Batirov, una mossa per la leggenda

A Londra 2012 il lottatore del Daghestan punta a entrare nella storia della disciplina

Suo padre si chiama Aladino. Un angelo custode che non si è perso un solo secondo delle sue competizioni. E che come il genio della lampada l’ha fatto emergere nel serbatoio di potenziali campioni della Repubblica del Daghestan. Trentamila bambini che praticano la lotta olimpica. Libera e greco romana. Tecnica, furbizia, intelligenza. Un flusso ininterrotto di talenti cresciuti nel mito della disciplina che ha prodotto fuoriclasse in Russia, Ossezia, Cecenia, Azerbaijan, Uzbekistan, Georgia. Tra tecniche di combattimento tradizionali, judo e sambo, per creare uno stile unico ed efficace. Lo stile russo.

Ora Mavlet Batirov, 28 anni, corre da solo verso la leggenda. A Londra 2012 è in gara per il suo terzo oro olimpico consecutivo – e in tre categorie di peso differenti - dopo l’exploit di Atene 2004 e la conferma a Pechino 2008. “Mio figlio non deluderà le attese dei tecnici, anche se non è più giovanissimo e ha avuto qualche infortunio. Deve continuare a fare sacrifici per vincere”, ha detto Aladino, che ha allevato anche Adam, fratello minore dell’olimpionico, sconfitto nella finale 2011 dei Campionati russi.

Ai Giochi di Londra, flash, taccuini e copertine spettano alle glamour Sharapova o Isinbayeva. Batirov difenderà il titolo nella categoria dei 66 chilogrammi. L’inatteso successo sotto l’ombra del Partenone avvenne nei 55 chilogrammi. E cinque chili in più di muscoli sono stati necessari per la conferma della sua grandezza nei Giochi in Cina.

Ora l’Inghilterra, con dedica già pronta: “L’oro ai Giochi Olimpici di Londra è il sogno dei miei genitori, voglio provare ad accontentarli - ha detto Batirov -. Certo, rispetto ad Atene le mie condizioni fisiche sono peggiori a causa di età e infortuni. Proverò a vincere per non avere rimpianti in futuro”. Nei Giochi della Regina c’è in ballo la storia della lotta olimpica nazionale, da sempre portatrice di metalli prestigiosi al medagliere.

Con il tris consecutivo, Batirov diventerebbe il quarto lottatore russo di sempre a vincere tre medaglie d’oro nelle rassegne a cinque cerchi. Come lui, il 37enne mito russo Buvaisar Saitiev, che si ritirò dopo le Olimpiadi di Pechino (aveva vinto ad Atlanta 1996 e Atene 2004), oltre a sei titoli mondiali e che aveva provato inutilmente a tornare alle gare in tempo utile per Londra, nella categoria degli 84 chili. Gli altri olimpionici saliti per tre volte sul gradino più alto del podio sono leggende della lotta greco romana ai tempi dell’Unione Sovietica, Aleksandr Medved e Aleksandr Karelin. Il gigante siberiano che doveva sfidare Tyson e poi finito alla Duma, che con la sua famosa mossa, la “Karelin lift”, l’ascensore, non perse una gara a livello internazionale dal 1987 al 2000. 

L'articolo è stato pubblicato sul numero cartaceo di "Russia Oggi" del 19 luglio 2012

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