Quando i film sono ponte tra culture

Una scena tratta dal film "L'attesa" di Piero Messina.

Una scena tratta dal film "L'attesa" di Piero Messina.

: ufficio stampa
Il festival "Da Venezia a Mosca", che si apre oggi, porta nella capitale russa alcune delle pellicole presentate alla 72ma Mostra del Cinema. In sala, anche registi e attori. L'ambasciatore italiano Cesare Maria Ragaglini: "Una collaborazione che deve continuare"

Oggi, nel primo giorno di primavera (in Russia la primavera inizia il 1° marzo, ndr) a Mosca si apre il Festival del cinema italiano “Da Venezia a Mosca”. Un appuntamento tutt’altro che nuovo per il pubblico russo. Sette edizioni. Nove film. Un ponte culturale che di volta in volta rafforza il legame tra i due Paesi. 

A poche ore dall’inizio del festival, in una Mosca dove soffia ancora il vento invernale, nella sede dell’ambasciata italiana sono stati presentati i protagonisti della kermesse: Giuseppe Gaudino, Massimiliano Gallo, Isabella Sandri (“Per amor vostro”), Roberta Mattei (“Non essere cattivo”), Carlotta Cerquetti (“Harry's Bar”).

Lo spettatore russo è molto preparato: conosce bene i classici del cinema italiano, da Sorrentino a Bellocchio. Adesso, e per i prossimi sei giorni, la nuova sfida sarà quella di fargli conoscere il cinema contemporaneo. In sala, film drammatici in cui si intrecciano in modo ardito religione e misticismo. Documentari animati. Noir erotici. Sguardi di vita di ragazzi di pasoliniaia memoria. Tutto per suggerire un paragone con sé stessi e far riflettere sulle somiglianze. Scoprendo le differenze. 

“Adesso in Italia si sta osservando un boom del cinema giovane - dice l’attrice Roberta Mattei -. Credo nasca da un’esigenza di farsi sentire. Sia a livello di storia, sia a livello di mezzi, i giovani cominciano di guardare fuori”. Lo stesso vale anche per la Russia. Continua Massimiliano Gallo, attore: “Dopo le guerre poi c’è sempre una rinascita pazzesca per quanto riguarda la pittura, la musica e l’arte in generale. L’Italia ha vissuto parecchi problemi, quindi si sente l’esigenza di raccontare. Poi lo puoi fare attraverso la realizzazione di un incubo o di un sogno. Ci sono piccoli progetti, nascono con pochi soldi ma grazie al digitale si riesce a portarli a termine. Sono iniziative importantissime perché fanno capire che potremmo fare molto di più. Quindi possiamo collaborare con un Paese così grande come la Russia”.

Il film "Per amor vostro" di Giuseppe Gaudino. Fonte: ufficio stampa

Parlando di coproduzione, l'ambasciatore italiano in Russia Cesare Maria Ragaglini ha affermato: “L'anno scorso è uscito il film ‘Amori elementari’, una coproduzione. Adesso abbiamo lanciato un progetto con il maestro Konchalovskij ‘La vita di Michelangelo’. Sono progetti difficili da realizzare: si tratta di due Paesi, due procedure diverse. Stiamo stimolando anche artisti, registi, sceneggiatori per riprendere questa cooperazione che ha una grandissima tradizione. Questa collaborazione deve continuare”. Tutto grazie all’Ambasciata italiana a Mosca e all’Istituto italiano di Cultura.

Anche il posto non è casuale: proprio al cinema Illusion la gente aveva avuto la possibilità di vedere per la prima volta “La corazzata Potemkin” di Sergej Ejzenshtein. Un posto che è un ponte già di per sé, visto che negli anni sessanta all’Illusion venivano proiettate alcune pellicole straniere. Un segnale in controtendenza rispetto alla censura dell’epoca. 

Una sorte di ponte che unisce quindi Paesi, artisti e spettatori, costituito dai film presentati alla 72ma Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

“Durante la proiezione a Venezia ho avuto il piacere di incontrare alcuni studenti che erano venuti da Mosca e che hanno risposto al film con affetto molto grande - racconta Roberta Mattei, attrice del film “Non essere cattivo” -. Sono stata abbracciata da tre allievi e questa per me è stata una risposta grande. Sono molto emozionata perché fin da piccola ho sempre fatto teatro e avevo letto alcune note di regia di Stanislavskij”. Non solo la storia del cinema e del teatro russo è conosciuta in Italia. Anche i film di Aleksandr Sokurov, che continua a completare il ponte fra le due culture. “La poesia che racconta il cinema russo dà la possibilità di vedere con occhio diverso quello a cui ci si è abituati”, conclude Massimiliano Gallo. 

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