La festa dell'antica scrittura russa

La Chiesa, non meno dei commerci, ebbe un ruolo essenziale nella diffusione della scrittura nella Russia medievale (Fonte: Centro culturale russo)

La Chiesa, non meno dei commerci, ebbe un ruolo essenziale nella diffusione della scrittura nella Russia medievale (Fonte: Centro culturale russo)

Si chiama il Giorno della corteccia di betulla e si celebra a Veliky Novgorod, dove nel 1951 gli archeologi, per la prima volta, trovarono una missiva medievale

A Veliky Novgorod è stata celebrata la "Giornata della corteccia di betulla". Celebra il fatto che, qui, oltre sessant'anni fa, nel 1951, gli archeologi, per la prima volta, trovarono una missiva medievale russa scritta sulla corteccia di betulla.

Ecco ciò che ha raccontato a La Voce della Russia Alexei Ghippius, uno dei responsabili di questo lavoro: "Inizialmente eravamo soltanto noi, membri della spedizione archeologica a Veliky Novgorod, a celebrare la festa. Ora però è diventata la festa dell'intera città di Veliky Novgorod. In questa giornata gli archeologi incontrano immancabilmente la cittadinanza di Veliky Novgorod. Prima, al monumento a una semplice donna-lavoratrice Nina Akulova. Aveva deciso quell'estate di guadagnare extra e si era fatta assumere dagli archeologi. Ed è stata proprio lei a trovare il 26 luglio del 1951 un pezzo di corteccia di betulla con un testo impresso su di esso".

"È stato il punto di svolta - continua - nello studio della cultura e della vita quotidiana nell'antica Repubblica di Novgorod. Da allora sono state trovate più di mille missive. I reperti archeologici ci hanno permesso di immaginare Novgorod medievale: una grande città commerciale, dove sulle banchine dalle navi venivano scaricate balle con le merci provenienti da Paesi lontani. Novgorod allora esportava miele, cera, canapa, pellicceria. Si sentivano la lingua russa, tedesca, svedese, il linguaggio dei popoli d'Oriente. Le bellezze di Novgorod spazzolavano i loro capelli con pettini di bosso, sgranocchiavano le noci, si insaponavano nelle terme con spugne mediterranee, per le feste imbandivano la tavola con stoviglie con ornamenti iraniani, si cucivano gli abiti con il tessuto proveniente dalla Fiandre".

Una grave disgrazia dell'antica Russia lignea erano gli incendi. Andavano in cenere non solo abitazioni, ma anche libri e annali dell'antica Russia. Perciò, a differenza dell'Europa, nel nostro Paese gli storici erano sempre a corto di testimonianze materiali e scritte sulla vita nell'antichità e nel Medioevo. Gli annali dell'antica Russia conservati nei templi e monasteri costruiti in pietra testimoniavano di avvenimenti ufficiali, ma era praticamente impossibile immaginare la vita quotidiana della gente.

Un week end a Veliky Novgorod

Come fa notare Alexei Ghippius: "L'effetto prodotto dal ritrovamento delle missive sulla corteccia di betulla è stato sconvolgente. Noi abbiamo estratto una dopo l'altra le missive ben conservate nell'umido terreno argilloso. Si scriveva delle comuni vicende quotidiane, delle preoccupazioni e delle feste. Nella grande moderna città di Velikij Novgorod, proprio sotto i piedi dei passanti, sotto l'asfalto, sotto le gomme delle auto e sotto i prati si è rivelata la storia scritta dagli stessi protagonisti degli avvenimenti nel Medioevo. Ora abbiamo missive politiche scritte sulla corteccia di betulla, ordini commerciali, trascrizioni giuridiche su matrimonio e avvisi di debiti contratti. Recentemente è stato trovato l'antichissimo libro slavo, il cosiddetto salterio di Novgorod del ХI secolo. Tra i reperti, messaggi d'amore e perfino esercizi scolastici e disegni dei bambini. Sono state trovate annotazioni fatte da commercianti nella rappresentanza della Gotska gården a Novgorod".

Ora, come negli anni '50, al momento dell'avvio degli scavi, la cittadinanza di Veliky Novgorod mostra un grande interesse verso di essi. Ogni estate, scolari e studenti offrono il loro aiuto agli archeologi. Loro lavorano con gioia agli scavi. Possono tenersi per ricordo ciò che capita spesso di trovare negli scavi, pezzi di ceramica, pelle. Gli archeologi professionisti volentieri commentano per loro, sul luogo degli scavi, questi reperti. Così i giovani familiarizzano con la storia del proprio popolo.

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