Siria, Mosca a fianco di Annan

A destra, il Presidente della Federazione Vladimir Putin con l'inviato dell'Onu per la Siria Kofi Annan durante i recenti negoziati di Mosca sulla questione siriana (Foto: RIA Novosti / Mikhail Klementiev)

A destra, il Presidente della Federazione Vladimir Putin con l'inviato dell'Onu per la Siria Kofi Annan durante i recenti negoziati di Mosca sulla questione siriana (Foto: RIA Novosti / Mikhail Klementiev)

Con l'aggravarsi della situazione a Damasco, l'inviato speciale delle Nazioni Unite ha incontrato Putin per lavorare al cessate il fuoco

Si sono rivelate piuttosto povere le notizie sugli esiti dell’incontro durato un’ora e mezzo tra il Presidente russo Vladimir Putin e l'inviato speciale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Ma la reciproca riservatezza dimostra che sia Mosca sia Annan lavorano a quanto pare a una nuova versione del piano di risoluzione di pace, i cui dettagli, seppur in forma molto ristretta, sono già trapelati durante la visita dell’ambasciatore a Mosca. La cosa più importante di questo incontro è stato il conferimento delle funzioni di intermediazione alla missione dell’Onu.

Al termine del faccia a faccia con Putin, Annan ai giornalisti si è limitato a dire che ha fiducia nel raggiungimento di un compromesso tra i membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla questione del piano di pace. Anche il ministro russo Lavrov si è pronunciato a favore del compromesso.

A giudicare dal tono delle dichiarazioni, non solo Mosca e Annan si trovano su posizioni analoghe, ma c’è da parte loro anche la volontà di collaborare. “Spero che il Consiglio di Sicurezza lanci un segnale forte in merito a quanto di inaccettabile sta accadendo ora in Siria, per porre fine alle violenze”, ha detto l’ambasciatore dell’Onu, sottolineando che per il raggiungimento di questo obiettivo “faremo pressione insieme”.

Risulta comunque chiaro che il piano di Annan, sul quale negli ultimi mesi si era tanto confidato, non ha ottenuto i risultati sperati, tant’è che il conflitto in Siria si è trasformato in una vera e propria guerra civile.

Per questo motivo il problema che si pone ai membri del Consiglio di Sicurezza non riguarda tanto il prolungamento del mandato degli osservatori (che scade il 20 luglio 2012, ndr), bensì il cessate il fuoco, senza il quale non è possibile il dialogo politico.

Dopo l’incontro del 17 luglio 2012 Mosca ha rivisto il proprio progetto di risoluzione.

“Qui c’è tutta una serie di elementi che riguardano la situazione umanitaria, una situazione legata ai diritti umani e al meccanismo di cessate il fuoco“, ha detto ai giornalisti il vice rappresentante permanente della Federazione Russa all’Onu Aleksandr Pankin. Il diplomatico russo ha inoltre ricordato che “di un’iniziativa di un progressivo cessate il fuoco ha parlato Kofi Annan a Damasco con il capo siriano”. “Un’idea che sembra piuttosto efficace e per questo la supportiamo”.

Più in concreto questa idea è stata presentata in un comunicato dell’ufficio stampa del Presidente russo, diffuso prima dei colloquio con Annan. La Russia propone quindi di offrire funzioni non solo informative ma anche politiche e di intermediazione alla missione Onu in Siria. Si tratta di un momento di svolta, che potrebbe dare una chance alla risoluzione mondiale del conflitto siriano.

È improbabile che Mosca avrebbe sostenuto una nuova risoluzione delle Nazioni Unite con una simile proposta se Annan si fosse dimostrato contrario. A quanto pare è questo il risultato principale dell’incontro con Putin a Mosca.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta