L’età d’oro dell’agricoltura russa

Foto: Itar-Tass

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I derivati sui prodotti alimentari hanno fatto registrare livelli record nei mercati finanziari di Mosca. Segno del peso crescente registrato dalla produzione in questo settore

Non solo petrolio e gas per le esportazioni di materie prime dalla Russia. La Federazione sta guadagnando posizioni nel mercato delle soft commodities, un asset destinato ad assumere un peso crescente nei prossimi anni, alla luce dell’incremento dei consumi nei Paesi emergenti e della crescita delle calamità naturali, che limitano i raccolti nelle economie occidentali.

Se un recente report sui Carbs (acronimo usato per indicare i maggiori produttori di materie prime, ovvero Canada, Australia, Russia, Brasile, Sudafrica), realizzato dall’azienda di servizi finanziari Citi, mostra un rischio potenziale per la diminuzione dell’export di idrocarburi, causa aumento dei prezzi del greggio e della fine del ciclo di massima espansione dell’export di settore, la Federazione risponde accelerando sulle derrate alimentari.

Il grano è il prodotto che domina la produzione di soft commodities del Paese, come testimoniato dal volume dei contratti futures scambiati sul Micex-Rts (la Borsa di Mosca) nel mese di marzo 2012. I futures in questione sono stati 14mila, su un totale di 28mila. Nel corso del 2011 la Russia e il Kazakhstan hanno registrato incrementi di circa il 30 per cento nei raccolti, tanto da far prevedere agli analisti un aumento dell’export di grano dalla Federazione di circa il 50 per cento per l’anno in corso. Anche lo zucchero, con un volume di 12mila contratti scambiati a marzo 2012, è un prodotto su cui si punta per rafforzare l’incidenza russa sui mercati internazionali.

In vista dell’aumento della produzione, la Commissione Economica Eurasiatica, parte integrante dell’Unione doganale della Russia, insieme alla Bielorussia e al Kazakhstan, sta considerando la possibilità di proteggere i produttori di zucchero dagli importatori dopo l’ingresso nel Wto, che aprirà ulteriormente i mercati internazionali.

In aumento la produzione di grano e zucchero. C’è ottimismo, anche se si prevede una riduzione delle aree coltivate

Nel 2011 la produzione di zucchero di canna ha toccato quota cinque milioni di tonnellate, consentendone per la prima volta in 12 anni l’esportazione in Europa e in Siria, come rilevato da Evgeni Ivanov, analista dell’Istituto per gli Studi sul mercato alimentare Ikar. Le previsioni per il 2012 sono, però, meno ottimistiche: per gli analisti ci sarà una riduzione delle aree coltivate.

Tuttavia, il capo dell’Unione dei produttori Andrei Bodin confida nel miglioramento delle produzioni e cita il piano triennale per l’agricoltura lanciato dal governo, che prevede un aumento del 30 per cento delle industrie di trasformazione, con una nuova apertura prevista già nel corso del 2013, nella regione di Tambov.

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