Alcol: fatta la legge, trovato l'inganno

Foto: Ria Novosti

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Le nuove misure restrittive per la vendita di bottiglie incrementano il mercato nero ed espedienti al limite della legalità, come la consegna di vodka a domicilio

Nel 2011 si è celebrato il ventennale dalla dissoluzione dell’Urss. Insieme all’Urss fallì quasi impercettibilmente anche il decreto del Presidium del Soviet Supremo approvato all’epoca di Gorbaciov nel 1985 “sull’inasprimento della lotta contro l'abuso di alcol”. Mentre tale decreto era in vigore quasi tutte le viti del Paese furono abbattute e rimasero solo due tipi di vodka: una con l’etichetta rossa e una con l’etichetta verde. Le persone se la contendevano in fila indiana. Chi aveva più soldi poteva permettersi di comperarsene una bottiglia dai tassisti. Alcuni di loro l’avevano non si sa come.

 

Nella Russia post-sovietica piuttosto a lungo regnò un periodo in cui l’utilizzo di alcol era del tutto libero, ma negli ultimi due anni il governo ha intrapreso misure per limitare questa libertà. Parrebbe trattarsi di un’iniziativa mirata, ma il tutto si è rivelato non poi così semplice. La regione di Uljanovsk è stata la prima in Russia in cui le autorità locali hanno introdotto il divieto di commercializzare nel weekend bevande alcoliche con un grado alcolico superiore ai 15 gradi.

 

“Queste misure devono portare a rafforzare l’istituzione della famiglia, ad incentivare la pratica dello sport e ad optare per uno stile di vita salutare”, si legge in una nota esplicativa del progetto di legge. Il weekend sperimentale ha avuto per protagonisti diciassette surrogati tossici con marchio registrato. Non avendo la possibilità di acquistare bevande alcoliche, gli abitanti della regione hanno spostato il loro interesse su altri prodotti contenenti alcol, come ad esempio i detergenti per pulire i sanitari e i prodotti per accendere il fuoco.

 

Ovviamente questo è un esempio estremo: non tutti i russi sono così disperati da bere surrogati, e la legge in altre regioni non è nemmeno ancora così severa. E’ proibito acquistare bevande con grado alcolico superiore ai 15 gradi soltanto di notte. Ma la gente non è abituata a questo ... Recentemente sono stata a trovare un conoscente. Sul pavimento in sala c’era una cassetta contenente delle bottiglie di vodka. “Che cos’è?”, ho chiesto io ironicamente. “Dopo le 22 la vendita di alcol è vietata”. Può una persona, che a casa ha un’intera cassetta di vodka, bere meno, di una persona che invece deve alzarsi ed uscire per andarsela a comperare?

 

Oltre a suscitare una forte contrarietà da parte delle gente, la legge sulle restrizioni nella vendita di alcol ha avuto un’altra conseguenza inattesa, ovvero la nascita di piccole imprese, cosa che la Russia non ricorda dalla fine dell’epoca “dei difficili anni Novanta”. In tutte le grandi città del Paese ha cominciato a diffondersi un servizio notturno di consegna di alcol. La città in cui ha avuto più successo, ovviamente, è stata Mosca. Il racconto del fondatore di una di queste ditte di recente diffusione impegnate nella consegna notturna di alcol.

 

Perché un servizio di questo tipo è redditizio?

 Ho analizzato diverse idee necessarie per avviare un’attività e ho capito che per fornire un tale servizio nella fase iniziale non occorre nient’altro che avere un piccolo capitale di partenza, una macchina e sapere come fare pubblicità nei social network. Inoltre, le normative sulle restrizioni nella vendita di alcol, adottate nel territorio della Federazione, del tutto discutibili, difficilmente influiranno sul tasso di mortalità e di intossicazione da alcol. Queste leggi sono semplicemente ingiuste, io voglio ripristinare l’equità. E le discrepanze a livello legislativo rendono questo business praticamente legale. Non vendiamo l’alcol, lo regaliamo. Ed ecco che operiamo conformemente alla legge. Vendiamo infatti ciò che non manca mai laddove si vende alcol, ovvero succhi e acqua.

 

Forse un servizio del genere sarebbe più richiesto in altre città della Russia? Dopotutto in altri posti come arriva la sera non c’è più vita, mentre a Mosca se uno ha soldi può uscire a comprarsi alcol in un bar…

Prima di tutto, non è detto che in qualsiasi quartiere di Mosca a due passi ci sia un bar. In secondo luogo, i prezzi nei bar sono come minimo due volte più alti rispetto ai nostri. Terza cosa, nei bar ci sono cose poco piacevoli, come fumo, chiasso, mancanza di posti liberi. Oltre a questo, a Mosca risiedono 15 milioni di persone, alcune delle quali sicuramente diventeranno nostri clienti. Ma anche a livello regionale si stanno diffondendo servizi simili. Di fatto, tutte le grandi città hanno ora un proprio servizio di consegna di alcol.

 

Che dire dei vostri concorrenti?

Per ora abbiamo un unico vero concorrente. Si tratta del servizio di consegna fornito dal bar stesso. Tutti gli altri non sono nostri concorrenti. O hanno prezzi molto alti o infrangono palesemente la legge oppure il servizio non è per nulla strutturato.

 

Soffermiamoci sul costo del vostro servizio...

Non costerà molto di più che comprare alcol di marca di giorno in un qualunque negozio in metro. E in questo caso portiamo l’alcol direttamente a casa, di notte, insieme a tutto quello che occorre per berlo. La nostra ditta punta a persone agiate, che possano e che siano disposte ad acquistare alcol di qualità. La prima decisione che abbiamo preso è stata di non proporre brand russi, in quanto fra questi c’è molto alcol contraffatto che è la causa delle intossicazioni. Comperiamo soltanto alcol importato. Il prezzo più basso è di 650 rubli, quello di mezzo litro di whisky, di vodka e di vermouth. Ma la consegna a domicilio è possibile solo a partire da un minimo di 1300 rubli. 

 

Questo non taglierà fuori una fetta consistente di clientela?

No, il servizio è pensato per compagnie di più persone, non incentiviamo il consumo solitario di alcol. Se si trovano tre ragazzi, che guadagnano bene, non faranno fatica a spendere 500 rubli, per ordinare alcol a domicilio. E un litro in tre, a mio parere, non è tanto.

 

Ha utilizzato servizi di questo tipo?

No, non bevo molto spesso alcol. Ma credo che se le persone vogliono bere di notte sia un loro diritto farlo e non si può negare loro questo diritto.

 

Non sembra un controsenso che vi atteniate ad uno stile di vita sobrio, visto che consegnate a domicilio e non potete bere e mettervi al volante, ma poi facciate bere i vostri clienti?

La nostra ditta non fa bere nessuno. Ci atteniamo alla politica della responsabilità sociale: non consegniamo alcol agli ubriachi e non lo portiamo allo stesso indirizzo due volte in una notte. E in generale vogliamo favorire la salute dello spirito: abbiamo in mente di proporre in futuro gare di sport di squadra fra i nostri clienti (basket, calcio, hockey), corse nei weekend e non solo, anche sconti e bevande alcoliche in regalo per il compleanno.

 

E che cos’è la responsabilità sociale per la tua ditta?

Comprendere i problemi della società moderna e agire in base al principio “non nuocere” e non ingrandire ulteriormente questi problemi.

 

E’ il primo tentativo di intraprendere un’attività?

Non è il primo, ma non voglio parlare nel dettaglio dei precedenti. Nell’arco degli ultimi tre anni avevo in mente cinque diversi progetti. Ma tutti sono stati ostacolati dal fatto che nella dura realtà del business russo è estremamente difficile realizzare qualcosa senza soldi e conoscenze. 

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