Fiabe, narrativa e biografie: i libri russi da leggere quest’estate

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Ampia la scelta per i ragazzi, tra favole e racconti illustrati. Da segnalare anche la prima autobiografia di Eduard Limonov e i successi sportivi di Maria Sharapova

Lunghe dormite, giochi all’aria aperta e tanto relax. L’estate è magica soprattutto per i bambini, liberi finalmente da sveglie mattutine e compiti a casa. La lettura per loro può essere un modo utile e piacevole di passare il tempo, a patto di proporre testi adeguati all’età dei lettori come quelli di Atmosphere, piccola casa editrice che dedica numerosi titoli alla favolistica classica russa. La collana comprende fiabe e racconti riadattati per i più piccoli e accompagnati da bellissime illustrazioni: “Vassilissa la bella” (42 pagine, 14,50 euro) di Aleksandr Afanasjev, padre della narrativa russa per bambini; “Il telefono” (32 pagine, 14,50 euro) di Kornej Chukovskij, autore di filastrocche e favole in versi; “I tre orsi” (32 pagine, 14,50 euro), riscrittura ad opera di Lev Tolstoj di una celeberrima fiaba del folklore slavo; la serie “Il mio primo...” (32 pagine, 12,50 euro) per avvicinare i piccoli alle storie surreali e divertenti di Gogol, Chechov e Dostoevskij.
I grandi potranno invece dedicarsi alle opere meno note di Lev Tolstoj, recentemente riproposte sia in formato cartaceo che e-book.

Edizioni Clandestine pubblica “Denaro falso” (94 pagine, 7,50 euro), in cui il quindicenne Mitja impara sulla propria pelle il potere corruttivo e degradante dei soldi. “La felicità domestica” (Fazi Editore, 144 pagine, 17 euro), nella traduzione di Clemente Rebora, è il romanzo scritto qualche anno prima del matrimonio con Sofja Tolstàja, anche lei scrittrice all’ombra del marito: nella storia di Masha e Sergej, Tolstoj anticipa con grande sensibilità il tormentato rapporto che lo legò alla giovanissima moglie, parabola straordinariamente attuale di un rapporto coniugale fatto di slanci passionali, crisi di gelosia e momenti di reciproca indifferenza. E proprio la gelosia – anche in questo caso non mancano elementi autobiografici – è il movente del folle gesto di un marito convinto dell’infedeltà della moglie in “Sonata a Kreutzer” (cd 12,66 euro, file mp3 8,94 euro), audiolibro pubblicato da Emons con la voce narrante di Fabrizio Falco.

Molti sono anche i titoli che si muovono tra narrativa e politica, raccontando attraverso testimonianze dirette alcune delle fasi più controverse della storia russa. “La ribelle” (180 pagine, 16,50 euro) è l’autobiografia di Evgenija Jaroslavskaja-Markon, giornalista insofferente al governo bolscevico e amica degli “ultimi” – ubriaconi, scippatori, prostitute – che popolano le periferie della Mosca degli anni Venti: mentre è detenuta in un gulag sulle Isole2Solovki, in cui troverà la morte per fucilazione, Evgenija racconta la propria visione del mondo in un linguaggio schietto e crudo, apertamente polemico con il regime sovietico. E ribelli sono anche gli autori di “Alpinisti illegali in Urss” (144 pagine, 14,50 euro), secondo volume edito da Keller a cura di Cornelia Klauss e Frank Bӧttcher, in cui ex cittadini della Ddr raccontano le loro incursioni clandestine verso Est, alla scoperta di montagne da scalare e popoli da conoscere. Ne “Il confine dell’oblio” (Keller, 360 pagine, 18,50 euro) di Sergej Lebedev il protagonista assiste bambino al colpo di Stato del 1991 e da adulto intraprende un lungo viaggio nel nord siberiano, dove tra miniere dimenticate e gulag abbandonati ricostruisce un passato personale e nazionale spesso relegato nell’oblio.

Tutt’altro paesaggio – la città di Odessa di inizio Novecento, affacciata sul Mar Nero – fa invece da sfondo alle vicende narrate da Vladimir Jabotinsky ne “I cinque” (Voland, 320 pagine, 16 euro), i cinque, appunto, eredi di una ricca famiglia della borghesia ebraica russa, mentre Vladimir Sorokin con “Manaraga. La montagna dei libri” (Bompiani, 224 pagine, 17 euro) proietta il lettore nel 2037, un domani prossimo in cui chef stellati bruciano i classici della letteratura per cuocere piatti prelibati. Come nel futuro distopico di “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury, Sorokin critica con il suo stile sferzante e surreale la società moderna, appiattita dalla logica del denaro e del pensiero di massa.

Tra le uscite più interessanti di questo 2018 troviamo “Zona industriale” (Sandro Teti Editore, 248 pagine, 16 euro) di Eduard Limonov. La prima autobiografia dell’intellettuale dissidente russo, in cui le sue vicende personali s’intrecciano alle trasformazioni politiche e architettoniche del proprio Paese, arriva qualche anno dopo la biografia dedicatagli da Emmanuel Carrère che ha contribuito a farlo conoscere in tutto il mondo. E lo stesso Carrère pubblica in questi mesi “Un romanzo russo” (Adelphi, 283 pagine, 19 euro), in cui si sovrappongono, come sempre nell’autore francese, diversi livelli narrativi: il libro è un reportage su un prigioniero di guerra ungherese internato in un ospedale psichiatrico russo ma è anche una ricerca delle proprie origini e un percorso di riconciliazione con la figura materna.
Infine, un titolo per gli appassionati di tennis che in questi giorni seguono il prestigioso torneo di Wimbledon, vinto da Maria Sharapova nel 2004: in “Inarrestabile. La mia vita fin qui” (Einaudi, 280 pagine, 18,50 euro) la campionessa russa racconta la sua vita e la sua carriera sportiva, dai primi durissimi allenamenti ai successi mondiali.

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