Alina Somova, una Giulietta russa sul palco della Scala

Alina Somova, “Romeo e Giulietta” (Foto: Brescia-Amisano, Teatro alla Scala)

Alina Somova, “Romeo e Giulietta” (Foto: Brescia-Amisano, Teatro alla Scala)

Insieme a Roberto Bolle l’étoile del Mariinskij interpreterà la tragedia shakespeariana nel teatro scaligero. “Ballare a Milano è un po’ come tornare a casa”

Per la bellezza angelicata da fanciulla rinascimentale e i modi delicati dalla grazia antica Alina Somova è la Giulietta che tutti immaginiamo. Anche fuori dalla scena la Prima ballerina del Balletto Mariinskij di San Pietroburgo conserva quell’aura luminosa e attira gli sguardi di chi le è intorno mentre ci racconta come è entrata nel ruolo della protagonista di Romeo e Giulietta, il balletto che al Teatro alla Scala di Milano interpreta accanto a Roberto Bolle (ancora giovedì 16 ottobre, www.teatroallascala.org).

 
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Come ha appreso la versione del balletto del coreografo inglese di Kenneth MacMillan, in repertorio alla Scala, abituata com’è lei a danzare al Mariinskij quella russa di Leonid Lavrovskij?

“All’inizio è stato difficile. Quando tre settimane fa sono arrivata alla Scala per iniziare le prove ero assolutamente convinta che il nostro Romeo e Giulietta fosse il migliore: noi ballerini russi siamo cresciuti con quella versione ed è ormai radicata dentro di noi. Piano piano però ho iniziato ad amare molto la versione inglese e a ricavarne un piacere forse maggiore nel danzarla. Sono riuscita a fare mio il carattere più drammatico e la vena più attoriale di questa nuova Giulietta, e alla fine mi hanno detto che sono diventata una vera ballerina di MacMillan!”.

Tornando al Mariinskij, porterà qualcosa della Giulietta inglese nella sua russa?

“Sarà inevitabile, anche se so già che i nostri maîtres de ballet saranno granitici nella difesa della nostra versione: per esempio non mi lasceranno mai danzare con i capelli sciolti, come invece fa la Giulietta di MacMillan nelle scene più drammatiche”. 

Il suo Romeo è Roberto Bolle: in scena formate una coppia bellissima. Come funziona la vostra partnership artistica?

“Benissimo! (lo dice in italiano, ndr). Roberto è un artista straordinario, come altri al mondo non ce ne sono, perché riunisce in sé tutte le doti: è un ballerino eccellente, un partner magnifico, ha una bellezza rara ed è un grande attore. È anche una persona splendida: per me è una fortuna e una felicità ballare con lui. Avevamo già danzato insieme alla Scala due anni fa, nel balletto italiano Excelsior, e spero ci saranno altre occasioni a Milano, magari nel 2015 per l’Expo”.

Alina Somova, “Romeo e Giulietta” (Foto: Brescia-Amisano, Teatro alla Scala)

Che sensazione le ha fatto tornare alla Scala?

“È un po’ come un ritorno a casa. Makhar Vaziev, il direttore del Ballo in Scala, era a capo del Balletto Mariinskij quando entrai in compagnia: fu lui a lanciarmi fino a nominarmi Prima ballerina. La moglie Olga Chenchikova, oggi maître de ballet alla Scala, è stata la mia insegnante al Mariinskij. Con la compagnia scaligera inoltre mi trovo benissimo: sono tutti così premurosi e gentili con me!”.

Un anno e mezzo fa è nata sua figlia Eva, che ha portato con sé in questa trasferta milanese. È cambiata la sua vita di artista da allora?

“Totalmente, le mie priorità sono del tutto cambiate. Prima se sbagliavo una pirouette era la fine del mondo! Ora invece ho notato che nella carriera prendo tutto molto più tranquillamente, non ho più i nervi a fior di pelle, ma ragiono meglio e in questa condizione i risultati sono migliori. Certo, un bambino impone delle rinunce: per esempio quest’anno non prendo parte alle tournées all’estero del Balletto Mariinskij. Ma alla Scala non ho potuto dire di no: ballare qui è molto prestigioso, è un ambiente accogliente e sono circondata da amici”. 

In questo periodo a Milano ha avuto modo di vivere la città?

“No… Passo le mie giornate in teatro e nel poco tempo libero sono al parco di Porta Venezia con la bambina, sulla giostra. Anzi, adesso devo andare: Eva si starà svegliando…”

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