A Mosca le radici del design contemporaneo

L’ultimo Mondrian ha influenzato notevolmente l’arte contemporanea (Foto: Itar-Tass)

L’ultimo Mondrian ha influenzato notevolmente l’arte contemporanea (Foto: Itar-Tass)

La Galleria Tretyakov accoglie la mostra “Piet Mondrian – The Road to Abstraction”: 37 dipinti di uno degli artisti più influenti del XX secolo, dalla collezione del Museo Municipale dell’Aia

La Galleria di Stato Tretyakov, a Mosca, accoglie la mostra “Piet Mondrian – The Road to Abstraction”. Il progetto è organizzato nel quadro dell’Anno incrociato Russia-Paesi Bassi ed espone 37 dipinti di uno degli artisti più influenti del XX secolo, appartenenti alla collezione del Museo Municipale dell’Aia (Gemeentemuseum Den Haag).

Foto: Ria Novosti
Una giornata alla Galleria Tretyakov

“Vantiamo la più vasta collezione di opere di Mondrian, - spiega Benno Tempel, direttore del museo dell’Aia. - Di recente abbiamo curato un importante progetto con il Centro Georges Pompidou e la Galleria Lenbachhaus di Monaco di Baviera. Tuttavia, la mostra alla Galleria Tretyakov di Mosca va ben oltre; qui, Mondrian è protagonista di un dialogo con gli altri due padri delle avanguardie: Vassily Kandinsky e Kazimir Malevich, le cui opere fanno parte dell’esposizione permanente della galleria. Questi artisti hanno cambiato l’arte moderna e la percezione che si ha di essa”.

L’ultimo Mondrian ha influenzato notevolmente l’arte contemporanea. Ciononostante, sono poche le opere di questo periodo a essere esposte nella mostra di Mosca: si tratta di quattro tele degli anni ’20 e ’30, con le classiche linee perpendicolari e i piani di colore, che completano l’esposizione. Una di esse, “Composizione a losanga con quattro linee gialle”, è accompagnata da una fotografia ingrandita dell’artista, quasi a voler spiegare la sua tela.

In effetti, oltre ai dipinti, Mondrian ci ha lasciato anche un’importante eredità teorica. Le sue ricerche sul neoplasticismo – è così che l’artista chiamò il suo universo pittorico – sono raccolte in un trattato che porta lo stesso nome. “Non focalizzarsi troppo sulla forma e il colore, questo è il neoplasticismo, - scriveva Mondrian. - L’interesse va focalizzato esclusivamente sui rapporti, la loro creazione, e la ricerca dell’armonia nella vita e nell’arte”.

Nonostante l’interesse suscitato dalle sue opere tardive, più conosciute, la particolarità della mostra è un’altra. Gli organizzatori hanno voluto mostrare le diverse fasi della formazione e dell’evoluzione artistica del pittore, approccio che sembra deliziare il pubblico.

Anna, una visitatrice della mostra, racconta le sue impressioni: “Ciò che mi è piaciuto di più è il fatto che venga presentato tutto il cammino artistico di Mondrian. Si capisce quanto egli amasse sperimentare. Alla ricerca di uno stile che lo definisse, testò varie correnti artistiche, prima di ritrovare se stesso e diventare l’artista che conosciamo oggi”.

La mostra inizia con una serie di paesaggi degli anni 1890-1900, che ci permettono di capire quanto Mondrian, agli inizi, fosse profondamente influenzato dall’arte olandese classica e dalla tradizione realista. Persino in queste prime opere, però, si può già scorgere un tratto distintivo dell’artista: il rapporto indispensabile tra le linee orizzontali (rappresentate dagli specchi d’acqua o dal limitare dei boschi) e quelle verticali (alberi, mulini), nello spazio pittorico. Mondrian esplorerà questo motivo durante tutta la sua vita.

Più tardi, Mondrian sperimenterà le principali correnti artistiche del XX secolo. Nella mostra si possono ammirare i suoi richiami all’impressionismo, come ad esempio nell’opera “Faro a Westkapelle in rosa”, al puntinismo (“Piccola casa al sole”, “Chiesa a Domburg”), e all’espressionismo (“Devozione”, “Ritratto di ragazza”, “Mulino Rosso”). Ma la corrente che gli permise di approdare nell’astrattismo, fu il cubismo.

Venne a contatto con le tele di Picasso e di Braque in occasione di una mostra nella città di Amsterdam nel 1911. Ne rimase impressionato e un anno dopo partorì la serie parigina di opere cubiste, esposte nella mostra della Galleria Tretyakov. “Alcune di queste opere mi ricordano i disegni che decorano i tessuti e gli utensili del negozio Ikea, - racconta Mikhail, un visitatore. - Ora capisco dove affondano le radici del design contemporaneo. È incredibile vedere come le idee di un genio siano riuscite a penetrare nella vita quotidiana di una persona comune”.

La mostra è impreziosita, infine, da altre due opere inaspettate. Si tratta della “Pietà”, che evidenzia tutta la bravura di Mondrian in qualità di pittore classico, e del suo autoritratto del 1918, anno in cui l’artista passò all’astrattismo. Da questa tela, pressoché monocromatica, ci guarda, con sguardo severo, uno dei geni del XX secolo. Un uomo, la cui opera ha influenzato non solo artisti, ma anche progettisti, architetti e poligrafi. Un maestro, che, ironia della sorte, non è presente in nessuna collezione russa.

La mostra continuerà fino alla fine di novembre 2013

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