Siria, il no di Russia e Cina

A sinistra, il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov con l'inviato dell'Onu per la Siria Kofi Annan durante i recenti negoziati di Mosca sulla questione siriana (Foto: RIA Novosti / Eduard Pesov)

A sinistra, il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov con l'inviato dell'Onu per la Siria Kofi Annan durante i recenti negoziati di Mosca sulla questione siriana (Foto: RIA Novosti / Eduard Pesov)

Mosca e Pechino hanno posto il veto alla risoluzione Onu, scatenando il disappunto dei Paesi occidentali. L’ambasciatore russo alle Nazioni Unite: "Consiglio di Sicurezza controproducente"

Mosca e Pechino hanno nuovamente bloccato la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulla Siria. Il 19 luglio 2012 Russia e Cina hanno infatti votato contro la proposta inizialmente avanzata dall’Inghilterra, sostenuta invece dagli altri Paesi occidentali, convinte di voler proseguire il dialogo politico. Si sono inoltre dichiarate contrarie alle sanzioni che, nella pratica, andrebbero a colpire solamente il governo siriano, dal momento che l’opposizione è formata da gruppi eterogenei e difficili da identificare.

Il voto, inizialmente fissato al 18 luglio 2012, è stato spostato al giorno dopo, nella speranza di trovare un compromesso. Ma fin dall’inizio la Federazione ha fatto presente che avrebbe utilizzato il proprio diritto di veto. Una posizione condivisa anche dalla Cina.

Secondo quanto dichiarato dall’ambasciatore russo all’Onu Vitaly Churkin, il Consiglio di Sicurezza non è stato capace di raggiungere un compromesso sul piano di risoluzione. Ma un progetto alternativo, predisposto dalla Russia, ci sarebbe stato: Mosca avrebbe infatti voluto prolungare il mandato degli osservatori di altri tre mesi, con la speranza di ottenere nel frattempo un’evoluzione politica. Un documento presentato al Consiglio di Sicurezza il 17 luglio 2012.

In quello stesso giorno il Presidente russo Vladimir Putin, durante il suo incontro con Kofi Annan, ha dichiarato che la Russia è disposta a fare di tutto pur di ottenere la risoluzione del conflitto. In particolare, ha proposto di organizzare alla fine di luglio 2012 una riunione a Mosca del gruppo di azione sulla Siria.

Ma i Paesi occidentali si sono rifiutati di lavorare al testo del progetto di risoluzione avanzato da Mosca. “Crediamo che il confronto al Consiglio di Sicurezza si stia rivelando del tutto senza senso e controproducente”, ha dichiarato Churkin, ripreso dall’agenzia di stampa Interfax.

Commentando i risultato del voto, l’ambasciatrice degli Stati Uniti Susan Rice ha affermato: “La responsabilità di questa situazione così inaccettabile è anche di quei membri dell’Onu  che non prendono decisioni ferme contro il regime”. Secondo Susan Rice “i primi due veti si sono rivelati disastrosi, e il terzo si dimostra ancora più pericoloso”.

Un parere simile è stato espresso anche dall’ambasciatore inglese alle Nazioni Unite Mark Lyall Grant, che ha espresso la sua profonda delusione per la decisione di Russia e Cina.

Nel frattempo la situazione in Siria sta peggiorando. La Russia ha affermato di voler aumentare il numero delle sue truppe nella missione degli osservatori in Siria, inviando poi altri 30 rappresentanti.

Il testo originale è stato pubblicato su Vzglyad

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