Ciao Tonino, il saluto di Mosca

Foto: Itar-Tass

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L'omaggio di Russia Oggi a Guerra, scomparso all'età di 92 anni, attraverso le parole di Lora, la moglie russa, pubblicate nel giorno del suo compleanno

I ricordi di Lora Guerra, moglie del poeta e sceneggiatore italiano Tonino Guerra, pubblicate sul quotidiano russo Rossiyskaya Gazeta il 16 marzo 2012, in occasione del 92esimo compleanno del letterato grande amante della Russia, scomparso il 21 marzo 2012

Sono una persona molto felice: il caso ha scelto me e per tutta la vita ho voluto essere degna di questa fortuna. Ma solamente adesso ho capito quanto fosse felice la mia vita. Il mio adorato marito ha superato i 90 anni. Il corpo invecchia, ma i geni restano. 

Se ho avuto qualche influenza su di lui? No, direi di no. C’è molta simbiosi, quella sì. Un rapporto quasi sanguigno, dopo 35 anni insieme. Qual è il mio ruolo? Sono come un ponte tra la Russia e l'Italia, qui, in Russia. È questo, credo, il mio compito.

La mia vita era comunque interessante anche prima che incontrassi Tonino. Ero sempre circondata da molti amici, Akhmadulina, Vysotski, Tarkovskij, Voznesenskij, Aksenov, Paradzhanov e così via. Ma la storia con Tonino ha cambiato la mia esistenza.

Anche se all’inizio non è stato per niente facile: solamente il rispettoso ricordo del mio primo defunto marito, Aleksandr Yablochkine, mi ha aiutato a non perdere il lavoro al “Mosfilm” (la casa di produzione cinematografica russa, ndr). E così abbiamo iniziato a vivere insieme a Mosca. 

Tonino Guerra

Foto: BlackArchive_EastNews

Quando nel 1976 per la prima volta sono arrivata in Italia, chiusa in una giacca di montone e con il colbacco in testa, è stato per me un vero shock, vedendo le grandissime terrazze delle case, le luci delle strade e le file di alberi di aranci. Erano gli anni migliori per il cinema italiano, e il periodo migliore per Tonino. 

Durante il sesto giorno del mio soggiorno, Tonino ha deciso di presentarmi ai suoi amici. Immaginatevi: io, una ragazza sovietica in Italia. Ero piena di paura e di complessi. Dopodiché abbiamo incontrato Federico Fellini e Giulietta Masina. Con loro c’era anche la scrittrice Natalia Ginzburg.

Mi ha colpito la frase di Tonino: “Solo una cosa – mi ha detto, sorridendo -, non nascondere a Fellini che ti piaccio”.  In quell’occasione mi sono resa conto che ero circondata da gente geniale. Non riuscivo nemmeno a mangiare per via delle risate che ci facevamo.


Questo primo viaggio in Italia è stato un vero regalo. Un regalo che io ho voluto contraccambiare a Mosca presentandogli Andrei Tarkovskij. Erano interessati a conoscersi. E io facevo da traduttrice. Ma per evitare di essere spiati, ho coperto il telefono con dei cuscini.Una volta Andrei mi ha confessato che tutto ciò che poteva essere detto in Patria, lui lo aveva già raccontato. E ora aveva voglia di raccontare dell’altro, voleva girare qualcosa in Italia, con Tonino.Così è riuscito a raggiungere il Belpaese. A Roma ha soggiornato presso l’Hotel Leonardo. Ma si sentiva solo. E così trascorreva intere giornate insieme a noi. Io traducevo le conversazioni tra i due. Mi sentivo talvolta un po’ un pesce fuor d’acqua.

Da lì, da quel viaggio in Italia, è nato “Nostalghia”. Tonino, ricordo, gli diceva: “Devi divorare questo Paese. Gettare poi tutto ciò che ti sembra superfluo e partorire un nuovo mondo. Usa la fantasia, inventa nuovi personaggi!”.

Dopo la malattia e l’intervento, Tonino ha ripreso in mano le sue radici, la sua tradizione e le sue poesie in dialetto romagnolo. Gli ultimi dieci anni, per noi, si sono rivelati un vero cambio di direzione: da Roma, dalla sua élite, siamo tornati alle cose semplici. La città dove viviamo ora si trova infatti vicino alle colline di Santarcangelo, il paesino dove è nato lui. Una volta tornato qui, Tonino ha ritrovato la sua vena poetica, i suoi ricordi e la saggezza. Insomma, il contatto con la terra. 

Le storie di Tonino sono nate infatti dalla saggezza popolare, dallo spirito della Nazione. E hanno raggiunto anche la Russia. A dicembre 2011 è stato pubblicato un libro con i suoi ultimi racconti. Io ora sto traducendo delle sue opere. Mi piace così tanto!

Ma ci sono ancora molte cose inedite, non pubblicate. E io continuo ad ascoltare i suoi racconti, i racconti di Tonino, per la centesima volta. La nostra vita è effimera. Ma a Tonino non importa. Tutto quello che gli serve lui ce l’ha ancora: lo spirito, prima di tutto, e la creatività.

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