L’eden del balletto che incantò i russi

Uno scorcio di Positano (Foto: Valentina Bonelli)

Uno scorcio di Positano (Foto: Valentina Bonelli)

I primi a innamorarsi di Positano furono Vatslav Nizhinskij, Léon Bakst e Rudolf Nureyev. Oggi la località campana che ospita l’omonimo premio dedicato alla danza continua ad attirare i grandi protagonisti del balletto, tra cui Olga Smirnova, perla del Bolshoj di Mosca. Il 6 settembre, Gala dei premiati sulla Spiaggia grande

Da un secolo le sirene di Positano attirano gli artisti russi del balletto. I primi ad invaghirsi del villaggio di pescatori abbarbicato sulla costiera amalfitana furono i transfughi dei Ballets Russes di Djagilev: Vatslav Nizhinskij, Léon Bakst, Igor Stravinskij, mentre per Léonide Massine l’amore durò una vita con l’acquisto di Li Galli, tre scogli a poche miglia dalla terraferma. Dell’isola, che divenne la sua dimora artistica, il coreografo e ballerino avrebbe voluto fare un eden del balletto ma la natura aspra del luogo ebbe la meglio quando il vento e i marosi distrussero l’anfiteatro edificato. Il sogno spezzato di Massine sembrò ricomporsi proprio con l’istituzione nel 1969 del “Premio Positano” alla danza, intitolatogli dieci anni dopo alla sua morte.

Il successivo proprietario di Li Galli, Rudolf Nureyev, non fece che alimentare la fama tersicorea di Positano: in molti ancora lo ricordano durante le fuggevoli passeggiate sul lungomare oggi a lui dedicato o nelle incursioni notturne tra la sofisticata mondanità delle feste nelle ville.

La presenza del ballerino diede al Premio Positano un ulteriore slancio verso l’Est attraendo i grandi protagonisti del balletto sovietico, come la leggendaria coppia Ekaterina Maksimova-Vladimir Vasilev o la stella che scelse l’Occidente, Natalia Makarova. Appassionatamente mantenuto in vita dal sindaco di Positano Michele De Lucia, con la quadriennale direzione artistica di Daniele Cipriani, il premio ha incrementato il felice elenco di vincitori russi con le contese star internazionali Natalia Osipova e Ivan Vasiliev, l’aristocratica diva del Mariinskij Uliana Lopatkina, il celebrato coreografo ed ex direttore del Bolshoj Jurij Grigorovich.

 

Olga Smirnova in “La Bayadere”
(Foto: M. Logvinov)

Anche questa 42a edizione si preannuncia impreziosita da molti nomi della Federazione, che il pubblico potrà ammirare sabato 6 settembre, al Gala dei premiati sulla Spiaggia grande di Positano, palcoscenico di incomparabile incanto.

Grande è l’attesa per Olga Smirnova, perla del Bolshoj di Mosca, che ritirerà il premio “danzatrice dell’anno sulla scena internazionale”: ad accompagnarla in scena il Primo ballerino Semion Chudin, partner tra i suoi prediletti.

Dal Balletto Mariinskij di San Pietroburgo arriverà una giovane coppia di premiati: l’aristocratica Oksana Skorik, “danzatrice emergente sulla scena internazionale”, e l’elegante Xander Parish, “danzatore emergente sulla scena internazionale”.

L’eredità di Massine rivivrà grazie al premio assegnato alla decana Elizabeth Souritz, storica del balletto russo, che sta per dare alle stampe un libro contenente una ventina di lettere inedite scritte da Massine al fratello proprio da Li Galli.

Le corrispondenze tra Italia e Russia si salderanno questa edizione con il gemellaggio tra il “Positano premia la danza Léonide Massine” e il “Prix Benois de la danse” di Mosca, che in una sorta di scambio di vincitori istituirà il nuovo premio “Benois-Massine Mosca-Positano”.

Alla presenza della direttrice generale Regina Nifikorova e della direttrice artistica Nina Kudriavtseva-Loory del “Prix Benois de la danse”, al premiato andrà una scultura, ispirata alle onde che bagnano Positano, realizzata dallo scultore Igor Ustinov, discendente di quell’Aleksandr Benois raffinato scenografo dei Ballets Russes. Non mancherà il “premio alta formazione Luca Vespoli”, assegnato quest’anno alla presidente della Fondazione Accademia Nazionale di Danza di Roma, la russa Larissa Anisimova.

Le memorie del balletto russo riaffiorano dunque continuamente a Positano e i giovani artisti che vi approdano sono ansiosi di circondarsene. Così ad ogni edizione del premio il rito si ripete: nessuno vuole mancare la visita privata all’isola di Li Galli, dove qualcuno improvvisa un passo di danza nella torre saracena che fu la sala ballo di Nureyev o immerge per un attimo i piedi in quel mare in cui Massine amava nuotare. 

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