I Mumiy Troll: Viva il rock a Vladivostok

La band dei Mumiy Troll al completo (Foto: AP)

La band dei Mumiy Troll al completo (Foto: AP)

La band invita i colleghi dei cinque continenti, e in primo luogo dei Paesi del Pacific Rim, al festival V-Rox che si svolgerà dal 23 al 25 agosto 2013 nell'Estremo Oriente russo

I Mumiy Troll lanciano l'invito i colleghi dei cinque continenti, e in primo luogo dei Paesi del Pacific Rim (tutti gli Stati le cui coste sono situate lungo l'Oceano Pacifico, ndr), al Festival V-Rox che si svolgerà a Vladivostok, la più grande città della Russia Orientale, dal 23 al 25 agosto 2013.

Ilja Lagutenko, ispiratore e promotore del festival, frontman dei Mumiy Troll, uno dei gruppi più eclettici nel panorama del rock russo, a marzo 2013 ha dato il suo primo e unico concerto a Hong Kong. Il bravo musicista, in grado di cantare non soltanto in russo e in inglese, ma anche in cinese e giapponese, ha raccontato a Rossiyskaya Gazeta come i 14 mesi di tournée per le città e i festival di Asia, Africa ed Europa sulla nave a vela “Sedov” siano diventati l’“apripista del rock a Vladivostok”.

È stato facile ottenere il sì dei Paesi confinanti perché Vladivostok diventasse il centro della cultura rock contemporanea dell’Estremo Oriente russo e dell’Asia sudorientale?

Prima di tutto mi sono orientato sulle sinergie tra artisti e promoter del Pacific Rim. Non è soltanto la posizione di Vladivostok ad aver pesato nella scelta, ma anche il forte sviluppo economico e culturale dei Paesi confinanti – Corea e Cina in primo luogo – dove negli ultimi anni ha preso forma una nuova scena musicale che non deve essere soltanto osservata; c’è già qualcosa da imparare! Se gli ospiti dei Paesi del Pacific Rim con una lunga tradizione rock, quali gli Usa, l’Australia e il Giappone, saranno perfettamente compresi al V-Rox di Vladivostok, la vita musicale del Sudafrica, per dirne uno, è pressoché sconosciuta. Conosco però di persona buona parte dei musicisti che suoneranno, li ho incrociati ad altri festival rock… La cosa principale è che saranno ospiti del V-Rox i rappresentanti delle etichette major e indipendenti di questi Paesi, le agenzie musicali, i brand che tradizionalmente sostengono i festival musicali. E ancora la stampa settoriale internazionale. Verranno anche i membri del consiglio del Grammy! Gli ospiti prenderanno parte a tavole rotonde aperte a tutti. Anche per i musicisti russi questa iniziativa può e deve diventare una tappa preziosa nella loro lunga e ricca vita artistica.

Di solito il momento più difficile nell’organizzazione di un festival di musica rock è la ricerca degli sponsor. E i cachet dei Mumiy Troll difficilmente possono bastare, no?!

Non si può iniziare un nuovo festival, a maggior ragione uno come questo, se fai conto soltanto sugli sponsor che se decidono di dare dei soldi hanno subito grandi pretese… Ci siamo quindi resi conto che in un primo momento (per cinque-sette anni) molto lo dovremo pagare di tasca nostra, impiegando le nostre forze. Per me è come un contributo gratuito allo spirito della città che mi ha permesso un tempo di creare i “Mumiy Troll”. Una parte delle spese organizzative poi, legate ai servizi cittadini e non, sono coperte dall’amministrazione comunale e la maggior parte dei musicisti e dei relatori alle conferenze sono stati molto onesti riguardo ai loro compensi. Peraltro ho dovuto mettere in testa a ognuno di loro il mio infiammato “discorso di Vladivostok” e chiedere un aiuto alla portata di ciascuno. E stiamo parlando di centinaia di persone! Meno male che i Mumiy Troll hanno un’ottima reputazione, a cui ha contribuito anche il nostro viaggio sulla “Sedov”. È diventato il nostro apripista per il rock a Vladivostok.

Pensa di fare buoni guadagni con il V-Rox, in qualità di promotore e produttore del festival?

A differenza dei promotori “vecchio stampo” vedo tutto un altro senso nel festival di musica rock di Vladivostok. La mia idea è che debba essere impostato non soltanto come una miscela di esibizioni aperte e festival cittadino, ma anche come un laboratorio artistico e un centro di formazione. Questo, a sua volta, non soltanto farà crescere le infrastrutture urbane, attirando l’attenzione della comunità ai nuovi centri di formazione, ma darà anche vita a un nuovo vettore culturale. Ancora, creerà possibilità uniche di investimento per le piccole imprese e – non ho paura a dirlo – contribuirà a formare nell’arena internazionale un’immagine positiva della Russia. Capisco che le mie parole possano suonare come il mix di un “parolaio di partito e un furfante”, ma non vedo sostanzialmente altra via per Vladivostok. Mi sono laureato in Geografia economica e politica presso la facoltà di Scienze orientali, ho studiato a livello professionale problemi simili, inseriti in vari processi storici ed economici; credo quindi che nessun “polo di gioco d’azzardo alla Macao” o gasdotto daranno a Vladivostok lo spazio vitale propositivo necessario a una nuova generazione di persone che dovrebbero in teoria venire qui a studiare, lavorare e vivere. La musica e l’arte invece lo possono fare. E non c’è altra città russa in cui si potrebbe realizzare un festival del genere per un’infinità di ragioni: la posizione geografica, le nuove infrastrutture (i ponti e il nuovo aeroporto offrono possibilità che prima si potevano soltanto sognare) fino alla mitologia stessa della città.

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