Le radici sovietiche dell'elettronica

Alla scoperta del passato di un genere musicale nato dalla Rivoluzione e affermatosi in Urss grazie ad alcuni artisti che diedero vita ai primi sintetizzatori dell'epoca

L’elettronica, come genere musicale, è apparsa in Occidente negli anni Cinquanta con una serie di composizioni sperimentali, e più tardi grazie ai film di fantascienza. Oggigiorno la tecnologia si è evoluta fino al punto di poter realizzare brani molto più complessi solamente attraverso l’uso di un computer portatile. Tornando indietro fino alle origini di questo genere, si possono però scoprire le avventure che hanno caratterizzato i pionieri sovietici, padri di questo tipo di musica.

Dopo il trionfo della Rivoluzione le autorità bolsceviche favorirono la sperimentazione artistica, per dare un segno di rottura con l’estetica borghese e aristocratica. La demolizione del regime zarista e la tabula rasa della vita quotidiana dovevano rispecchiarsi anche nel campo culturale. “La nuova musica doveva abbracciare i suoni della meccanica, i ritmi della macchina, il tran tran della città e della fabbrica. Il rumore del motore e tutte le sue sonorità”, scrisse nei suoi appunti l’autore austriaco Rene Fulop-Miller nel 1926.

Allora Lenin ricevette l’inventore Lev Termen e il commissario del popolo per l’istruzione Anatoly Lunacharski, insieme al compositore Sergei Prokofiev, al quale disse: “Tu sei rivoluzionario nella musica come noi lo siamo nella vita. Per questo dobbiamo lavorare insieme”.

E così fu. Con l’arrivo di Stalin al potere però tutto ciò che era alternativo e sperimentale iniziò a essere considerato sovversivo. Eppure molti inventori avevano già brevettato alcuni strumenti basati su tecnologie elettro-ottiche ed elettro-meccaniche. Ad esempio, Pakhuchi inventò un pedale che regolava l’intensità del suono. Tambovtsev un proto-campionatore. Mashkovich creò alcuni oggetti musicali e Molodsov presentò una macchina, che anticipava il cinema sonoro.

Senza dubbio, ciò che ebbe maggior influenza all’epoca fu la “Sinfonia delle sirene” di Arseni Avraamov, presentata nel 1922 a Baku in occasione del quinto anniversario della Rivoluzione: un mix tra le sirene antinebbia della flotta sovietica del Caspio, il rombo delle batterie antiaeree, gli spari di una divisione di artiglieria, il motore degli idrovolanti e le sirene delle fabbriche cittadine. Il tutto mescolato fino a dare vita a una musica. In mezzo venne aggiunta anche una macchina che riproduceva 50 diversi tipi di suoni di vapore, eseguiti secondo le esigenze dell’autore.

La presentazione della composizione fu un successo. Tant’è che Avraamov venne chiamato a Mosca per riprodurla in occasione del sesto anniversario della Rivoluzione.

Chi ebbe più influenza nella generazione successiva fu Lev Termen, inventore di “Theremin” (versione francesizzata del suo cognome): un oggetto che, grazie a due antenne, dava vita a dei suoni realizzati grazie al semplice movimento delle mani. “Era uno strumento piuttosto grande, però la sua invenzione può essere considerata come la prima apparizione della musica elettronica”, spiega il compositore Albert Glinsky, aggiungendo che, quando Termen arrivò a New York, venne accolto come se avesse inventato lui la radio.

Lev Termen si recò negli Stati Uniti nel 1928, dopo aver brevettato la sua invenzione. Lì restò dieci anni, collaudando anche la prima “macchina dei ritmi”, chiamata “Thythmicon”, così come il “Terpsitone”, una piattaforma che creava musica sulla base dei movimenti del corpo di un ballerino.

Nel 1938 Termen tornò in Unione Sovietica a bordo di una nave carica di oggetti elettronici. Secondo la versione ufficiale, tornò in patria di sua spontanea volontà per migliorare la composizione musicale, anche se alcuni suoi compagni di New York denunciarono un sequestro da parte del Kgb. L’unica cosa certa è che al suo arrivo in Russia tutto il carico venne sequestrato, e pochi mesi più tardi Termen venne spedito in un gulag a Kolima. Venne liberato solo nel 1947, a condizione di mettere a frutto le sue tecnologie per il Kgb.

Nel frattempo Evgeny Murzin inizò a lavorare al primo sintetizzatore, l’”Ans Synthesizer”. Durante la perestroika invece apparirono le prime discografie di musica elettronica, un fun club e un programma televisivo dedicato a questo nuovo genere. Anche famosi registi come Andrei Tarkovskij e Nikita Mikhalkov utilizzarono l’elettronica nei propri film. In quell’epoca questo tipo di musica era già particolarmente ricca e varia. E venne promossa da gruppi come Jungle, Zvuki Mu, Zodiac, Gorizont, e molti altri ancora.

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