Sharapova, maledizione Williams

A sinistra, la russa Maria Sharapova con l'argento; al centro Serena Williams con l'oro olimpico; a destra la bielorussa Victoria Azarenka con il bronzo strappato all'altra russa Maria Kirilenko (Foto: Reuters/Vostok Photo)

A sinistra, la russa Maria Sharapova con l'argento; al centro Serena Williams con l'oro olimpico; a destra la bielorussa Victoria Azarenka con il bronzo strappato all'altra russa Maria Kirilenko (Foto: Reuters/Vostok Photo)

Nella finale olimpica di Wimbledon, Maria la russa deve accontentarsi dell'argento. L'oro va all'americana in due set 6-0, 6-1

Un rullo compressore. Una macchina perfetta. Serena Williams vince la medaglia d’oro nel singolare femminile ai Giochi olimpici di Londra. Mai stata partita contro Maria Sharapova.

Un’ora secca di gioco, con l’erba dell’All England Club di Wimbledon che conferma le previsioni dei bookmakers. Troppo più forte la più piccola delle sorelle Williams anche per Masha, che incassa l’argento dopo aver impressionato nel corso del torneo londinese, specie nella semifinale vincente contro la connazionale Kirilenko.

Così il dodicesimo scontro diretto tra le due (8-2 il parziale a favore della Williams) campionesse procede a senso unico. Serena è famelica, aggredisce la pallina, quasi spaventa il pubblico per violenza e precisione nei colpi. Il primo errore della statunitense avviene al quarto game e solo per un cattivo rimbalzo sull’erba. Prima e dopo, un’esecuzione. Ace (sette nei primi tre turni al servizio), punti da fondo campo, controllo fisico ed emotivo dell’avversaria. Il primo set scorre via in pochi minuti.

Foto: Getty Images / Fotobank

Maria Sharapova durante la finale di Wimbledon valevole per l'oro olimpico (Foto: Getty Images / Fotobank)

La Sharapova non riesce a mettere i piedi all’interno del campo. Per centrare un punto, è costretta a piazzare sempre la pallina all’incrocio delle righe. La siberiana colleziona doppi falli al servizio perché agitata dalla presenza della Williams, sempre aggressiva alla risposta sulla linea di fondocampo. Si arriva al set point in meno di venti minuti di gioco. Sei game a zero. E gara in discesa per Serena.

Non è la Sharapova a giocar male. È la Williams che non concede tregua. Che forza i colpi ma non sbaglia. Estremizzando il concetto di qualità tennistica. Un Roger Federer in gonnella e con i bicipiti da culturista. Totale il controllo psicologico sulla russa, che lunedì 6 agosto 2012 tornerà al secondo posto della classifica mondiale Wta.

L’assolo dell’americana prosegue senza stonature nel secondo set. Subito break ai danni di Masha, che con alcuni doppi falli si mostra sull’orlo di una crisi di nervi. Anche perché non si assisteva a una finale così impari dal doppio 6-0 inflitto da Steffi Graf a Natasha Zvereva al Roland Garros 1988. In un lampo è 3-0 Williams, nell’imbarazzo della russa e del pubblico inglese, che aveva speso migliaia di sterline sperando in una gara equilibrata.

Il primo game vinto dalla Sharapova – sul 3-1 – è salutato da applausi di incoraggiamento. Il gioco della russa, anticipo e potenza, è annullato da Serena, forse alla sua migliore partita in carriera. Poi, una piccola luce. La Williams cala per qualche istante, la russa si procura una palla break, ma l’americana rimette le marce alte.

E svaniscono le possibilità di uno scampolo di partita alla pari. Anche perché la Sharapova incappa in continui doppi falli, costretta a rotazioni improbabili che tengano indietro l’avversaria. Invece la Williams si porta al match point con un ace in seconda, che ripeteva per il punto finale.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta