Tra Europa e Russia

Nel suo nuovo saggio Vittorio Strada analizza i rapporti tra questi due mondi, toccando anche una questione importante quale l’attuale crisi in Ucraina
 
 La copertina del libro

Il Festival di Todi di quest’anno, in cui la Russia è stata protagonista con numerosi eventi di vario genere, è stato anche l’occasione per un incontro con il noto slavista Vittorio Strada, autore di numerosi studi sulla cultura e la storia russa, che ha presentato la sua ultima creazione letteraria: “Europe. La Russia come frontiera” (edito da Marsiglio, 110 pagine, € 14). 

In questo nuovo saggio Vittorio Strada va ad indagare la storia della Russia e dell’Europa, sui loro rapporti nel corso dei secoli e degli ultimi anni fino ad arrivare ad una questione di grande attualità: la situazione in Ucraina. Partendo da “quell’evento epocale che è stato il conflitto del 1914-1918”, Strada inizia un percorso che unisce passato e presente, religione e politica, geografia e filosofia, tracciando una storia unica e delineando le origini di quelle che si sono rivelate situazioni importanti che riguardano ancora la storia attuale. 

Passando per l’idea di “Mosca Terza Roma” partorita dal monaco Filofej, Strada racconta del ruolo centrale ricoperto da Pietro il Grande, della sua volontà di europeizzare la Russia e dei suoi successivi rapporti con l’Europa.

Se in quel momento la linea invalicabile che divideva Europa e Russia divenne sempre più sottile, al tempo stesso quest’ultima iniziò a delinearsi come un’entità opposta e diversa dall’Europa stessa: “si delineava” scrive Strada “una nuova demarcazione tra Russia ed Europa: non più una muraglia insormontabile, ma una linea transitabile, il che cominciava a fare della Russia una parte attiva dell’Europa, (...)  e insieme un suo Altro”. Con il 1917 poi, spiega l’autore, la Russia scompare e subentra l’URSS che “stabilì una nuova linea di separazione rispetto sia all’Euopa sia alla Russia prerivoluzionaria che si deeuropeizzò”. Fu proprio in questo momento che prese vita il movimento definito Eurasismo ideato da Nikolaj Trubeckoj che definiva la Russia uno spazio collocato tra Euopa ed Asia “dotato di una sua specificità che giustifica tale composita denominazione.” 

Nonostante la complessità della storia della Russia, i temi legati sia alla sua geografia che alla sua religione, Strada riesce a toccare in poche pagine i tratti più salienti e significativi che hanno influenzato e continuano a influenzare la storia della Russia e i suoi rapporti con l’Europa. 

Un punto cruciale e importante anche per capire l’attuale situazione politica, è quello che Strada dedica in conclusione al rapporto tra l’Ucraina e la Russia. “Tra i ‘fratelli slavi’ - spiega Strada - l’Ucraina era considerata il più ‘fraterno’”, da qui nasce anche il malcontento russo e il suo rifiuto di una sua indipendenza. Quello che Vittorio Strada auspica, in maniera forse utopistica considerata la “realtà minacciosa” di cui parla terminando la sua analisi e riflessione storica,  è che “la questione ucraina si risolva nel rispetto della sovranità nazionale e del diritto internazionale. (...) Si può pensare ad un’Ucraina integra, che salvaguardi la sua unità e identità nazionale nel rispetto dei diritti delle minoranze, (...) che sia un ponte tra una Russia non imperiale e non autoritaria (...) e un’Europa non rinunciataria e non subalterna energeticamente alla prima, diversa dall’attuale priva di un’autocoscienza civile, entrambe aperte a una collaborazione nell’interesse comune”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta