Elezioni, Putin salva la maggioranza

Nella corsa per il rinnovo della Duma Russia Unita perde quota ma ottiene comunque 238 seggi su 450. Cala di tre punti percentuali l’affluenza alle urne

Viaggia sul filo del rasoio il conteggio dei voti delle parlamentari del 4 dicembre 2011 il cui spoglio è arrivato al 96%. Secondo i dati parziali, il partito di Putin, Russia Unita, si riconferma in testa, incassando però un pesante calo dei consensi. Sulla base dei risultati attuali avrebbe infatti ottenuto il 49,64% dei voti, puntando quindi a 238 seggi sui 450 totali, a fronte dei 315 del precedente mandato, così come ha dichiarato in conferenza stampa il presidente della Commissione Elettorale Centrale Vladimir Curov. "Ritengo sia un buon risultato - ha detto Curov -. Sarebbe stato meglio se non fosse stato per le bufere di neve a Sakhalin e per le forti precipitazioni nella Russia centrale".

Ma a fronte di una vittoria annunciata del partito di governo, il dato più interessante risulta comunque l’impennata dei partiti di opposizione: i comunisti raggiungono il 19,14%, Russia Giusta il 13,8% e i liberaldemocratici si fermano all’11,66%. Un segnale forte, che rischia di far vacillare l’indiscussa leadership di Putin, soprattutto in previsione delle presidenziali del 4 marzo 2012.


Sulla base dei dati parziali si apprende quindi che i comunisti otterranno 92 seggi, a fronte dei 64 di Russia Giusta e dei 56 dei liberalidemocratici. Ma sarà necessario attendere la fine dei conteggi per capire esattamente la distribuzione dei seggi, soprattutto sulla base di come verranno sistemati i partiti che non hanno superato lo sbarramento del 7%.

In calo anche l'affluenza al voto che scende di oltre tre punti percentuali rispetto al 2007, passando dal 63,78% al 60,2%.


Nel frattempo arrivano i primi commenti a caldo, dopo una giornata che si è dimostrata più accesa del previsto. Putin si dice soddisfatto di una vittoria che “riconferma Russia Unita la leader del Paese”. Il tasto dolente resta però la serie di disordini avvenuti tra Mosca e San Pietroburgo, dove diversi manifestanti sono stati arrestati (260 solo a Mosca) e le manifestazioni nella capitale russa hanno causato l’intervento della polizia. Chiusa la Piazza Rossa, mentre alcuni siti on line denunciano blocchi improvvisi della Rete. Oltre 50mila in tutto i poliziotti dislocati per “garantire la sicurezza delle elezioni”: un numero record che da solo dimostra la forte tensione di questa accesa tornata elettorale.

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