Aringhe in pelliccia e cotillon

Foto: Photoxpress

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Un piatto tipico dei giorni di festa, dei compleanni e anche di Capodanno che riesce a conquistare i palati stranieri più difficili

Ci sono dei piatti russi in grado di stupire i palati stranieri più esperti. È il caso delle celebri aringhe in salsa, una pietanza che in russo si chiama, in modo alquanto seducente, “aringhe in pelliccia”.

A prima vista, è difficile capire di che cosa si tratti. Da lontano, potrebbe sembrare una torta, ma in realtà è un tipo di insalata con uno o più strati di aringhe salate, verdure e uova, il tutto guarnito con una salsa a base di maionese e bietole rosse grattugiate, che conferisce al piatto il tradizionale colore violaceo. È forse la più popolare delle insalate russe: si serve in occasione delle cene di fine anno, durante i compleanni e nei giorni di festa.

Ingredienti

Due filetti di aringhe salate senza pelle, 2 bietole medie, 2 patate, 2 carote, 1 cipolla, 3 uova, mezzo bicchiere di maionese, sale e pepe nero

 

Preparazione

Bollite le uova.

Lessate le carote, le patate e le bietole rosse.

Sbucciate le cipolle e versatele nell'acqua bollente. Dopo cinque minuti, rovesciatele in un colino e passatele sotto l'acqua fredda per un minuto.

Lasciate che le verdure si raffreddino. Sciacquate le patate e le carote, dopodiché grattugiatele in recipienti diversi.

Sbucciate e grattugiate le bietole rosse in un altro contenitore.

Sgusciate le uova e grattugiatele.

Tagliate le aringhe a pezzettini e aggiungete il pepe.

In un piatto grande, stendete uno strato di patate grattugiate, aggiungete un po’ di sale e coprite con un velo di maionese. Continuate aggiungendo uno strato di aringhe, poi le cipolle, le carote e le uova. Unite il sale e coprite il tutto con un altro velo di maionese, fino a ottenere almeno due strati.

Stendete uno strato di bietola rossa grattugiata e completate con una copertura finale di maionese. Potete guarnire l’ultimo strato con del tuorlo di uovo grattugiato.

Lasciate riposare il composto per cinque ore nel frigorifero, dopodiché servitelo a fette, come se fosse una torta.

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