Venezia, dove ammirare gli artisti russi della Biennale

L'installazione del collettivo Recycle.

L'installazione del collettivo Recycle.

: per gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo
Dai Giardini alle Zattere, ecco i luoghi in Laguna che ospitano l'arte dell'est

L'installazione del collettivo Recycle. Per gentile concessione degli artisti e del Padiglione russoL'installazione del collettivo Recycle. Per gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo

Soffia vento da est tra i canali di Venezia. La nuova edizione della Biennale sta infatti ospitando il più alto numero di artisti russi: una presenza come non si era mai vista. Lo conferma anche Semen Mikhajlovskij, Commissario del padiglione russo: “Non si sono mai visti così tanti russi come quest’anno”. Dal progetto di punta dell’esposizione, “Viva Arte Viva”, curato da Christine Macel, che vede la partecipazione di Irina Korina, Taus Makhacheva e Vadim Fishkin, alle mostre di Jan Fabr e Glasstress, firmate con Dmitrij Ozerkov, direttore della Sezione di arte contemporanea dell’Ermitage, l'offerta è varia e straordinaria. 

Rbth vi presenta i progetti più interessanti che riguardano gli artisti russi a Venezia.

Padiglione della Russia

Giardini, fino al 26 novembre

Installazione di Grisha Bruskin\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione di Grisha Bruskin</p>\n
Installazione di Grisha Bruskin\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione di Grisha Bruskin</p>\n
Installazione di Grisha Bruskin\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione di Grisha Bruskin</p>\n
Installazione di Grisha Bruskin\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione di Grisha Bruskin</p>\n
Installazione di Grisha Bruskin\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione di Grisha Bruskin</p>\n
Installazione del collettivo Recycle\nPer gentile concessione degli artisti e del Padiglione russo<p>Installazione del collettivo Recycle</p>\n
 
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In occasione della 57esima edizione della Biennale al Padiglione russo dei Giardini c’è una vera e propria babele: commissario nuovo, vita nuova. Semen Mikhajlovskij, subentrato a Stella Kesaev, ha invitato tre artisti (Grisha Bruskin, il collettivo Recycle e Sasha Pirogova) e tre compositori (Dmitrij Kurljandskij, Petr Ajdu e Konstantin Dudakov-Kashuro), autori della musica per il progetto espositivo Theatrum Orbis.

Nonostante ciascun artista fosse affiancato da un curatore, il progetto è risultato compatto e organico. Lo spettatore è invitato a penetrare in un mondo apocalittico con l’installazione scultorea multi-figurativa del maestro Grisha Bruskin; quindi può addentrarsi nell’inferno dantesco digitale di Recycle (nell’installazione Blocked Content ci sono sculture che si possono vedere soltanto sugli schermi “caldovisivi” dello smartphone attraverso un’apposita applicazione) e infine tornare alla luce e alla rinascita con il malinconico video di Sasha Pirogova.

www.ruspavilion.com

Man as bird. Images of journeys

Palazzo Soranzo Van Axel, fino al 5 settembre

Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Olga Shishko, Mikhail Baryshnikov e Marina Loshak\nAlan Vouba <p>Olga Shishko, Mikhail Baryshnikov e Marina Loshak</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;\nAlan Vouba <p>Esposizione &quot;Man as bird. Images of journeys&quot;</p>\n
 
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È la prima uscita internazionale del progetto “Pushkinskij XXI” del celebre Museo “A. S. Pushkin” di Mosca. La mostra punta ad ampliare le attività del museo tradizionale (il Pushkin è famoso per le collezioni di impressionisti e grandi classici) nel campo dell’arte contemporanea. Attraverso le opere multimediali di 14 artisti provenienti dalla Russia e da altri Paesi, la mostra coinvolge lo spettatore in un viaggio nel mare della memoria.

Si può sostare sotto l’enorme Luna di Leonid Tishkov, arrivata a Venezia dopo aver viaggiato in molti Paesi, “fare un giro” sulla nave fantasma della videoinstallazione di Tanya Akhmetgalieva o giocare all’“universo vibrante” della scultura sonora di Yurij Kalendarev.

www.venice.arts-museum.ru

Space Force Construction

Palazzo delle Zattere, fino al 25 agosto

Aleksandr Rodchenko, Esposizione internazionale di arti moderne decorative e industriali, Parigi, 1925;&nbsp;replica in legno, 2017\nDelfino Sisto Legnani<p>Aleksandr Rodchenko, Esposizione internazionale di arti moderne decorative e industriali, Parigi, 1925;&nbsp;replica in legno, 2017</p>\n
Kirill Gluschenko&nbsp;\nPer gentile concessione dell&#39artista<p>Kirill Gluschenko&nbsp;</p>\n
Installazione visiva, Lyubov Popova\nDelfino Sisto Legnani<p>Installazione visiva, Lyubov Popova</p>\n
Melvin Edwards, Corner for Ana 1970/2017\nDelfino Sisto Legnani<p>Melvin Edwards, Corner for Ana 1970/2017</p>\n
El Lissitzky Room for Constructive Art, Internationale Kunstausstellung (International Art Exhibition), Dresden 1926, replica costruita nel 2017, legno dipinto, V-A-C Foundation\nV-A-C Foundation<p>El Lissitzky Room for Constructive Art, Internationale Kunstausstellung (International Art Exhibition), Dresden 1926, replica costruita nel 2017, legno dipinto, V-A-C Foundation</p>\n
Barbara Kruger, senza titolo\nPer gentile concessione dell&#39artista, Sprüth Magers e Mary Boone Gallery<p>Barbara Kruger, senza titolo</p>\n
Irina Korina, The Hall of Columns 2017, installazione, V-A-C Foundation\nDelfino Sisto Legnani<p>Irina Korina, The Hall of Columns 2017, installazione, V-A-C Foundation</p>\n
Sergej Sapozhnikov, Dance, 2017, V-A-C Foundation\nSergej Sapozhnikov<p>Sergej Sapozhnikov, Dance, 2017, V-A-C Foundation</p>\n
 
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La V-A-C Foundation di proprietà dell’oligarca russo Leonid Mikhelson aveva aperto al pubblico la sua rappresentanza permanente a Venezia a Palazzo delle Zattere già durante la scorsa edizione della Biennale, ma soltanto ora, dopo il restauro dell’edificio, ha potuto esibire la prima mostra completa. All’inaugurazione ha partecipato il presidente della Biennale, Paolo Baratta, oltre agli amici milionari del padrone di casa.

La mostra “Space Force Construction” è un rimando sottile, nello stile tipico di tutte le mostre della V-A-C- Foundation, tra arte vecchia e nuova. “Oh! Qui c’è la rivoluzione russa!” è l’esclamazione più frequente tra i visitatori che vengono accolti nella hall da una statua del leader bolscevico Vladimir Lenin. A rappresentare il “vecchio” ci sono gli artisti della Russia post-rivoluzionaria, da El Lisitskij a Mayakovskij, da Rodchenko a Dejneka, coloro che hanno dato forma a un nuovo Stato e hanno influenzato l’evoluzione dell’arte non soltanto nello spazio post-sovietico, ma anche in Occidente e continuano a farlo anche oggi.

Per il “nuovo” invece ci sono i contemporanei, ispirati da immagini che ruotano intorno alla Rivoluzione: Irina Korina, che fa parte anche del progetto principale della Biennale, la cinese Cao Fei, l’americana Barbara Kruger e molti altri artisti da tutto il mondo.

www.v-a-c.ru

We have never stopped building utopia 

Ca' Foscari, fino al 29 luglio

Valerij Koshlyakov\nValerij Koshlyakov<p>Valerij Koshlyakov</p>\n
Valerij Koshlyakov\nValerij Koshlyakov<p>Valerij Koshlyakov</p>\n
Valerij Koshlyakov\nValerij Koshlyakov<p>Valerij Koshlyakov</p>\n
 
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La mostra, già diventata un classico dell’arte contemporanea di Valerij Koshlyakov a Ca’ Foscari, è l’originale prosecuzione del suo grandioso progetto al Museo dell’impressionismo russo di Mosca per il quale nell’autunno del 2016 erano stati occupati quattro piani dell’edificio. A Venezia è tutto ridimensionato, ma il magico scintillio della pittura architettonica di Koshlyakov trova qui un ambiente ideale sulle mura medievali del palazzo affacciato sul Canal Grande.

L’artista ha intrapreso la sua carriera negli anni Novanta, guadagnandosi subito una certa fama grazie alla tecnica compositiva con cui ricopriva enormi superfici di cartone ondulato con paesaggi di rovine antiche e resti dell’architettura sovietica, inframezzandoli con simboli della contemporaneità. L’effetto tridimensionale e le dimensioni delle opere non erano apprezzate soltanto in patria; le mostre di Koshlyakov sono state per esempio ospitate dal MACRO di Roma, mentre alcuni suoi lavori sono rientrati nella collezione permanente del Centro Pompidou di Parigi. Le opere su cartone e le tele dedicate all’architettura italiana rimarranno a Venezia fino al 29 luglio.

www.unive.it