Razinsky, una carriera alle spalle del Ragno Nero

A sinistra, Boris Razinsky in azione (Foto: VladimirRodionov / Ria Novosti)

A sinistra, Boris Razinsky in azione (Foto: VladimirRodionov / Ria Novosti)

Il portierone della Nazionale sovietica degli anni '50 e '60, all'occasione anche bomber, è scomparso all'età di 79 anni. Scelte di vita come per l'attuale numero 1 della Russia

Portiere e attaccante con il fiuto del gol. L’uomo ombra del leggendario Lev Yashin che segnava reti decisive per la vittoria del titolo nazionale dello Spartak Mosca. Boris Razinsky, vice portiere della Nazionale sovietica che vinceva la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956, è morto all’età di 79 anni.

Tecnica, agilità, destrezza, abilità acrobatica. Uno dei migliori guardiani degli anni Cinquanta e Sessanta, come ha ricordato anche la federazione russa comunicando sul sito ufficiale il suo decesso. E sfortuna, tanta sfortuna. Perché è venuto fuori nel periodo d’oro di Yashin. Il Mito, uno dei tre portieri più forti della storia del calcio mondiale. Impossibile trovare spazio tra i pali dell’Urss, sempre alle spalle del Ragno Nero. E quindi? Da un capo all’altro del terreno di gioco. Radinsky si sfila i guanti e si piazza in attacco, una rarità, scavando negli almanacchi del gioco. Che pure ha conosciuto estremi difensori come il paraguaiano Chilavert, che faceva spesso gol su punizione, il tedesco Butt, infallibile dal dischetto del rigore oppure il brasiliano Rogerio Ceni, all’attivo oltre cento reti in carriera.

Radinsky, invece, faceva gol da centravanti puro. Con cinque marcature era decisivo per il campionato sovietico vinto dallo Spartak Mosca nel 1953 e due anni dopo la Coppa nazionale nelle file dell’allora squadra dell’Esercito, ora Cska Mosca. Poi di nuovo in porta, nel 1956 nei Giochi del sorpasso sovietico nel medagliere agli Stati Uniti. Le Olimpiadi della politica, dei boicottaggi. Con l’Urss che invadeva l’Ungheria provocando la diserzione di Spagna e Olanda e i cinesi che si ritiravano appena saputa la presenza dei cinesi di Taiwan.

Da un addio all’altro – seppur temporaneo -. Stupisce in Russia il saluto alla Nazionale di Vyacheslav Malafeev, 33enne portiere dello Zenit San Pietroburgo, titolare nella deludente spedizione a Euro 2012. Una scelta per la famiglia, per stare più vicino ai figli che nel 2011 hanno perduto la madre, rimasta vittima di un incidente stradale. “Una decisione difficile per me dal punto di vista personale e umano – ha detto Malafeev – ma è la più corretta per tutelare la mia famiglia”.

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