Nella culla della Russia

I festeggiamenti per i 1.150 anni della Russia a Velikij Novgorod (Foto: Ria Novosti)

I festeggiamenti per i 1.150 anni della Russia a Velikij Novgorod (Foto: Ria Novosti)

I festeggiamenti per i 1.150 anni del Paese sono partiti da Velikij Novgorod, con gli abitanti, discendenti del principe Rjurik, che hanno sfilato per tre giorni in costumi medievali

I festeggiamenti per i 1.150 anni della Russia a Velikij Novgorod (Foto: Dmitri Kosheev)

Tre giorni nel Medioevo a Velikij Novgorod. Gli abitanti della città, dal 21 al 23 settembre 2012, hanno indossato camicie fatte in casa, hanno navigato su antiche imbarcazioni e hanno ascoltato concerti di campane, cercando di ricreare l'atmosfera di mille anni fa, agli albori dello stato russo.      

Ai festeggiamenti per i 1.150 anni dalla nascita del primo Stato russo, gli abitanti di Novgorod avevano cominciato a prepararsi molto prima che il Presidente della Russia firmasse l'apposita delibera. E lo hanno fatto innanzitutto diffondendo lo slogan “Velikij Novgorod è la patria della Russia”. Quando è arrivato il momento di scegliere la sede per festeggiare l'anniversario, nessuno più dubitava che il ruolo principe dovesse spettare a Novgorod, un capoluogo di regione situato a 524 chilometri a Nord-Ovest di Mosca.

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Gli abitanti di Novgorod hanno sempre considerato la loro città come la prima e la più bella di tutta la Russia. È chiaro che quando il governo ha deciso di festeggiare questo anniversario dello Stato russo, anche se la cifra non è tonda, non c'erano alternative a Novgorod.

Furono proprio i boiari di Novgorod, nell'anno 862 d.C., a chiamare il condottiero variago Rjurik perché regnasse su di loro; alcuni storici lo identificano con il fortunato vichingo Rerik dello Jutland.  La “Cronaca degli anni passati”, la prima cronaca russa risalente al XII secolo, racconta così l'episodio: “E si recarono oltre mare, dai variaghi e dai russi. <...>  Dissero i russi, i ciudi, gli slavi, i krivici e tutte le tribù: "La nostra terra è grande e fertile, ma non vi è ordine in essa. Venite a regnare su di noi e siate i nostri signori". E furono scelti tre fratelli con le loro tribù, e conquistarono tutta la Rus'; e quando giunsero, il più anziano di loro, Rjurik, si insediò a Novgorod; il secondo, Sineus, a Beloozero; e il terzo, Truvor, a Izborsk. E dai quei variaghi prese il nome la terra di Russia”.  

Molti studiosi, sia nella Russia zarista che durante l'epoca sovietica, ritenevano che questo episodio fosse inventato, e che Rjurik fosse un principe di origine slava e non vichinga, perché lo Stato russo non poteva essere stato fondato da uno straniero.    

La residenza di Rjurik, una collina sull'alta riva del fiume Volchov, è stata al centro dei festeggiamenti. Prima o poi, dicono le autorità locali, questo luogo diventerà una delle principali attrattive della regione di Novgorod. Per ora, la cittadella di Rjurik non è molto presentabile: c'è solo un molo di legno e le rovine della chiesa dell'Annunciazione.

Arrivarci dalla terraferma non è facile: la strada è praticamente inesistente. Eppure, questa circostanza le dona un certo fascino: in occasione degli anniversari gli ospiti arrivano fin qui via fiume, quasi come gli antichi vichinghi. E a dar loro il benvenuto dai meandri della cittadella sulla collina ci sono le ricostruzioni storiche: minacciosi guerrieri con spade e armature, fanciulle dalle lunghe chiome che indossano vesti di lino e insoliti copricapo.

Così, in un'atmosfera da IX secolo, al posto della residenza di Rjurik viene inaugurato il monumento “La roccia del principe”, un blocco di pietra alto 2,6 metri e pesante circa 40 tonnellate.    

Gli ospiti russi e stranieri che visitano per la prima volta la cittadella di Rjurik non sono affatto turbati dall'aspetto poco attraente della residenza principesca. Salendo sulle passatoie, rimangono folgorati dalla vista che si apre sulla città di Velikij Novgorod e sul monastero Juriev, e poi sfiorano con rispetto e venerazione le antiche pietre. Si dice che in questo luogo vi sia un'energia straordinaria.

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“Non c'è da sorprendersi -, sorride l'archeologa Ekaterina Zhukova, - dato che qui è concentrata tutta la storia dello Stato russo, proprio come in un manuale di storia. Qui Aleksandr Nevskij scorrazzava da bambino, qui vissero Oleg il Saggio, Jaroslav il Saggio e Vladimir il Santo. Qui si trovava l'accampamento di Ivan il Grande nel XV secolo, quando Novgorod fu costretta a entrare nell'orbita dello stato moscovita. E anche la pagina più sanguinosa della nostra storia, la spedizione di Ivan il Terribile contro Novgorod, con le spaventose torture e le esecuzioni capitali che la accompagnarono: tutto ciò accadde qui, nella cittadella di Rjurik...”.

Intanto, nel centro di Velikij Novgorod la festa popolare è nel suo pieno svolgimento. Anche qui non manca il colorito medievale. Sul fiume Volchov, presso le mura del cremlino si sono raccolte delle imbarcazioni che poco si differenziano da quelle su cui gli antenati degli abitanti di Novgorod compivano i loro viaggi dal Mar Baltico fino a Bisanzio. La più antica partecipante a questa parata di antiche navi ricostruite è l'imbarcazione variaga Forkome. È giunta fino a Novgorod dalla cittadina svedese di Norrtalje, superando 1200 chilometri dell'antica via mercantile che porta “dai variaghi ai greci”.

Il ponte sul fiume Volchov, che unisce il cremlino alla Torgovaja Storona, il quartiere dei mercanti, è affollato di gente agghindata in sontuosi abiti di stile medievale, dell'epoca in cui Velikij Novgorod era un centro fiorente. Per gli abitanti locali questa è ormai una tradizione: nei giorni delle ricorrenze storiche scendono in strada indossando i costumi popolari.    

“Niente lapti (calzature contadine di corteccia di betulla, ndr) o tessuti grezzi. Quando in Europa ancora nessuno se lo sognava, a Velikij Novgorod già si cucivano scarpe di cuoio, destra e sinistra, e si sfoggiavano abiti costosi”, raccontano Anna e Sergej Prokopovich, una giovane coppia di Novgorod uscita per la festa con la figlioletta Ksenja, di due anni. Tutti e tre sono perfettamente vestiti alla maniera medievale, sembrano appena usciti da una scena di un film storico.

“E poi, Velikij Novgorod era una città di mercanti. Per questo la maggior parte dei cittadini oggi è alla fiera-mercato. Tra l'altro, gli antichi abitanti di Novgorod avevano addomesticato le api molto prima che in Europa - aggiunge una signora rubiconda con un kokoshnik (copricapo tradizionale russo, ndr.) rosso in testa. La signora ha portato il miele delle sue arnie, situate nella regione di Novgorod, alla fiera organizzata sotto le arcate dello Jaroslavovo Dvorische, nel centro storico della città”. 

Accanto alla bancarelle del miele si vendono anche mele, patate, frutti di bosco, latte fresco e persino animali: conigli, polli, quaglie. Sempre qui, mettono in mostra la loro abilità fabbri, tessitrici, ricamatrici di pizzi, artigiani che realizzano manufatti in corteccia di betulla. Tutte queste meraviglie culminano nella “Corona di Monomaco”, l'antica corona foderata di pelliccia dei principi russi, che qui è una composizione alta quattro metri fatta di verdure, frutta e foglie autunnali dai vivaci colori.

E proprio come nei tempi antichi, su Velikij Novgorod si riversa il suono delle campane. Per le giornate dell'anniversario qui si sono radunati i migliori campanari di tutta la Russia. I più abili di loro allietano gli ascoltatori con una pioggia di note dal campanile della chiesa di Santa Sofia nel cremlino, facendo risorgere l'antica gloria di Velikij Novgorod come centro dell'arte campanaria.

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