Le donne di Dubini e Rozhkova in un "Vis-à-vis" a Mosca

"La studentessa Sasha", Ekaterina Rozhkova.

"La studentessa Sasha", Ekaterina Rozhkova.

vmdpni.ru
La ritrattista e scultrice milanese Kriss Guenzati Dubini espone insieme all’artista russa Ekaterina Rozhkova nella “Sala bianca” del Museo statale russo delle Arti popolari, applicate e decorative della capitale russa

Il Museo statale russo delle Arti popolari, applicate e decorative, l’Istituto italiano di cultura di Mosca e East Meets West Gallery presentano il progetto internazionale “Vis-à-vis”, in concomitanza con la giornata internazionale della donna.

La mostra, curata da Tatyana Paleeva, verrà inaugurata il 4 marzo alle 18 nella “Sala bianca” del Museo statale russo delle Arti popolari, applicate e decorative di Mosca (ul. Delegatskaya, 3) e resterà aperta fino al 10 aprile 2017.

Kriss Guenzati Dubini, ritrattista e scultrice milanese, e l’artista moscovita Ekaterina Rozhkova si incontrano negli spazi del Museo statale russo delle Arti popolari, applicate e decorative per dare vita, attraverso il personale percorso iconografico ed estetico del loro fare artistico, all’incontro tra due mondi, due culture.

Nell’iter di studio e di analisi dei volti ritatti dalle due artiste, ognuna di loro pone l’accento non soltanto sullo stato d’animo interiore e sugli aspetti esteriori dei loro soggetti, ma anche su simboli e complementi che caratterizzano la vita sociale e privata della persona ritratta, così come sui tratti che ne denotano la nazionalità. I ritratti di Kriss Guenzati Dubini sottolineano in maggiore misura il ceto alto borghese dei protagonisti delle sue tele, quasi a voler proteggere, non palesandolo troppo, il lato psicologico.

Di segno diverso le sue ceramiche, dove le linee dei busti femminili sono più minimaliste e contemporanee. La scelta dei soggetti è dettata da obiettivi legati alla materia e allo stile: Kriss Dubini si avvale infatti di tecniche e materiali che fanno parte della tradizione italiana come la terracotta, il mosaico, lo smalto. In essi emblemi e simboli sociali sono assenti, inserendosi in linguaggio formale più volto all’oggi.

Ekaterina Rozhkova interpreta lo stesso tema in modo differente. Pregno di valenze simboliche non solo il titolo, “La città delle donne”, dato alla serie di lavori che costituiscono in corpus di questa mostra, ma il fatto stesso che la pittrice affronti il genere del ritratto. Di età diverse, di professioni diverse, appartenenti a ceti sociali diversi, tutte le protagoniste di questa serie di ritratti sono intense esponenti dell’epoca e del luogo in cui sono immerse, la Russia del XXI secolo.

Sia che si tratti di amiche o di conoscenti della Rozhkova, il fil rouge che le unisce è dato dalla loro attenzione per le proprie radici, le tradizioni famigliari, il passato. “Il mio intento - spiega Ekaterina Rozhkova -, è di trovare un legame tra le protagoniste del giorno d’oggi e gli oggetti tradizionali russi presenti negli interni o da loro indossati. Ad ognuna delle protagoniste corrisponde un dettaglio a lei consueto nel quotidiano: uno scialle con i motivi decorativi tipici russi, una cornice in legno lavorata a ricamo, una arcolaio, un ampio abito tradizionale di un acceso colore rosso  oppure una scatola in legno istoriata. Questo mondo fatto di oggetti, sia disegnato che reale, ci offre una chiave di lettura per comprendere il mistero della donna russa, la sua proverbiale pazienza, l’amore per il lavoro, la sua integrità morale”.

Nell’ambito della mostra saranno esposti straordinari esemplari provenienti dalla collezione del Museo Statale Russo delle Arti Popolari, Applicate e Decorative: due scialli tipici russi, uno dei quali delle manifatture di A. Baranov della fine del XIX secolo, alcuni copricapi femminili festivi dell’ottocento provenienti dalla regione di Vologda e Tver’, dei teli ricamati del XX secolo provenienti dalle regioni settentrionali russe di Archangelsk e Vologda. Così come elementi lignei dell’arte applicata russa: dalle tradizionali cornici in legno alle finestre delle isbe russe,  agli oggetti lavorati a mano e simboleggianti il mondo zoomorfo tipico della mitologia e della tradizione arcaica russa.

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