Le sette meraviglie

Vera Kondakova con Stalin (Foto: fonte libera)

Vera Kondakova con Stalin (Foto: fonte libera)

Russia Oggi presenta il profilo delle donne più celebri della storia della Federazione

Attrici, scrittrici, chi ha dedicato la propria vita alla pittura. Storie tragiche o con lieto fine. Dall'ultima discendente degli zar fino a chi è diventata, suo malgrado, un'icona dell'epoca sovietica. Ecco le sette giovani russe più famose degli ultimi cento anni. O giù di lì...

Nika Turbina

Nika, bambina dotata ma infelice, iniziò a scrivere poesie in tenera età. Alcune sue composizioni furono pubblicate sulla stampa nazionale quando aveva sette anni, e due anni più tardi vennero raccolte in volume. In quello stesso periodo Nika fu invitata ad apparire in un film del poeta e regista Yevgeny Yevtshenko, uno dei più famosi autori sovietici dell’epoca. Successivamente si recò negli Usa, dove incontrò il poeta Joseph Brodsky, futuro Nobel per la letteratura. Impressionabile, cagionevole e dai nervi fragili, nel 1990, all’età di sedici anni, la ragazza si fece ricoverare in una clinica psichiatrica svizzera. Qui sposò un professore di psichiatria, all’epoca settantaseienne. L’anno successivo Nika tornò a Mosca. Morì nel 2002, in seguito a una caduta dalla finestra.

Nika Turbina (Foto: L. Kalinina/RIA Novosti)

Natalya Guseva

Natalya Guseva fu la più famosa star del cinema degli ultimi anni dell’epoca sovietica. Grazie al ruolo di Alisa Selezneva, protagonista della fortunata serie di fantascienza per ragazzi “Un’ospite dal futuro”, Natasha divenne un idolo e un sex-symbol per ragazze e ragazzi della sua età. Nata nel 1972, iniziò a girare “Guest from the Future” nel 1984. Alisa Selezneva, la protagonista della serie, era una ragazza proveniente dal futuro comunista che grazie a una macchina del tempo aveva lasciato il XXI secolo per tornare nel 1984 e rintracciare due pirati spaziali che si erano impossessati di un congegno che permetteva di leggere il pensiero delle persone. Dopo il fenomenale successo della serie, Natalya girò diversi altri film, prima di lasciare il cinema e dedicarsi agli studi di biologia. Oggi dirige una compagnia che produce dispositivi medici.

Natalya Guseva (Foto: fonte libera)

Katya Lycheva

Tutto ebbe inizio nel 1982, al culmine della Guerra Fredda, quando Samantha Smith, una studentessa americana, scrisse una lettera all’allora leader sovietico Yuri Andropov domandandogli se ci sarebbe stata una guerra nucleare. Andropov la rassicurò dicendole che non ci sarebbe stata nessuna guerra e invitandola a visitare l’Urss. Dopo la visita di Samantha, la leadership comunista decise di organizzare una missione analoga e inviare una ragazza sovietica negli Usa.

Tra migliaia di candidate, la scelta cadde sulla dodicenne Katya Lycheva, che nel 1986 partì alla volta degli Usa in veste di ambasciatrice di pace. Per diversi anni Katya godette in Occidente di una popolarità paragonabile a quella di Yuri Gagarin, il primo uomo nello Spazio. Dopo essersi trasferita a Parigi in compagnia della sua famiglia, Katya fece poi ritorno a Mosca. Oggi si rifiuta di rilasciare interviste.

Katya Lycheva (Foto: Itar Tass)

Nadya Rusheva

Nadya nacque nel 1952 e morì a diciassette anni, nel 1969. Suo padre era un famoso scenografo. A soli cinque anni, e pur non avendo mai preso lezioni, iniziò a realizzare dei disegni che denotavano un talento innato. Disegnava senza eseguire schizzi preparatori, spiegando che prima di accingersi a disegnare immaginava nella sua mente il disegno già completo. Dopo una sua prima mostra personale, allestita quando aveva solo dodici anni, Nadya divenne un’artista di fama, e le sue illustrazioni furono pubblicate su alcune riviste. Morì per infarto all’età di diciassette anni. In suo onore, un pianeta oggi porta il suo nome.

Nadya Rusheva (Foto: Vladimir Vyatkin/RIA Novosti)

Vera Kondakova

I tiranni amano farsi fotografare con i bambini. Durante l'epoca che vide al potere Joseph Stalin, tra questi bambini vi era Vera Kondakova. Una celebre foto la ritrae mentre offre al leader sovietico un mazzo di fiori, in occasioni delle celebrazioni del primo maggio. All’epoca Vera aveva sette anni. Quando l’immagine apparve sui giornali, la bambina divenne un’icona: partecipò a programmi radiofonici e si esibì in tutto il paese.

Altre ragazze divennero famose per essere state fotografate insieme a Stalin: Gelya Markizova della Buriazia, e Mamlakat Nakhangova del Tajikistan, legate tra loro da un curioso aneddoto. Quand il padre di Gelya Markizova fu ucciso durante le purghe di Stalin, la censura tentò di mettere al bando le foto che ritraevano sua figlia insieme al leader politico. Tuttavia, poiché di queste immagini circolavano già innumerevoli esemplari, ritirarle sarebbe stato impossibile. Fu deciso allora di presentare la ragazza delle immagini come Mamlakat Nakhangova. E poiché erano pochi coloro in grado di distinguere le due ragazze, la copertura passò inosservata.

Vera Mamontova (Foto: Pavel Balabanov/RIA Novosti)

Vera Mamontova

Vera Mamontova è la ragazza che appare nel famoso quadro di Valentin Serov “Ragazza con le pesche” (1887). L’opera è una delle più apprezzate della collezione della Galleria Tretyakov, e poiché è riprodotta su molti libri di testo, il volto che ritrae è familiare a molte generazioni di studenti russi. Vera era la figlia di Savva Mamontov, un noto patrocinatore delle arti, nonché collezionista. Una volta adulta, Vera posò per un altro grande artista russo, Viktor Vasnetsov, che la immortalò nel suo quadro “Ragazza con ramo di nespolo” (1896).


Anastasia Romanov (Foto: Libreria del congresso)

Anastasia Romanov

Anastasia era la figlia di Nicola II, ultimo imperatore russo. Nata nel 1901, fu uccisa dai bolscevichi a Ekaterinburg nel 1918, insieme al resto della sua famiglia, quando aveva solo diciassette anni. La sua fama postuma si è rivelata ben più duratura della sua breve esistenza, grazie alla popolare leggenda secondo la quale Anastasia sarebbe miracolosamente riuscita a sfuggire alla fucilazione e a rifugiarsi all’estero. La leggenda ha dato adito al fiorire di numerose “finte Anastasie”, una trentina in tutto, che nel corso degli anni affermarono di essere la figlia sopravvissuta di Nicola II. La storia ha ispirato il cartone animato del 1997 “Anastasia”.

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