Mosca sovietica, dall'alba al tramonto

Il Parco Vdnk rappresentava il cuore economico dell'Urss (Foto: Lori/LegionMedia)

Il Parco Vdnk rappresentava il cuore economico dell'Urss (Foto: Lori/LegionMedia)

La nostalgia dell'Urss è ancora forte. Ecco perché nella capitale si può rivivere un'intera giornata nell'epoca andata, tra musei e ristoranti retrò

La nostalgia per l'Unione Sovietica è ancora viva. Questo è il motivo per cui non è difficile, a Mosca, capitale dell'antico impero, immergersi per un giorno intero in questa epoca. La cosa importante è svegliarsi in tempo per realizzare questo sogno


Ginnastica  mattutina

La nebbia mattutina sul fiume Moscova è così fitta che a malapena si possono scorgere le cime dei grattacieli staliniani, senza parlare delle sculture del Parco Muzeon, in via Krymsky Val. Nella nebbia si possono distinguere Lenin in sei differenti versioni, uno Stalin minaccioso con il naso scheggiato, uno Sverdlov dal corpo troppo atletico per essere vero.

Il contesto

In epoca sovietica, le composizioni scultoree a tre erano molto popolari. Al centro, un giovane sovietico, il leader del gruppo. Mentre i personaggi intorno indicavano la politica attuale, spesso gli alleati dell'Urss del momento. Per lungo tempo, uno di loro fu un cinese, che scomparve dopo gli attriti del 1969. Ci fu anche un coreano, un arabo, un cubano e un nero durante la lotta di decolonizzazione dei Paesi africani. Per un po' il ragazzo sovietico è stato anche in compagnia di un lavoratore europeo, spesso in un basco francese, nel momento in cui i partiti comunisti europei si opponevano alla nascita della Nato

Tutte queste statue un tempo adornavano le piazze centrali della capitale. Dopo gli eventi del 1991, l'Amministrazione di Mosca ha deciso di spostare i monumenti non più importanti a Krymsky Val. Il Muzeon è una riserva di monumenti di epoca sovietica, un rifugio per statue senza domicilio. Oggi, la collezione del museo comprende quasi 700 sculture in pietra, legno, bronzo e altri materiali. Il più famoso è il "Felix di ferro", un monumento al rivoluzionario Felix Dzerzhinsky, che sorgeva nella piazza omonima, di fronte al Kgb di cui Dzerzhinsky è stato il fondatore. Dopo la caduta dell'Urss, il luogo ha riacquistato il suo nome pre-rivoluzionario, Lubianskaja, mentre le case del Kgb costruite dopo il 1984, su ordine personale di Andropov, e una sala del Kgb sono aperte al pubblico dal 1989 come "Museo dell'Fsb" (il nome dei servizi segreti russi, dopo la fine del Kgb). Il museo è stato visitato dagli ex dirigenti della Cia americana, Stansfield Turner e William Webster, nonché dai rappresentanti dei maggiori servizi segreti stranieri. Si dice che il museo dell'Fsb sia oggetto di una visita obbligatoria da parte di tutti i dipendenti della Ambasciata degli Stati Uniti.

Anche senza queste leggende, il museo riserva molte sorprese, raccontando la storia "nascosta" nel Paese, la lotta delle primi spie russe contro il giogo tataro-mongolo, fino a documenti recenti sugli arresti degli ufficiali e la cooperazione con i servizi segreti stranieri. Sono esposte anche due valigie in cui un ufficiale giapponese aveva tentato senza successo di portare due donne. I modelli di bombe e telecamere nascoste in lattine di birra e pacchetti di sigarette sono così numerosi che involontariamente si comincia a gettare occhiate sospettose intorno, a nascondersi dietro le pesanti porte e a evitare di passare troppo vicino alle valigie di grandi dimensioni, non si sa mai.


Prima colazione

Il centro storico di Mosca è la patria di molte istituzioni sovietiche, dei "fastfood stalinisti", di un caffè aperto di recente decorato in stile pseudosovietico come i caffè autentici con i pelmeni e gli snack bar. Iniziare la giornata con la vodka è controindicato per la salute, meglio ripiegare sul porridge di grano duro, una tipica colazione per i bambini sovietici. Nei caffè dal nome europeo come "Il paradiso dei bambini" il menu è tutto sovietico: dieci varianti di kompot, zuppe fatte in casa e una polenta di semolino senza grumi. 

Relax attivo

Il contesto

In epoca sovietica, i video giochi venivano assemblati nelle fabbriche di armi: 22 fabbriche militari in Urss lavoravano per la felicità dei bambini. Le prime macchine erano costose, quasi come una macchina Zhiguli

Una volta che la nebbia è completamente scomparsa, si riesce a leggere l'insegna discreta del Museo dei giochi elettronici sovietici, fondato da tre appassionati che recuperano e riparano videogames in tutto il Paese. Grazie a loro, entriamo in una vera macchina del tempo composta da tre piccole stanze. I russi potrebbe ricadere nella loro infanzia di pionieri, di colonie estive nel Mar Nero e distributori automatici di acqua gassata.

Un distributore è all'ingresso del museo: basta cambiare alla cassa 30 rubli per 3 copechi sovietici e il bicchiere si riempirà fino all'orlo. La collezione del museo è impressionante e continua a crescere. 

Foto: Lori/LegionMedia

Muzeon ospita le statue sovietiche che un tempo abbellivano le strade e le piazze di Mosca (Foto: Lori/LegionMedia)

Pranzo

"Abbasso la schiavitù in cucina", proclama un poster con una casalinga sovietica ribelle, all'ingresso del cheburechnaja (struttura che serve chebureki, tortini dell'Asia centrale) "Il tempo sovietico". E infatti, i cuochi e i camerieri sono tutti uomini qui. Al 50 di via Pokrovka si trovano i migliori chebureki di Mosca, oltre a birra e un assortimento di bibite gassate sovietiche, tutti i colori dell'arcobaleno.

Vecchie radio sono collocate sui davanzali delle finestre, emettono canzoni retrò e le pareti sono decorate con manifesti con le citazioni dal leader sovietici. Si può fumare all'interno. 

La siesta

Vietato fare rumore al Bunker-42. Ma anche se si inizia a urlare, nessuno sente, perché il rifugio è a 65 metri di profondità. Si tratta di un avamposto nel cuore della capitale, di guardia 24 ore su 24 per quasi 30 anni, per evitare il pericolo atomico. Seicento persone vi lavoravano tutti i giorni. Nel 1960, il Bunker-42 è stato dotato di tutto il necessario per resistere a un attacco nucleare. Oggi, è diventato un museo. Se prendiamo la discesa e la risalita di diciotto piani, si possono visitare le gallerie segrete, scoprire gli strumenti di difesa e i mezzi di comunicazione delle forze armate russe, una sala riunioni per l'alto comando del Paese e l'ufficio personale di Stalin. 

Cena

L'ex Ministero dell'automobile è stato trasformato in un ristorante, Glavpivtorg, come i ristoranti ministeriali sovietici. Ci sono tavoli coperti di panno pesante, tappeti rossi, una biblioteca con le opere complete di Engels e Lenin. 

Un altro spettro di epoca sovietica a Mosca: la tramvia Annushka, in omaggio a un personaggio del romanzo di Mikhail Bulgakov, "Il Maestro e Margherita", la cui pubblicazione fu bandita da Stalin. Il tram passa nel centro storico di Mosca, su tre diversi circuiti.

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