Al mercato, che delizie!

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim

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Niyaz Karim

 14 luglio 2012
Nel week end, inverno o estate che sia, non mi lascio sfuggire un appuntamento che ormai, per me, è diventato fisso a Mosca: un giro al mercato rionale settimanale che, dal venerdì mattina alla domenica sera, anima la strada principale di quasi ogni quartiere moscovita.

L'obiettivo esplicito è acquistare dolcetti russi per la mia colazione, dal momento che non posso sempre permettermi l'acquisto al supermercato dei biscotti importati dall'Italia a 5-6 euro al pacco.

In realtà, più nel profondo, adoro perdermi tra quelle bancarelle, tra colori e odori, tra cascate di frutta, montagne di barattoli di conserve e confusione, anche se non c'è quel vociare caotico e allo stesso tempo coinvolgente, tipico dei mercati settimanali italiani, con i commercianti che a gran voce richiamano i clienti con offerte e slogan gridati a squarciagola.

Sarà questione di carattere, ma è anche vero che la vita degli ambulanti russi non deve essere proprio una passeggiata. Nell'inverno di Krilatskoe, li vedevo arrivare e montare nel buio del giovedì sera i loro gazebi e le loro bancarelle, dove, dal venerdì, pesce, carne, miele, latte, dolciumi, frutta e verdura avrebbero strizzato l'occhiolino ai passanti fino alla domenica sera. Tra sferzate di vento e neve, loro erano sempre lì, e di notte trovavano riparo nei furgoni.

Ma pur in queste asprezze, molti di loro trovano sempre un modo per strapparmi un sorriso, mentre mi avvicino curiosa ai prodotti esposti. Ormai mi conoscono a Frunzenskaya, sono l'italiana che acquista soprattutto prianiki e un barattolo di smetana, annusando il pesce salato, non rifiutando mai un assaggio e ammirando quelle mele lustrate, il cui prezzo non è più basso che al supermercato.

Foto: Itar-Tass

Una passeggiata tra le bancarelle dei mercati rionali moscoviti (Foto: Itar-Tass)

Lo scorso week end, però, il mio appuntamento con il mercato di Frunzenskaya stava saltando, quando intorno alle 19 mi decido a far un salto, nella speranza che il tendone dei dolci non fosse già svanito. Troppo tardi per i miei prianiki settimanali, però. E mi aggiro un po' sconsolata tra le altre bancarelle in chiusura, quando una signora richiama la mia attenzione porgendomi un cucchiaio di yogurt da assaggiare.

Come rifiutare? Così torno a casa con una busta piena di vasetti di yogurt, sacchetti di latte e smetana, che la commerciante ha insistito a regalarmi, mentre il fruttivendolo per cento rubli mi riempie un'altra busta di frutta fresca. È stato il loro affettuoso arrivederci alla prossima settimana, dopo tre giorni per loro di fuoco, passati sotto il solleone moscovita. E oggi è già, di nuovo, giorno di mercato, devo affrettarmi.

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