vita russa “in tutta la sua mostruosità” e ne diviene il principale “cantore”.

Il dolce e piacevole ritmo della narrazione di Saltykov diventa uno strumento tagliente per raccontare storie che consumano sangue. Ne “I signori Golovlev” traccia un’esistenza drammatica: la tragedia di un uomo, oppresso da una moglie spietata, e con essa la tragedia di una classe, di una patria, fino a trasformarsi in una tragedia universale. Un’opera, condita con una buona dose di umorismo noire, che sembra quasi aver ispirato Von Trier per il suo film “Dogville”. 

Gaito Gazdanov

Perché è sottovalutato: Non ha mai ricevuto importanti premi letterari ed è sempre stato all’ombra di altri importanti scrittori come Bunin e Nabokov.

Pubblico di destinazione: Per gli amanti del cinema noir, di Albert Camus e della vita notturna parigina.

Nato in una famiglia benestante dell’Ossezia, Gaito Gazdanov non ha trascorso molto tempo in Russia. Scappa a 17 anni a seguito della Rivoluzione e si trasferisce a Parigi nel 1923, dove si ritrova ad affrontare tutte le difficoltà che caratterizzano la vita di un immigrato: accetta i lavori più umili, fa il facchino, ripara treni, si presta come metalmeccanico, arriva addirittura a lavorare in uno stabilimento della Citroen. Nel frattempo riesce a studiare filologia alla Sorbonne. Nel 1928 inizia a lavorare come tassista: un’esperienza che gli fornisce parecchio materiale per la sua prosa. Lavorerà come tassista fino al 1952. 

Il suo romanzo più importante, "Night Roads" (1941), riassume la vita degli emigrati russi ancor meglio di come lo faccia la prosa di Bunin o di Nabokov. Ricchi e rispettati nella vita precedente, paragonano la loro nuova esistenza all’esilio, in un luogo dove non si può far altro che ricordare con nostalgia l’epoca perduta della Vecchia Russia. 

Gazdanov racconta il punto di vista di un pover’uomo, smarrito e disilluso, la cui unica attività è cercare di sopravvivere. Nel suo romanzo Gazdanov offre uno scorcio onesto su com’era davvero la vita per la maggior parte dei russi fuggiti dopo la Rivoluzione. Solo negli anni Quaranta i lavori letterari gli permisero di vivere dignitosamente.

Ivan Bunin

Perché è sottovalutato: Per via di molteplici allusioni alla realtà russa che gli stranieri faticano a capire.

Pubblico di destinazione: Per coloro che amano il romanticismo del passato russo.

Anche lui scrittore emigrato, Bunin ha vinto il Nobel per la Letteratura nel 1933. Ha raccontato la prospettiva dei nobili con la caduta dell’Impero russo. Nato di una famiglia benestante, ha iniziato gli studi in tenera età e ha lavorato per molti anni come giornalista. 

È costretto a lasciare la patria per via della Rivoluzione. In Francia, dove si stabilisce, lavora a uno dei suoi romanzi più strazianti, “La vita di Arsenev”, raro esempio di “romanzo di formazione” modernista. Questo romanzo lo porta a vincere il Nobel per la Letteratura.

Varlam Shalamov

Perché è sottovalutato: È stato sottovalutato da Solzhenitsyn come “narratore dei gulag”.

Pubblico di destinazione: Per tutti coloro che vogliono saperne di più sulla tragica vita dei detenuti nei campi di lavoro sovietici. 

Non solo Solzhenitsyn ha narrato al mondo il dramma dei gulag. Varlam Shalamov, che ha trascorsi l’ultimo periodo della sua vita in un manicomio (proprio come uno dei suoi scrittori preferiti, Gustav Flaubert), ha passato nei campi di prigionia sovietici quasi 20 anni. È stato accusato di agitazione anti-sovietica e per questo punito con la deportazione. Ha scontato la sua prima condanna nel nord della Russia, lavorando poi nelle miniere d’oro di Kolyma in condizioni disumane. Ha fatto ritorno a Mosca nel 1956, e lì ha deciso di raccontare al mondo la storia dei gulag. 

Molti lo considerano “uno scrittore da campo”. Lui stesso diceva: “Racconto il campo (di lavoro, ndr) così come Saint-Exupéry narrava il cielo o Melville il mare. Le mie storie vogliono essere un ammonimento all’uomo”. 

“I racconti di Kolyma" è considerata una delle più importanti raccolte di racconti della letteraturarussa del XXsecolo, oltre che la più importante opera narrativa di Shalamov.

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