Italia e Russia unite dai francobolli

Tanti gli appassionati di francobolli, soprattutto di quelli dell'Urss, in Italia (Foto: Alberto Caspani)

Tanti gli appassionati di francobolli, soprattutto di quelli dell'Urss, in Italia (Foto: Alberto Caspani)

Il sodalizio e le iniziative dell'Associazione Grande Nord/Turinpolar, un gruppo di 45 collezionisti che cerca così di saldare il legame tra i due Paesi

Russia, terra di tentazioni filateliche. Il vuoto lasciato dalla scomparsa dell’Urss, anche fra gli appassionati di annulli e francobolli, ha trasformato la sua più vasta Repubblica in un autentico “caso” da collezionismo.

Se in precedenza ci si muoveva infatti per rassicuranti categorie di classificazione nazionali o per tematiche tipiche dell’immaginario socialista, la Russia contemporanea ha finito per esprimere un’identità troppo frammentata e complessa per poter raccogliere schiere di collezionisti all’altezza dell’ex Impero Rosso.

“L’esempio più emblematico viene dalla Terra di Francesco Giuseppe – spiega Franco Giardini, redattore della rivista tematica Turinpolar, nonché ex capo spedizioni dell’Associazione Grande Nord – dal momento che durante tutta la sua storia non è mai stata in grado di emettere francobolli specifici, bensì solo etichette. Una curiosità che inizialmente ci ha spinti a organizzare la prima missione occidentale in loco nel 1994 e, per paradosso, a scoprire poi nell’Artico Russo il referente ideale per rinnovare un interesse specialistico”.

Accanto ai primi francobolli-etichetta del 1993 dedicati all’arcipelago polare scoperto dagli austriaci Payer e Weyprecht, nel 1872, sono così venute ad aggiungersi negli anni preziose collezioni dedicate alle basi di ricerca, alle missioni scientifiche, alle diverse tipologie di slitte, oltre che ai rompighiaccio artici. Proprio al “Lenin”, la prima unità di superficie a propulsione nucleare al mondo, è stata recentemente dedicata una vetrina speciale a Torino, con rari francobolli e “kartochka” sovietici risalenti ai primi anni ’60.

Tutto materiale che, pur nella difficoltà di disporre di pezzi originali e ben conservati, ha permesso di raggruppare un numero crescente di appassionati, dando vita al sodalizio Associazione Grande Nord/Turinpolar: un gruppo di 45 collezionisti che oggi collabora con la storica associazione di divulgazione scientifica nata nel 1981, con una marcata vocazione a documentare le rapide trasformazioni dell’Artico russo.

“Uno dei nostri prossimi obiettivi è ottenere dallo Stato italiano la stampa di un francobollo dedicato alla missione polare di Giacomo Bove – aggiunge Lodovico Sacchi, tesoriere di Turinpolar – cosicché sia possibile avviare iniziative di collaborazione con le Poste russe, lavorando sulla celebrazione di quegli eventi che hanno visto i nostri due Paesi fianco a fianco, come nella famosa spedizione della nave Vega alla scoperta del Passaggio a Nord-Est. Lanciamo perciò un appello affinché le associazioni filateliche russe ci supportino nell’avviare questi programmi di scambi, mettendo sin da ora a disposizione il nostro materiale per mostre tematiche bilaterali”.

La partnership intende muoversi sul modello di quella sperimentata già con buon successo dall’Associazione italiana di Astrofilatelia (As.It.Af), che nel 2012 si è fatta promotrice presso le Poste Italiane del francobollo commemorativo per i 50 anni dal volo nello spazio di Yuri Gagarin.

Emesso il 12 aprile 2012 con annullo speciale e la partecipazione straordinaria dell’azienda leader nei satellitari Thales Alenia Space, oltre che della Regione Piemonte, il francobollo per Gagarin è stato tenuto a battesimo niente meno che da Walter Cunningham, astronauta americano dell’Apollo7 (“Gagarin fu una fonte d’ispirazione per tutti noi”), Valeri Tokarev, cosmonauta dello Sts-96, e Maurizio Cheli, fra i migliori piloti collaudatori italiani.

Per l’occasione, lo stesso Tokarev ha autografato una busta commemorativa ufficiale dell’unico volo del Buran, la navicella sulla quale il cosmonauta russo fu arruolato nel 1987. “Mi preparai per volare sul Buran – ha dichiarato in Italia – ma il programma fu cancellato nel 1996 dopo aver fatto solo un test senza equipaggio. Fui così destinato a volare sullo shuttle americano, verso la Iss. Una straordinaria esperienza di collaborazione”.

La stessa che, per il 2013, ci si augura di celebrare in occasione del Cinquantesimo del volo di Valentina Tereshkova, valorizzando le imprese delle donne nello spazio. L’Italia ha fatto breccia. Tocca ora alla Russia rispondere.   

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta