Unesco, Cremlino a rischio

Il Cremlino, simbolo di tutta la Russia, rischia di essere escluso dalla lista dei beni patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. La decisione verrà valutata durante la prossima riunione prevista per il 2013 (Foto: Itar Tass)

Il Cremlino, simbolo di tutta la Russia, rischia di essere escluso dalla lista dei beni patrimonio dell'Umanità dell'Unesco. La decisione verrà valutata durante la prossima riunione prevista per il 2013 (Foto: Itar Tass)

Il principale simbolo della Russia potrebbe essere escluso, insieme alla Piazza Rossa, dalla lista dei beni Patrimonio dell'Umanità a causa del suo stato di conservazione

I simboli di Mosca potrebbero essere esclusi dai capolavori Patromonio dell'Umanità. Nel 2013 il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'Unesco valuterà infatti lo stato del Cremlino e della Piazza Rossa della capitale russa, senza escludere la possibilità di toglierli dalla lista mondiale. “L’Unesco ha espresso una profonda preoccupazione e ha chiesto uno studio accurato sullo stato di questi luoghi – ha spiegato Irina Zaika, segretaria accademica del Consiglio del Patrimonio dell’Unione Architetti della Russia -. L’organizzazione mondiale ha diversi dubbi in merito allo stato di questi beni e sulla loro conservazione. I responsabili sono ovviamente le autorità russe”.

Lo stato di conservazione dei monumenti russi, così come ha spiegato Zaika, non è stato discusso nel 2012, in occasione del forum di San Pietroburgo, ma sarà all'ordine del giorno durante l'appuntamento del 2013. 

La gestione del Cremlino spetta a tre organismi: al Servizio Federale delle Conservazioni, al Museo di Mosca e al Museo del Cremlino. Non esiste un consiglio unico che risponda per questo luogo. E dal 2007 il Comitato del Patrimonio Mondiale ha chiesto più volte un piano di sviluppo chiaro del Cremlino e della Piazza Rossa. L’unico documento presentato nel 2011 non conteneva risposte concrete a queste richieste.

Entro il 1° febbraio 2013 sarà comunque necessario presentare un programma ben definito sui lavori di mantenimento, oltre a una relazione sullo stato “di salute” dei luoghi. Le decisioni verranno prese sulla base di questi documenti, che verranno analizzati in occasione dell’incontro del 2013.

Secondo Natalia Samover, coordinatrice del movimento cittadino di protezione del patrimonio di Mosca “Arjnadzor”, esisterebbero alcuni progetti legati al Cremlino: la ricostruzione dell’edificio 14, la realizzazione di un complesso tecnico nel Giardino Tainitsky e di due padiglioni sui lati della Torre Kutafia.

“Tali progetto stanno però violando tutte le leggi interne e la Convenzione sulla protezione del Patrimonio Mondiale – ha detto -. Nessuna di queste idee inoltre è stata discussa con l’Unesco”. Queste violazioni sarebbero comunque già state segnalate.

Natalia Dushkina, esperta del Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti Storici e Archeologici, ha spiegato che il Cremlino è un patrimonio molto complesso: “Qui hanno sede gli organismi del potere russo – ha detto -. È quindi necessaria una modernizzazione costante e un adattamento degli edifici. Per questo motivo è indispensabile collaborare con l’Unesco. Per esempio – ha aggiunto –, nel 2000 si voleva realizzare una pista di atterraggio per gli elicotteri all’interno del Cremlino: un progetto che si rivelava una grande minaccia per gli edifici”.

Al contrario, Vladimir Tsvetnov, direttore del Dipartimento di Controllo e Supervisione Statale del Patrimonio Culturale, legato al Ministero russo della Cultura, sostiene che “tutti i progetti vengono sempre supervisionati e non c’è alcun motivo per allarmarsi”. “Il nostro Consiglio – ha affermato -, si riunisce periodicamente per prendere decisioni e modificare, se necessario, le bozze di progetto”. Concludendo poi che “l’Unesco è sempre preoccupato per lo stato dei monumenti situati in territorio russo. Ad ogni modo – ha precisato –, entro il 2013 saranno pronti tutti i documenti necessari per far cessare queste preoccupazioni”. 

L'articolo originale è stato pubblicato su Izvestia

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