La Russia che salverà il mondo

Gruppo di persone con la bandiera russa nell’agosto 1991 (Foto: Corbis/Fotosa)

Gruppo di persone con la bandiera russa nell’agosto 1991 (Foto: Corbis/Fotosa)

"Con il suo entusiasmo, con l’apertura al mondo di un grande Paese, con l’amore per la Bellezza e, perché no, con i suoi soldi". Parola della scrittrice Natalia Stepanova

Sono nata a Saratov, sul Volga. Nel mese più freddo dell’anno. Febbraio. C’era tanta neve quell’anno.

Mentre scrivo, fuori è giugno e sono a Roma. Ho chiuso la finestra per il gran chiasso che facevano gli uccelli nel cortile. Si cimentavano negli “ echi del cielo”, come ha scritto in una sua poesia Gabriella  Sica.

Già, la Poesia. Questo è quello che tento di fare nella  vita. A parte il lavoro di guida turistica, gli amici, la famiglia, gli affetti.

Tra gli affetti più cari,  la Russia e l’Italia. Vivo  a Roma dal 1972. Sono solita dire  che quelli come me oramai sono degli ibridi, una razza a sé. Per i russi  quasi non sono più russa e per gli italiani non sono e non sarò mai italiana. Dunque  sono libera di essere? Nessuna appartenenza territoriale in termini geografici. Personalmente  mi considero profondamente russa e, allo stesso tempo, mi appassiono all’Italia. Il termine nostalghìa è stato coniato in Russia. Ne ho tanta per la neve, ad esempio.

La mia Russia fu l’Unione Sovietica. Un Paese delle meraviglie  che non esiste più, almeno  sulle carte geografiche. La mia nostalghìa per la Russia di allora è la nostalgia della mia  infanzia, del mio primo amore.

La Russia  d’oggi comincio a conoscerla ora. Sorpresa e stimolata. Come al concerto del pianista russo Filipp Subotin.

L’esibizione del bravissimo musicista è stata offerta al pubblico russo e romano dal Centro Russo di Cultura e Scienza. Il Centro ha la propria sede a Roma, in piazza Cairoli 6. Occupa tutto un piano del bel palazzo Santacroce del secolo XVI, ma non è solo questo,  che comunque mi rende fiera come russa. È piuttosto l’entusiasmo,  le iniziative  culturali e  la disponibilità alle idee, alle passioni. E già ne ho la nostalghìa. Ah, la vena poetica!

La Russia oggi è anche una Russia che viaggia. Viaggia a cinque stelle. Viaggia per shopping, per conoscere, per vedere, per sapere, per acquistare , per imparare. Viaggia anche la Russia dei pellegrini. Visitano Roma per rendere omaggio alle reliquie dei martiri, più volte dimenticate nelle chiese romane. Per salire la Scala Santa, per andare a San Pietro,  per commuoversi davanti alla Porta Santa di  Santa Maria Maggiore. Viaggia anche la Russia dei pacchetti turistici a buon mercato. È una categoria del turista russo questa che ha tutta la mia stima e grande ammirazione. A gruppi da 40-50 persone per autobus, (e c’è di tutto, giovani, bambini, anziani) in una settimana, al ritmo di due-tre escursioni al giorno, apprendono una buona parte del 70 per cento del patrimonio mondiale d’arte che si trova sul territorio italiano. Tanto di cappello!

La cosa sorprendente è l’entusiasmo di queste persone, il loro interesse autentico e il rispetto per la Bellezza. Un bell’apporto all’economia del turismo italiano. Come disse un autista di autobus turistici: “Se non era per i russi e i cinesi, noi altri non si lavorava mica”.

Questa Russia mi piace, mi stimola e m’ispira. Come m’ispira speranza una piccola turista a “cinque stelle” che dopo  avermi ascoltata al cortile della Pigna (Musei Vaticani, tavole con la riproduzione degli affreschi della Cappella Sistina) disse: “Mi ha estremamente colpito il Giudizio Universale. Il mio sogno è di incontrare Gesù vivo”.  Le chiesi: “Come te lo immagini l’incontro con Gesù?”. Rispose:“ Camminando per strada”. “ Cosa gli diresti?”. “Non lo so ancora…”.

Oppure  una giovane coppia di San Pietroburgo. Era venuta a Roma  appositamente, perché lui aveva intenzione di chiederle la mano in cima alla cupola di San Pietro. Il giorno prima avevano acquistato l’anello in una gioielleria della capitale. Non sono riusciti il giorno dopo ad andare sulla cupola per via della fila interminabile. Allora all’uscita della basilica lei si mise al centro del disco di porfido, dove nella notte di Natale dell’anno 800  fu incoronato Carlo  Magno  e disse felice:“ Dima, vieni qui, e adesso pronuncia le parole magiche!”.

Dostoevskij , un grande della Russia di un tempo, disse che la Bellezza salverà il mondo. Oggi forse possiamo  dire che la Russia salverà il mondo? Con il suo entusiasmo, con l’apertura al mondo di un grande  Paese, con l’amore per la Bellezza e, perché no, con i suoi soldi!

L'autrice del testo è una poetessa russa che vive a Roma dal 1972. Ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale “Sul mondo in russo”

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