Italia-Russia, un legame che va oltre i secoli

Villa Borodina a Merano (Foto: Centro Russo Borodina)

Villa Borodina a Merano (Foto: Centro Russo Borodina)

Poeti, artisti, letterati. Ma anche aristocratici e religiosi. Che arrivarono nel Belpaese portando con sé un bagaglio culturale e spirituale che si mantiene vivo ancora oggi

La storia della comunità russa in Italia affonda le proprie radici ben prima dei famosi eventi del 1917 in Russia. E non iniziò con conflitti, oppressioni e persecuzioni. Bensì con rapporti di reciproca stima e affetto. Non è un segreto, infatti, che l’Italia abbia sempre attirato i russi. Molti arrivarono per caso. E si stabilirono a lungo, incapaci di lasciare l’ospitale Paese dell’arte e del buon clima. I russi, in Italia, avevano diversi "indirizzi": Roma, Bari, Merano, in Alto Adige, e ancora Napoli, Firenze...

Attorno alla comunità russa si formò inevitabilmente un centro spirituale. Vennero aperte chiese ortodosse, che consentivano di conservare l’identità individuale. La chiesa di San Nicola a Merano (Bolzano) ha compiuto 110 anni nel 2007; quest’anno la parrocchia di San Nicola a Bari ha celebrato i 100 anni, la chiesa ortodossa di Firenze ha più di 100 anni, mentre la parrocchia ortodossa di Roma invece ne ha già 210. Le chiese furono costruite con donazioni, arrivate principalmente dai rappresentanti della comunità russa.

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All'inizio del XX secolo la principessina Maria Chernysheva lasciò in eredità la sua palazzina nel centro di Roma affinché ci si potesse installare una chiesa ortodossa, presente ancora oggi.

Negli anni del potere sovietico, però, le comunità russe in Italia cessarono praticamente di esistere. Qua e là i rappresentanti della Chiesa Ortodossa estera continuarono a celebrare le messe. Ma sempre più spesso gli immobili, le stesse chiese e gli annessi edifici, passarono nel bilancio delle autorità locali. Così successe, per esempio, a Bari.

Ancora prima della Rivoluzione in Russia vi fu edificata non solo una chiesa, ma un’intera casa per i pellegrini. Fu l’ultimo progetto spirituale dell’architetto Aleksej Shchusev, autore del Padiglione Russo alla biennale di Venezia. Nella Russia post-rivoluzionaria costruì l’edificio del nuovo mausoleo di Lenin sulla Piazza Rossa, divenuto culto. A Bari invece, dove da tempo immemorabile arrivavano gli ortodossi a inchinarsi davanti alle reliquie di San Nicola, il complesso costruito per i pellegrini passò in proprietà al comune, e nelle modeste stanze si stabilirono a lungo diversi uffici comunali. Nel 2009 la casa a Bari fu definitivamente consegnata alla Russia, in via del tutto gratuita. Adesso vi si stanno concludendo gli ultimi lavori di ristrutturazione, e già dalla prossima stagione la casa per i pellegrini riprenderà l’attività secondo il suo scopo originario.

Cirillo e Metodio e quel legame
stretto con l'Italia

La storia della nascita del complesso “Casa Russa” di Merano, costruito con i mezzi dell’aristocratica russa Nadezhda Ivanovna Borodina, è simile. L’unica differenza è che, se a Bari arrivavano soprattutto pellegrini, le due ville erano destinate all’accoglienza di malati russi bisognosi, che arrivavano in Alto Adige per respirare la salutare aria di montagna.

Negli ultimi tempi proprio attorno alle chiese ortodosse hanno iniziato a rinascere le comunità russe. Le vecchie tradizioni hanno formato la base per dei legami di amicizia ancora più stretti tra il popolo russo e quello italiano. I centri e le associazioni dei russi si occupano attivamente in primo luogo di attività culturali, orientate verso l’avvicinamento di russi e italiani, la conoscenza reciproca della cultura, delle abitudini e dell’arte. Queste organizzazioni, allo stesso tempo, hanno iniziato a contribuire allo sviluppo di legami economici e commerciali tra i due Paesi.

Si firmano accordi concreti, che contribuiscono allo sviluppo di investimenti, allo scambio tecnico-scientifico, al potenziamento di commercio e industria, vantaggiosi sia per gli italiani, che per i russi. I “motori” principali delle relazioni italo-russe restano proprio questi centri regionali.

Ormai da sei anni a Bari si svolge il Festival dell’Arte Russa, al quale partecipa un gruppo di imprese attivo per le relazioni economiche bilaterali.

Grazie all’impegno del Centro Economia e Sviluppo Italo-Russo (CESVIR) in Russia si è venuti a conoscenza della regione Puglia, della sua storia, della sua cultura, delle sue tradizioni. Bari è entrata in gemellaggio con alcune città russe, comprese Kostroma, Sergej-Posad, Vladimir. A Napoli si è recentemente svolto il quinto festival “Slavjanskij Bazar”, dedicato ai bambini.

Dello sviluppo attivo delle relazioni tra la Russia e l’Alto Adige si occupa il Centro Russo Borodina di Merano. Nel quadro della sua attività sono stati firmati molti accordi di collaborazione in ambito economico, culturale e scientifico.

I rapporti italo-russi si basano quindi proprio su un'amicizia che affonda le proprie radici su solide basi. Arricchendo materialmente e spiritualmente entrambe le parti. 

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