Rivivendo Pushkin

Quattro tappe della biografia del sommo poeta russo, da ripercorrere nel giorno del suo 213esimo compleanno

Aleksandr Pushkin è nato 213 anni fa, il 6 giugno 1799. Il suo romanzo in versi, "Evgenij Onegin", ha di fatto avviato la tradizione dei romanzi russi; i drammi e racconti di Pushkin hanno, inoltre, ispirato opere liriche, canzoni e balletti, ed è raro incontrare un russo che non riesca a citare una sua poesia a memoria.

Non c'è da stupirsi, quindi, che ogni città e paese voglia avere memoria di lui. Numerose dimore di Stato, chiese e case rivendicano una connessione con il celebre scrittore e molti luoghi sono a lui dedicati. C'è un busto di bronzo del poeta all'esterno della scuola di Mosca che ha sostituito i probabili luoghi dell'infanzia. Pushkin fu battezzato nella turchese Cattedrale dell'Epifania dietro l'angolo.

"I minuti dell'infanzia"
Un'ora a Ovest di Mosca, vicino al villaggio di Zakharovo, si trova uno dei centinaia di monumenti dedicati a Pushkin, in un piccolo frutteto che una volta apparteneva a sua nonna materna, Maria Hannibal. Il giovane Pushkin trascorse diverse estati qui, nei boschi di betulle vicino al lago, e in seguito scrisse: "La mia Zakharovo... Riflessa nello specchio delle acque, con i suoi recinti, ponti", e ricordava "con quella bellezza che quieta, i minuti dell'infanzia scorrevano". La statua mostra il poeta da ragazzo, appoggiato sulle ginocchia della nonna, un libro in mano, che guarda in lontananza, come consapevole che la sua grandezza futura venisse nutrita dalla rigogliosa natura circostante.  

Il museo, all'interno della casa ricostruita in legno con un belvedere, conserva vari oggetti ottocenteschi, usati per evocare un senso del passato, e ogni angolo è impreziosito da citazioni. Un busto di Pietro I sulla scrivania rafforza la storia della famiglia: il bisnonno di Puskin era un principe africano fatto prigioniero, Abram Petrovich Hannibal, e che divenne un nobile russo e un generale, figlioccio dello Zar.

Pushkin in seguito iniziò a scrivere un romanzo storico su Hannibal, "Il negro di Pietro il Grande", che rimase incompiuto. Una colonna di marmo al di fuori della bella chiesa della Trasfigurazione, del Sedicesimo secolo, indica la tomba di Nikolai Pushkin, fratello minore del poeta, che morì quando aveva sei anni. In una poesia, Pushkin descrive una visita autunnale al cimitero "dove sonnecchiano i morti in una pace solenne". 


Il fondo confinante ha avuto molti proprietari, tra cui Boris Godunov, soggetto di uno dei migliori drammi di Pushkin. La casa attuale, con il suo parco di tigli, fu costruita dalla famiglia Golitsyn alla fine del secolo XVIII. Pushkin spesso soggiornava qui, quando apparteneva a Natalia Golitsyn, presa a modello per "La dama di picche". 

"Sono sposato e felice"
Pushkin fu costretto a lasciare questo idillio infantile per frequentare la sua scuola a Tsarskoe Selovicino, vicino a San Pietroburgo, quando aveva dodici anni, ma ne aveva nostalgia e lo visitò l'ultima volta poco prima di sposarsi. Divenuto un poeta famoso, Pushkin si gettò nella vita letteraria e politica di San Pietroburgo. Il suo coinvolgimento nei movimenti di riforma sociale lo portarono alla censura e all'esilio. Ha viaggiato attraverso il Caucaso e la Crimea e ha trascorso due anni nella tenuta di sua madre a Michajlovskoe. Egli scrisse più tardi della sua gioia: "vita di campagna, bagni russi e fragole".


Nel 1831, Pushkin sposò Natalia Goncharova nella chiesa della Grande Ascensione, nel centro di Mosca. Essendosi innamorato ad un ballo, il poeta ebbe il permesso di sposare la bella diciassettenne, ma il giorno delle nozze fu assediato da "cattivi presagi" (anelli di nozze caduti e candeline spente). Vi è una piccola statua d'oro della coppia sotto una cupola fuori dalla chiesa e un'altra, più grande, lungo il vecchio Arbat di Mosca, davanti alla casa dove hanno passato i primi mesi di vita coniugale.

 
Le lettere del tempo scritte da Pushkin suggeriscono un altro breve periodo idilliaco: "Sono sposato e felice ", scriveva. "Il mio unico desiderio è che non cambi nulla... Questa condizione è così nuova per me che mi sento rinascere". Pochi mesi nella stessa città con la suocera, poi il nuovo trasferimento a San Pietroburgo con la moglie. "Non mi piace la vita di Mosca ", dichiarò. "Vivi qui non come vuoi, ma come le donne vecchie vogliono che tu viva" .


"Un cadavere ghiacciato sulla slitta"
Onegin prefigura la morte di Puskin: l'eroe combatte un duello con le pistole nella neve, contro il suo amico poeta Lensky, il cui cadavere congelato viene poi caricato sulla slitta. Questo fatto di vita che imita l'arte è particolarmente curioso, dal momento che uno dei temi principali in Onegin è il rapporto tra letteratura e vita reale. In una sera d'inverno del 1837, Pushkin aveva viaggiato in slitta poco fuori da San Pietroburgo, dove fu ferito mortalmente allo stomaco da George D'Anthès ; il poeta era convinto che D'Anthès flirtasse con la moglie e sfidò l'ufficiale francese di cavalleria a duello. Il dramma della scena successiva, con il sangue di Pushkin sulla neve, ha ispirato centinaia di poesie, rappresentazioni teatrali e dipinti, uno dei quali può essere visto al Museo Pushkin di Mosca.

Dal film "Onegin" del 1999

Tornato a Pietroburgo, due giorni dopo il duello, si spense nella sua ultima dimora, nella vecchia Casa Volkonsky. C'è un obelisco di granito nel sito del duello e un'altra statua nella stazione della metropolitana più vicina. 

"A lungo sarò onorato dal popolo"
Uno dei monumenti più significativi di Pushkin è la statua di bronzo a Mosca vicino a Tverskaya. L'iscrizione dice: "A lungo sarò onorato dalla gente ...". Fu inaugurata nel 1880 con interventi di Fedor Dostoevskij e Ivan Turgenev. L'"uomo di metallo su un piedistallo" fa anche un cameo-comparsa ne "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov. In questa e molte altre opere,Pushkin è diventato una metafora della quintessenza del russo.

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