Plushenko, gladiatore on ice in Arena

Il pattinatore russo Evgenij Plushenko (Foto: Itar-Tass)

Il pattinatore russo Evgenij Plushenko (Foto: Itar-Tass)

Il pattinatore olimpico, a Verona per uno spettacolo insieme a Carolina Kostner, racconta il suo amore per il Belpaese e confessa: "Voglio imparare l'italiano"

In uno degli anfiteatri più famosi del mondo, l’Arena di Verona, è andato in scena lo spettacolo “Opera on Ice”: uno show unico, capace di fondere insieme opera e pattinaggio. Per l’occasione si è esibito il campione olimpico russo Evgenij Plushenko.

Che emozioni si provano ad esibirsi in una cornice unica come l’Arena di Verona?

Sicuramente delle emozioni positive e straordinarie. Cariche di adrenalina. Tra l’altro mi è capitato di scherzare con gli altri ragazzi, ricordando che fino a qualche secolo fa l’Arena ospitava diversi duelli, durante i quali la gente moriva. E noi ora ci ritroviamo qui a pattinare. Dopotutto, il tempo scorre, e la vita continua. Tra l’altro il pattinaggio artistico non è solo sport, ma è arte vera. Balletto e acrobazia, cui si aggiunge il teatro.

Allo spettacolo di Verona partecipa anche Carolina Kostner. Che rapporti ci sono con lei?

Tra me e Carolina c’è un bellissimo rapporto. Ci conosciamo da molto tempo. Nel pattinaggio aveva cominciato un po’ come una Cenerentola, e poi ha iniziato a crescere, a crescere, a crescere. Fino a trasformarsi in una principessa. Mi sento di doverla ringraziare per quanto ha fatto per il pattinaggio in Europa e nel resto del mondo. È una persona squisita. Credo che senza di lei sarebbe stato molto difficile realizzare, allo stesso livello, uno show come questo.

 

Perché ha deciso di partecipare a questo progetto?

Ho lavorato con molti interpreti. A Torino mi sono esibito insieme ad Andrea Bocelli.  In Svizzera, insieme a Gloria Gaynor. E la lista potrebbe essere ancora lunga. Qui a Verona avrei dovuto esibirmi nel 2011, ma a causa di un infortunio non ho potuto. Sono del tutto favorevole a questo tipo di spettacoli: si tratta di qualcosa di completamente nuovo per il mondo del pattinaggio artistico. È uno show interessante. E ciò che mi piace di più, è che si svolge in Italia, dove trascorro molto tempo, sia per lavoro, sia per riposare insieme alla mia famiglia.

Evgenij Plushenko incanta l'Arena di Verona con lo spettacolo "Opera on Ice"

 

Più di qualche volta si è esibito sulle note di compositori italiani, come Nino Rota, Giacomo Puccini, Lucio Dalla. Perché questa volta la scelta è stata orientata su altri brani, come ad esempio la “Habanera” della Carmen e il Rigoletto? 

Sulle note della Habanera avevo già pattinato nel 2002. Amo molto i repertori espressivi, artistici e potenti, sensuali e severi. Il Rigoletto non è altro che un gioco di amore, un gioco con le ragazze. Mentre Romeo e Giulietta è più leggero, un’opera più amorosa. 

Quali sono state le sue impressioni nei confronti dell’Italia? Si sente come a casa?

La prima volta che ho messo piede in Italia avevo 11 anni. Ero capitato nella piccola città di Aosta. E mi sono innamorato di questo Paese fin da subito: cibo squisito, persone meravigliose. Inoltre ho partecipato a diversi campionati europei in Italia, da Milano a Torino. In estate trascorro almeno un mese a Pinzolo, nella provincia di Trento, tra le montagne. E proprio là mi è capitato di conoscere il grande Alessandro Del Piero. Abbiamo fatto amicizia. Mi piace molto anche la Sardegna, Porto Cervo, dove mi capita di andare negli yacht di alcuni amici. In Italia mi trovo molto bene. Sto anche cercando di imparare la lingua. Per adesso so dire solo poche frasi, come ad esempio “Ciao tutti”, “Fammi la ricevuta”. Stavo anche pensando di trasferirmi a vivere qui per un po’. Sono innamorato di Padova, è una città semplicemente sbalorditiva, ed è vicina a Venezia, Verona, all’Austria, alla Croazia. E poi ha il mare e le montagne a pochi chilometri. Adoro questo Paese. Quest’anno ho organizzato cinque spettacoli e un piccolo tour lungo alcune città italiane.

Che cosa la lega più di tutto all’Italia?

Vede, si può vivere in un Paese meraviglioso, ma incontrare persone non sempre amabili. Per me l’Italia è formata innanzitutto da persone speciali. Inoltre c’è un clima meraviglioso. Io vivo a San Pietroburgo: amo molto la mia città, ma ormai sono stanco della pioggia continua, del vento e del freddo. Senza dimenticare la cucina: vado matto per la pasta, la pizza, i calamari. Amo il vino italiano, anche se ora sono a dieta, e sto cercando di mangiare un po’ meno e ridurre gli alcolici.

Nonostante la sua giovane età, è già riuscito ad ottenere numerosi successi. Ma nella sua carriera c’è stato un momento in cui ha pensato di abbandonare lo sport agonistico. Vuole raccontare ai nostri lettori dove ha trovato le forze per continuare?

Nel 2006 vinsi i Giochi Olimpici di Torino. Dopodiché decisi di prendermi una pausa. Non si trattava di un vero e proprio abbandono. Anche se non gareggiai per tre anni. Non avevo detto chiaramente “me ne vado”, ma dentro di me avevo capito che forse non avrei più ripreso. È stata mia moglie Yana a farmi ritrovare le forze. Mi ha convinto che sono ancora giovane, e che posso ancora esibirmi con successo. Ma, soprattutto, che posso ancora vincere. All’epoca in realtà non avevo voglia di nulla, non volevo allenarmi, e non avevo obiettivi. Ma Yana aveva capito che potevo ancora farcela.

Sta dicendo che ha superato tutte le sue difficoltà grazie all’amore?

Certo. Grazie all’amore. Ad essere onesto, volevo dimostrare alla mia ragazza, che adesso è diventata mia moglie, che sono un uomo forte, che posso vincere. Beh, fino ad ora mi sembra di avercela fatta.

Qual è il suo prossimo obiettivo?

Sicuramente concludere l’anno senza infortuni. E poi, ovviamente, prepararmi per Sochi. Questo per quanto riguarda lo sport. Se invece parliamo di vita privata, fra tre mesi diventerò papà per la seconda volta. Dovrò quindi occuparmi di una bella famiglia. Vorrei insegnare ai miei figli a pattinare, indirizzandoli poi anche verso altri tipi di sport, come l’hockey, il calcio, il golf. E poi dovrò ovviamente allenarmi, anche in Italia.

Finalmente si abbassano le luci. Nella sala si attende l’inizio di qualcosa di irripetibile. Sulla pista di ghiaccio di 800 metri appare un intero mosaico formato dai talenti del pattinaggio mondiale, provenienti da Russia, Italia, Svizzera, Giappone e Germania. Sulle note dell’orchestra, accompagnate dalle voci dei tenori, dei mezzo soprani e del coro, i pattinatori si lanciano sulle musiche delle più grandi opere del mondo. Quasi con un unico respiro. Romeo e Giulietta, il Rigoletto, il Nabucco, e poi ancora la Traviata, l’Aida e la Carmen, fino alla Turandot e a Madama Butterfly. Uno spettacolo straordinario, completato da costumi sfarzosi.

Si ha come l’impressione che la musica penetri nel ghiaccio, attraversando piano il corpo degli atleti. Fra loro, Carolina Kostner, Stephane Lambiel e, ovviamente Evgenij Plushenko, capace di conquistare il pubblico, che esplode, alla fine, in una immensa ovazione.

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