Quei cavalli che fecero innamorare lo zar

Svettano sui ponti di San Pietroburgo e abbelliscono le vie della città. Sono le statue dello scultore russo Klodt, che con i suoi lavori riuscì a conquistare l'imperatore Nicola I

Avrebbe potuto essere un brillante ufficiale, se non fosse stato per quel suo amore nei confronti dell’arte. Durante i suoi studi infatti il barone Petr Karlovich Klodt von Jürgensburg (1805-1867), invece di dedicarsi alle scienze militari, trascorreva ore seduto nelle scuderie. Portava sempre con sé una matita. E disegnava dal vivo le sagome dei cavalli. Iniziando poi a intagliarle nel legno. 

Egli intraprese comunque una carriera militare, che si rivelò molto breve: egli dette ben presto le proprie dimissioni, stabilendosi in un appartamento semi-interrato a San Pietroburgo, dove continuò a coltivare la propria arte. La sua abitazione era piena di sagome di cavalli. Centinaia e centinaia. Tanto da spingere i suoi contemporanei a dire: “Continua a portare a casa cavalli, senza nemmeno sapere dove metterli. Li fa sedere sulle zampe posteriori e inizia a intagliare il legno del tiglio”. Che razza di occupazione sarà mai questa, per un gentiluomo?

I più famosi cavalli di Klodt, quelli del Ponte Anichkov a San Pietroburgo, sono nati così.

Qualcuno del suo stesso entourage fece vedere all’imperatore Nikola I i cavalli di legno: il volto del cavaliere somigliava incredibilmente a quello dell’imperatore. E fu così che Nikola I esclamò: “Affascinante. Chi è questo talentuoso scultore?”

“Il barone Klodt, Vostra Maestà. Il tenente in pensione”. “Ditegli di intagliare per me una squadra di guardie a cavallo”. Arrivò il primo ordine, poi il secondo, poi il terzo. Finché non arrivò la richiesta di realizzare i cavalli di bronzo sul ponte. Vedendoli, lo zar scherzò: “Klodt, fai i cavalli meglio di uno stallone".

Attorno alle sue sculture circolano miti e leggende. Si dice che tra le gambe di uno dei quattro cavalli sul ponte Anichkov vi sia raffigurato un volto umano. A tal proposito le opinioni divergono. Alcuni ritengono che si tratti di Napoleone: si vedrebbe perfino la sagoma del famoso cappello a tre punte. Altri credono che, al contrario, si tratti dell'imperatore Nikola I. Inutile chiedersi il perché. Così si crede, e basta. Secondo la terza versione, si tratta del volto di uno degli amanti della moglie di Klodt. In questo per lo meno c’è una logica: Peter Karlovich voleva vendicarsi del suo avversario. Certo nessuno sa se la moglie dello scultore avesse degli amanti e, anche se fosse stato così, nessuno saprebbe dire che aspetto avessero.

Non tanto tempo fa, già nella nostra epoca, i cavalli di Koldt sono stati danneggiati da alcuni vandali. A uno di loro alcuni sconosciuti hanno strappato le redini e danneggiato l’imbracatura. Evidentemente volevano liberare l’animale. I cavalli di Klodt sono così reali che li si vuole lasciare liberi di passeggiare.

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