Ultima chance per Damasco

Foto: Reuters / Vostock Photo

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La comunità internazionale ha approvato un nuovo piano per la soluzione della questione siriana. Vittoria diplomatica russa

I ministri degli Esteri degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l'Unione europea, Iraq, Qatar, Kuwait e Turchia hanno firmato un nuovo piano di pace per la Siria a Ginevra. Il documento sarà l'ultima possibilità per il regime di Bashar al Assad. Se il piano di pace fallisse, la Siria dovrà affrontare l'intervento militare straniero.

Il nuovo documento, elaborato sotto la presidenza di Kofi Annan, inviato speciale delle Nazioni Unite in Siria, è una versione riveduta del "piano Annan", che è stato adottato a marzo 2012. La parte russa ha portato importanti modifiche a tale documento adottato a Ginevra, a tal punto che la stampa occidentale ha parlato del piano di Ginevra come di "una vittoria diplomatica per la Russia".

Il principale risultato della diplomazia di Mosca è che, mentre il documento originario chiedeva al regime di Assad di cessare di combattere, l'accordo di Ginevra richiede a tutte le parti di cessare il fuoco simultaneamente. 

Ci saranno intermediari con il compito di persuadere ciascuna delle parti. Ad esempio, l'Occidente che sostiene l'opposizione siriana all'estero deve invogliare a negoziare. I Paesi del Golfo Persico dovranno fare i conti con l'opposizione armata interna della Siria, mentre la Russia e la Cina terranno colloqui con Assad. Annan coordinerà questo processo. 

La riunione di Ginevra ha inoltre deliberato che i siriani stessi debbano decidere se vogliono restare con Assad o fare un'altra scelta. Questa condizione è un altro risultato degli sforzi diplomatici della Russia. 

Le misure specifiche per riportare la pace in Siria sembrano le seguenti: Non appena un cessate il fuoco sarà raggiunto, la Siria dovrebbe istituire un organo di governo di transizione che avrà potere esecutivo. Il nuovo organismo sarà formato da membri del governo e rappresentanti di tutti i partiti e i gruppi dell'opposizione. Questa istituzione aprirà la strada alla "transizione". In questo contesto "di transizione" si terrà un referendum o qualche altro tipo di plebiscito sulla revisione della Costituzione e l'ordinamento giuridico. Seguiranno "elezioni multipartitiche libere e giuste". 

Prova di quanto da vicino il mondo stia seguendo la questione della Siria era il numero di giornalisti riuniti presso la sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Centinaia di loro si aggiravano per il palazzo in attesa dei risultati delle discussioni. Hanno dovuto aspettare un po': i colloqui sono durati oltre il previsto. Pochi oppositori siriani hanno inscenato una manifestazione di protesta nei pressi del palazzo delle Nazioni Unite, tuttavia, gli avversari di Assad hanno pochi motivi per protestare, a questo punto.

Il documento adottato il 30 giugno 2012 soddisfa tutti i requisiti dell'opposizione siriana. "Il governo nazionale deve istituire un consiglio nazionale con un referendum", ha dichiarato Mahmoud Hamo, un rappresentante dell'opposizione siriana all'estero. Il documento di Ginevra non contraddice questo. 

Ciò che rimane da vedere è come realizzare in pratica il piano che i diplomatici hanno approvato. Il primo punto, che richiede il cessate il fuoco simultaneo di tutte le parti e il ritiro delle truppe governative dalle città, solleva la maggior parte dei dubbi. Dopo che il piano è stato firmato, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha dichiarato: "Nessuno si illude delle difficoltà a venire". 

Numerosi gruppi armati si sono formati in Siria negli ultimi mesi, ciascuno guidato dal suo signore della guerra, e non tutti sono in cerca di pace. Inoltre, l'opposizione siriana non ha un nucleo, quindi non è essenzialmente una parte con cui negoziare. 

Pubblicato per la prima volta su Izvestia

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