Aspettando Eurovision 2012

Nell'attesa dell'evento di maggio a Baku, in Azerbaigian, una carrellata delle partecipazioni russe al festival canoro, tra successi vecchi e nuovi e rivelazioni

Eurovision, si sa, è una roulette gigante: sono così tanti i criteri necessari per potersi aggiudicare la vittoria e talmente variabili le preferenze del pubblico, che spesso i Paesi e i concorrenti devono fare affidamento solo sulla fortuna.

In 17 anni di presenza, la Russia si è sempre presentata al contest con una grande varietà di artisti popolari, puntando o sulla bellezza o sul talento e volte anche su niente. La Russia partecipò per la prima volta al contest “Eurovision” nel 1994: a tutt’oggi l’esibizione della cantante Maria Katz, sotto lo pseudonimo di Youddiph, è considerata dalla commissione addetta alle elezioni interne un modello per i concorrenti russi. 

Nonostante la brillante performance, elogiata dalla giuria del festival, Youddiph si classificò soltanto nona, e con tre concorrenti (Philipp Kirkorov, Alexei Kakinskij e Alla Pugacheva) posizionatisi agli ultimi tre posti, la Russia passò definitivamente fra gli “outsiders”. Inoltre venne negato al Paese il diritto di partecipare all’edizione del 1998. In più la situazione fu ulteriormente peggiorata dai canali televisivi russi, i quali decisero di boicottare il contest, determinando anche in tal modo la mancata partecipazione ad Eurovision 1999.

Tuttavia, il ritorno della Russia sulla scena europea nel 2000 si rivelò un trionfo: al contest di Stoccolma la cantante diciassettenne Alsou arrivò seconda con la canzone “Solo”.

I due anni successivi al trionfo di Alsou non conobbero né grandi talenti né flop. Ad Eurovision 2001, a Copenaghen, il gruppo pop-rock Mumiy Troll, con la canzone "Lady Alpine Blue", arrivò a occupare soltanto il dodicesimo posto, mentre il gruppo Premier Ministr nel 2002 si classificò decimo. Più fortunata risultò la scommessa del 2003, quando Mosca mandò al festival il duetto femminile, noto in Europa e Asia, tATu. Le ragazze arrivarono terze. 

Il 2005 fu anno di anniversari, sia per l’Eurovision (il contest compì 50 anni), sia per la Russia in qualità di partecipante (10 anni senza nemmeno una vittoria). Nel 2006 al contest partecipa Dmitri Bilan, occhi neri, capelli neri, divenuto famoso dopo la canzone “Ja nochnoj huligan, u menja est nagan” (“Di notte sono un teppista, ho una pistola”). Questo fu il primo tentativo di conquista del podio da parte di colui che era considerato un teppista della notte in canotta bianca da alcolista. 

 

Per prepararsi ad Eurovision 2008 i concorrenti russi spesero tutte le proprie forze: sullo stesso palcoscenico a Belgrado si esibirono sia Dima Bilan, questa volta senza pianoforte né canotta, ma vestito di bianco come alla precedente edizione, il noto pattinatore artistico Evgeny Pljushenko e il violinista armeno Edwind Marton. 

Prima del festival, per la canzone “Believe Me” fu girato un video strappalacrime che aveva per protagonista un ragazzo gravemente malato, che grazie all’attività di cantante riesce a pagarsi un’operazione ai polmoni. Il ragazzo ovviamente ce l’ha fatta. 

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