Anna Netrebko, la diva in jeans

Il soprano russo, dal 19 al 26 ottobre 2012 nelle vesti di Mimì nella "Bohème" in cartellone alla Scala di Milano, racconta la sua italianità
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Ha studiato con Renata Scotto, è diventata una star e si emoziona ogni volta che canta in Italia. A suo agio sul palcoscenico, tanto quanto sulla copertina di un giornale glamour. Anna Netrebko è una stella internazionale della lirica, conosciuta ben oltre i confini del suo mondo.

Si tratta di un’artista eclettica e sotto molti aspetti singolare: basti pensare che agli esordi puliva i pavimenti del Teatro Mariinsky (allora Kirov) di San Pietroburgo per pagarsi gli studi al Conservatorio cittadino. Dal 19 al 26 ottobre 2012 tornerà alla Scala di Milano, dopo il debutto del 2011 (nel ruolo di Donna Anna nel Don Giovanni di Mozart), per interpretare Mimì nella Bohème.

"Per me è un grande onore cantare in un teatro così ricca di storia e prestigio come La Scala; sto cercando di migliorare la conoscenza della vostra lingua per rendere al meglio", fa sapere l’artista. Al momento la Netrebko sta registrando un album di arie di Giuseppe Verdi con Gianandrea Noseda, direttore musicale del Teatro Regio di Torino. "Un lavoro magnifico, spero proprio che abbia successo -, racconta con grande entusiasmo. - Per me era naturale affidarmi a un italiano: stiamo parlando di una figura come Verdi. È un Verdi arduo, quello del Don Carlo, del Macbeth, e stranamente mi riesce molto bene. Non è neppure difficile per me… E poi il Trovatore, e una grande scena dall’Otello con il fantastico tenore Johan Botha, che dobbiamo ancora registrare".

Le opere che elenca per lo più non appartengono al suo repertorio usuale, che si basa su ruoli più “leggeri”, come quelli di Mozart, Puccini e Donizetti. Nel 2011 ha inaugurato la nuova stagione al Metropolitan Theatre di New York con l’Anna Bolena di Donizetti, riscuotendo un grandissimo successo di critica e di pubblico, due
aspetti che non sempre vanno a braccetto. Nel 2012 ha incantato gli spettatori con la parte affascinante e irresistibile di Adina nell’Elisir d’amore.

Svetlana Zakharova,

sulle punte di Giselle

Anna Netrebko oggi ha 41 anni e la sua voce versatile e limpida è leggermente cambiata rispetto alle esibizioni degli esordi, tanto da consentirle di avventurarsi in un repertorio più “mosso”, che esige un timbro più profondo e per certi versi anche più drammatico. Nella prossima stagione si esibirà nel ruolo di Tatiana nell’Evgeny Onegin di Tchaikovsky, nella Manon Lescaut di Puccini e ha già in programma di cantare Wagner, interpretando la parte di Elsa del Lohengrin. "Sarà la prima volta che mi cimenterò con Wagner, e probabilmente anche l’unica", taglia netto.

L’affascinante e fotogenica cantante è apparsa in ritratti di tendenza su riviste a grandissima diffusione come Vogue Italia e Panorama. "So di avere un’immagine un po’ particolare - dice. - Infatti non sono la classica interprete lirica che viene ripresa in foto con l’abito lungo". Dalle pagine delle copertine patinate appare alla stregua di indossatrici di moda e attrici, in pose che mettono in risalto tutto il suo fascino e la sua eleganza. "Ma non abbiamo creato una diva in jeans perché si vende bene… è successo tutto molto naturalmente. Ero molto giovane quando ho iniziato e mi piacciono molto le foto di moda", è il suo pensiero, che esprime con larghi sorrisi.

"Insomma, è successo e basta. Tutto questo glamour, la pubblicità per Chopard e così via". Quando afferma “è successo e basta” sembra quasi che sia stato tutto facile, ma interpretare se stessa in un film di Hollywood ed essere pagata per indossare gioielli e orologi non è certo la norma tra le cantanti liriche. Per molti anni ha lavorato a perfezionare la sua voce, con la consapevolezza che si tratta di un processo che non ha mai fine per i puntigliosi come lei, perché c’è sempre qualcosa che si può fare per migliorarsi. "So che cosa va bene per la mia voce, e mi rendo conto di quello che devo migliorare".

Soddisfatta, aggiunge che i giornalisti sono molto clementi con lei e di rado le capita di leggere una recensione negativa. Poi però precisa: "A teatro mi portano un sacco di recensioni. In altri casi, invece, le nascondono e quando chiedo se tutto è ok, il direttore mi risponde di sì, mi dice che è andata bene, ma se non mi mostra le recensioni capisco al volo che c’è qualcosa che non va. Per fortuna non capita spesso", sottolinea, accompagnando la riflessione con un sospiro emblematico.

Quando parte in tournée spesso deve lasciare a casa, a New York, suo figlio Tiago, impegnato con la scuola. "Per me si tratta di una vera tortura. Devo sempre scegliere tra il mio lavoro e mio figlio. Non è affatto divertente". Dice di capire perché alcune cantanti abbiano scelto di non diventare madri, ma afferma di fare tutto ciò che le è possibile per trovare un giusto equilibrio tra la sua professione e la sua vita privata. "Non posso sicuramente dire addio alla mia carriera. Forse posso tagliare qualche impegno, perché faccio fin troppo. Ma non mi sento assolutamente di abbandonare tutto proprio adesso -, si lascia andare, quasi a cercare l’approvazione dell’interlocutore. - La vita mi ha dato tanto e non posso certo dire di aver finito. E non voglio occuparmi soltanto della mia famiglia: penso che se lo facessi, sarei punita".

L'intervista è stata pubblicata sul numero cartaceo di "Russia Oggi" del 18 ottobre 2012

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