Capodanno tutto l'anno

Addobbi nel mercatino natalizio Strasburgo, in piazza del Maneggio a Mosca (Foto: RIA Novosti / Ramil Sitdikov)

Addobbi nel mercatino natalizio Strasburgo, in piazza del Maneggio a Mosca (Foto: RIA Novosti / Ramil Sitdikov)

La Festa dell'ultimo dell'anno in Russia può durare 365 giorni in base alle tradizioni locali. L’essenziale è arrivare in tempo alle celebrazioni

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di far durare le feste per 365 giorni dell’anno? Nella realtà non è facile, eppure se festeggiate il Capodanno in Russia realizzare questo sogno non è poi così  impossibile.

Guardate la mappa
del Capodanno in Russia

I russi festeggiano il Capodanno 9 volte, in base al numero dei loro fusi orari. I più “fortunati” il 31 dicembre possono sentire i rintocchi delle campane e brindare con lo spumante più di una volta. Ecco come: prendendo l’aereo alle 8 del mattino a Vladivostok e, di lì, dopo uno scalo a Omsk, atterrando a Mosca, in modo da riuscire a festeggiare il Capodanno tre volte nell’arco dello stesso giorno.
 
Chukotka, 21 dicembre
E non è finita qui. Per celebrare il Capodanno prima di tutti gli altri basta partire per la Chukotka dove il nuovo anno si festeggia con una settimana di anticipo rispetto al resto del mondo, tra il 21 e il 22 dicembre, nella notte più lunga dell’anno. In questa notte sorge la stella Altair della costellazione dell’Aquila, chiamata dai chukchi Pygetti. Il mattino del 22 dicembre è ritenuto dai chukchi il primo giorno del nuovo anno e proprio a partire da questo giorno il numero di ore di luce comincia ad aumentare. Oltre a una moltitudine di tamburelli e amuleti, ogni famiglia conserva nella propria casa una tavoletta per accendere il fuoco, mediante la quale nella notte di Capodanno accende il rituale falò. Gli allevatori di cervi nell’ultima notte dell’anno riempiono di lardo e grasso di cervo delle piccole tazze di cuoio per “ingraziarsi” gli spiriti maligni.

Repubblica dei Mari, 22 dicembre
Per continuare i festeggiamenti vale la pena percorrere altri 9.000 chilometri a Ovest per raggiungere la Repubblica dei Mari dove il Capodanno si festeggia dal 22 dicembre, col novilunio, all’indomani del solstizio d’inverno. I principali giorni di festeggiamenti che di norma cadono tra il  6 e il 7 gennaio, coincidono con il Natale ortodosso. In questi giorni la gente della Repubblica dei Mari si scambia noci, danza in circolo e predice il futuro, tirando le zampe alle pecore. La parola Shorykiol, come viene chiamato da queste parti il Capodanno, significa infatti “zampa di pecora”. A detta degli abitanti della Repubblica dei Mari tirare le zampe a una pecora assicura alle famiglie fertilità e ricchezza per l’anno nuovo. 

Carelia, 25 dicembre
Da Yoshkar-Ola conviene dirigersi a Nord, a Petrozavodsk. In Carelia il nuovo anno ha inizio il 25 dicembre e in campagna si celebra con grandi feste allegre e rumorose: la gente in costume fa il giro delle case dei villaggi, intonando canti tradizionali e predicendo il futuro. Per predire il futuro s’intagliano grandi frittelle, cotte alla vigilia della festa, dove vengono praticati fori per gli occhi e il naso. Le frittelle vengono appoggiate sul viso a mo’ di maschere. Le ragazze che hanno fretta di prendere marito devono superare una serie di prove: scavalcare un covone di grano lasciato all’aperto per più di un anno, saltare attraverso un falò, entrare con gli occhi bendati dentro un giogo appeso alla trave del fienile.
 
Territorio dell’Altaj, fine gennaio
Dopo aver celebrato le tradizionali festività invernali che si svolgono nelle città russe dal 31 dicembre al 7 gennaio, potrete inseguire il Capodanno nel Territorio dell’Altaj. Nell’Altaj il nuovo anno arriva, secondo il calendario lunare, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio. La mattina di Chaga Bajram - così la gente dell’Altaj chiama il Capodanno - gli anziani di tutti i villaggi e di tutte le città cospargono la terra di latte e appendono sui rami degli alberi nastri blu e bianchi, mentre i capifamiglia accendono enormi falò nei cortili. Gli abitanti dell’Altaj in questo giorno si chiedono reciprocamente perdono e imbandiscono la tavola soprattutto con latticini, formaggi, talkan (una farina di cereali cotta nel latte) e  speciali frittelle chiamate boorsok.

Buriazia, fine di febbraio
La festa principale per i buriati è il Sagaalgan, il Capodanno secondo il calendario lunare. Non cade in una data precisa e ogni anno si festeggia in giorni diversi, ma tassativamente alla fine dell’inverno, con il novilunio di febbraio. I festeggiamenti per il Sagaalgan non cominciano a mezzanotte, ma il mattino presto del primo giorno del nuovo anno. Per la festa la tradizione prescrive che vengano predisposti sulla tavola cibi bianchi, derivati del latte. Il bianco simboleggia infatti la prosperità. Sulla tavola di Capodanno non possono mancare il montone arrostito e i manty, spessi fagottini di pasta farciti, che ricordano i ravioli. A tavola è di rigore bere il tipico té con latte, sale e lardo. Durante la festa vengono simbolicamente bruciate nei falò tutte le cose vecchie. Si ritiene che insieme alle cose vecchie brucino anche i peccati del passato. E dal momento che in Buriazia non usa festeggiare il compleanno, durante la festa di Capodanno, ognuno diventa più vecchio di un anno.

Ciuvascia e Bashkiria, 21 marzo
Dopo la festa collettiva di compleanno dei buriati vale la pena festeggiare il Capodanno primaverile. Il 21 marzo, quando il giorno e la notte hanno lo stesso numero di ore, in Ciuvascia e Bashkiria, due regioni a Ovest della Buriazia, si celebra il nuovo anno. I bashkiri e i ciuvasci hanno ereditato questa tradizione del Capodanno primaverile dai loro antenati di origine iranica, che nel VII secolo a.C. risiedevano nella valle del fiume Ural. Le famiglie bashkire e ciuvascie cucinano in questo giorno zuppe di cereali che simboleggiano la fertilità dei raccolti. Alla vigilia del Capodanno è vietato buttare l’acqua sporca e lavare i panni. In questo giorno vengono organizzate corse di cavalli, gare di corsa e di lotta e danze.

Yakutia e circondario autonomo Yamalo-Nenets, 21-22 giugno
Per celebrare il Capodanno in estate i viaggiatori partono alla volta della Yakutia dove il Capodanno, Ysyakh, cade nei giorni del solstizio d’estate, tra il 21 e 22 giugno. In realtà gli abitanti della Yakutia celebrano il nuovo anno due volte: in inverno, come tutti russi, e in estate, come impone la tradizione antica. La Yakutia è un’estesa regione che occupa quasi metà del territorio della Siberia ed è situata a poca distanza dal Circolo polare artico. D’inverno la temperatura qui scende a 60 gradi sotto zero, mentre l’estate, che è molto breve, arriva solo alla fine di giugno.  Nel 1941 la festa di Ysyakh coincise con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale e in seguito a ciò la festa cominciò a venir celebrata tra il 10 e 25 giugno, a seconda dei distretti, del calendario dei giorni festivi e delle esigenze locali, ecc. La gente della Yakutia, serbando le antiche tradizioni dei popoli dediti all’allevamento del bestiame, divide l’anno in due metà e l’Ysyakh segna un simbolico confine tra il vecchio e il nuovo, il passato e il futuro.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta