Il passaggio di un'epoca secondo Makanin

Continuamente proposto e studiato in Russia, arriva finalmente in Italia, grazie a Jaca Book, il capolavoro dello scrittore russo che racconta la transizione dall'Urss al postcomunismo: “Underground. Ovvero un eroe del nostro tempo”
La copertina del libro

Matematico, appassionato di cinema e di scacchi, Vladimir Makanin è uno dei più noti scrittori contemporanei russi. Fino al 1963 ha lavorato nell'esercito russo come matematico, per poi dedicarsi a un corso di scrittura e al suo racconto d'esordio, "Lo scrittore sovietico".

Da allora ha pubblicato decine di romanzi e racconti ed entrò nel 1965 nella direzione dell'Unione degli scrittori dell'Urss e, dal 1987, fa parte del comitato di redazione della rivista Znamja.

Nella maggior parte delle sue opere, Makanin rivela le inquietudini e le frustrazioni delle generazione sovietiche e di quelle cresciute dopo il regime. Dimenticato per un po' di tempo nel nostro Paese, è arrivato solo ora in Italia la traduzione del suo capolavoro pubblicato nel 1998, "Underground. Ovvero un eroe del nostro tempo" (590 pagine, € 25), tradotto da Sergio Sapetti per Jaca Book.

A raccontare le vicende di "Underground" è Petrovich, scrittore a cui non hanno pubblicato neanche un libro, che tra il 1989 e il 1993 è custode, volontario e sempre più odiato, di alloggi disabitati in una casalbergo moscovita (simbolo ancora intatto del vecchio collettivismo ormai pronto ad essere soppiantato da una dilagante e criminale privatizzazione).

Da buon custode e ottimo osservatore, Petrovich non si limita a sorvegliare gli alloggi degli altri abitanti, ma ne raccoglie anche le confidenze e le sofferenze ricevendo in cambio un po' di cibo, un pizzico di umanità e di intimità. E attraverso i racconti degli altri abitanti della casalbergo, Petrovich descrive la confusione generale, lo spaesamento e l'incognita di un futuro che si prospetta grigio, di un'epoca di passaggio incerta.

Come gli altri, forse anche di più, Petrovich sente sulla propria pelle la difficoltà e l'insofferenza che deriva dall'impossibilità di non poter agire, di non poter reagire, e porta il suo io a definire "duelli" quelli che in realtà sono omicidi.

È lui l'Eroe che si sente vicino altri eroi letterari di Lermontov, Pushkin e Dostoevskij, dai quali ha imparato parole come "autonomia", "attenzione", "ascolto" e "amore", da usare per il proprio riscatto interiore e morale contro brutture come potere e  successo.

Insieme a lui, l'altro Eroe, è il fratello di Petrovich, Venedikt, artista rinchiuso in manicomio da anni per volontà del padre e ridotto ad infante dalla potenza dei medicinali.

Attraverso riferimenti alla letteratura russa, rintracciabili già nel titolo (evidente è il rimando a "Memorie dal sottosuolo" di Dostoevskij e a "Un eroe dei nostri tempi" di Lermontov), Makanin traccia in “Underground” l'affresco e la sintesi di un'epoca dando vita a un romanzo fondamentale per quanti vogliano comprendere il passaggio dal regime sovietico al postcomunismo.

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