Quando la parola è uno scrigno di significati

(Illustrazione di Niyaz Karim)

(Illustrazione di Niyaz Karim)

In ogni lingua ci sono dei vocaboli che sono uguali per suono, ma hanno significati diversi. E il russo non è certo un'eccezione

Si pronunciano allo stesso modo, ma hanno un significato diverso: vi presentiamo i casi più famosi di omonimia in russo. E partiamo da due esempi da manuale tra i più citati: kosa e kljuch. 

Per kosa si può intendere un tipo di acconciatura in cui delle ciocche di capelli lunghi vengono intrecciate insieme; è diffusa soprattutto tra le donne, ma talvolta a sfoggiarla sono anche gli uomini, in forma di treccine. Kosa è anche un attrezzo agricolo - la falce - provvisto una lama di ferro, lunga, stretta e molto affilata, usato per tagliare l'erba. Proprio con l’immagine di una vecchia con la falce si è soliti raffigurare simbolicamente la morte. La fusione di questi due significati dà esito a un calembour: «la dama con la treccia», dove il termine kosa può essere interpretato non solo con il significato di acconciatura, ma anche come attributo mortifero. Esiste poi la «treccia marina»: una lunga lingua di terra litorale, ovvero una penisola di sabbia simile a una treccia di ferro.

Kljuch, la chiave, è un oggetto di metallo con il quale si aprono delle serrature di porte, cassaforti, ecc. Significato Il suo significato secondario è quello di un “particolare tipo mezzo”. “La chiave inglese” è semplicemente uno strumento per allentare bulloni, ma nell'espressione “chiave di codifica” è un sostantivo metaforico di un algoritmo usato per la decodifica. Un aggettivo che ha come radice il termine kljuch (chiave) è l'aggettivo kljuchevoj con il significato di “principale, basilare, decisivo”: per esempio, il “momento chiave” di qualche avvenimento oppure l’“elemento chiave” di una truttura. Anche per designare una fonte si usa il termine kljuch: una sorgente di limpida, chiara e fresca acqua. Un terzo significato che assume in ambito musicale è quello di “chiave di violino”, sul primo rigo di ogni partitura musicale.    

La parola mat ha tre significati totalmente diversi tra loro. Il primo è un termine scacchistico: dire di aver fatto scacco matto al re avversario significa aver vinto la partita. Ma può trasformarsi in un morbido oggetto di gommapiuma, di ampie dimensioni: il materassino. In questa accezione, la parola mat si usa soprattutto per designare un “materassino da ginnastica”, ossia un materassino che viene utilizzato su una pedana sportiva (per esempio per un atterraggio dopo un volteggio a cavallo). Il terzo significato, di origine recente, è di certo il più diffuso: la parola mat viene usata per indicare un lessico volgare, scurrile fatto di imprecazioni e parolacce. 

Anche la parola klass ha tre significati: applicata alla scuola designa il luogo dove si svolgono le lezioni,  ma indica anche l’anno di studio frequentato: la prima classe, la seconda classe, ecc. In un’altra accezione indica il“livello di qualità”: la prima classe (per esempio, in treno) è la migliore, mentre la seconda è di qualità inferiore, e la terza di qualità decisamente scadente (qui il sostantivoklass diventa sinonimo di “categoria”). L’aggettivo pervoklassnyj non indica “uno scolaro di prima”, ma  eccellente, ossia il primo della classe. Si può dire, per esempio,  “un’ottima classe (pervoklassnyj klass) del decimo anno”. E una terza accezione di significato è quella di tipo sociale: classe operaia, classe borghese, classe media.

Poi la parola post, che di recente ha assunto due significati. Il primo è quello di posto di guardia, inteso come luogo in cui fa la guardia la sentinella. Tale significato si è poi ampliato e il termine post si è usato per designare una carica: una  carica d’ufficio (di livello dirigenziale), per esempio, la carica di direttore, e in generale una carica importante e di responsabilità. Post può essere usato poi nel significato del tutto diverso di “digiuno” nella sua accezione religiosa, legata ai periodi fissati dal calendario religioso, come la Quaresima, nei quali ci  si astiene dal consumare la carne e i suoi derivati. Da qui ha origine anche il verbo zapostit’, digiunare. Un terzo significato è scaturito dalla comparsa su internet dei social network, dove per post si intende un giudizio, una nota sulla propria pagina personale: è comparso persino un nuovo verbo, “postare”, che significa pubblicare qualcosa in rete.

Esiste ancora una parola che ha assunto un terzo significato come esito di un prestito lessicale proveniente da un’altra lingua: luk. In russo luk è innanzitutto la cipolla, una pianta, un ortaggio e, in secondo luogo, un’antica arma da lancio:  l’arco. Ma proprio di recente è comparsa nello slang giovanile la parola inglese look nel significato di “immagine o rappresentazione visiva di una persona” che, scritta in cirillico, può essere considerata il terzo caso di omonimia di luk.

La parola val ha ancora più significati. Un vallo può essere un terrapieno: sul Sadovoe kolco, la linea circolare della metropolitana di Mosca, nel cuore della capitale, sopravvivono ancora dei vecchi nomi di vie come Zemljanoj val (Il vallo di terra), oppure Korovij val (Il vallo delle vacche” al loro posto, infatti, un tempo c’erano dei valli difensivi, delle mura. Nell’accezione marina val è il flutto, un’alta onda tempestosa; il celebre quadro del pittore di marine russo, Ajvazoskij, s’intitola proprio “Il nono flutto” . Una delle parti più importanti dell’automobile e di altri mezzi di locomozione risponde al nome di kardannyj val (albero cardinico), mentre in economia val è uno dei più importanti indicatori quantitativi del volume di produzione: così abbreviato designa il prodotto interno lordo di una singola industria, di un settore economico o di un’intera nazione.  

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